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Sono i periodi dell'unità
d'Italia con grande fermento di patrioti, ma
tempi difficili e nefasti per la Chiesa.
Il potente esercito di Napoleone III si
insinua sempre più in Italia, portando
confische ai beni della Chiesa ed abolendo
il 7 luglio 1866 gli ordini religiosi,
rendendo così anche precario lo stato di
Padre Giacomo e dei suoi confratelli di
Ventimiglia.
Ma tutti i mali non sempre vengono per
nuocere. Infatti con l'abolizione degli
ordini religiosi, molti furono i problemi
che il clero dovette affrontare, anche di
carattere economico, e quindi la Sacra
Penitenziaria, fu indotta ad emanare alcune
concessioni, tra le quali una che poteva
interessare Padre Giacomo.
Per volontà del Vescovo e con il permesso
del Superiore, un religioso avrebbe potuto
conseguire e ritenere cappellanie e benefici
ecclesiastici, anche residenziali e con cura
d'anime. In altre parole, Padre Giacomo
Viale sarebbe potuto divenire Parroco di
Bordighera, anche perchè il Vescovo Biale,
qualche tempo prima aveva compiuto un
ulteriore tentativo, per conferire stabilità
alla parrocchia di Bordighera stessa.
Ma all'ennesimo concorso nessuno si era
presentato, era stato allora chiesto a Don
Filippo Borea, allora Parroco di Costa
Rainera, ed in seguito canonico della
cattedrale di Ventimiglia, di rendersi
disponibile. Don Filippo Borea non si sentì
però all'altezza del compito e quindi vi
rinunciò.
E così accadde che il 18 novembre 1868 il
Vescovo di Ventimiglia, ottenuto il consenso
del Ministro Provinciale dei frati
minori....indirà un nuovo concorso al quale
Padre Giacomo Viale sarà l'unico candidato,
e diverrà quindi finalmente parroco dei
bordigotti. Prenderà il possesso ufficiale
della parrocchia il 3 dicembre 1869, alla
presenza del Vicario generale della Diocesi,
Mons. Giovanni Olivieri.
Alla Messa del suo insediamento così, il neo
Parroco, commenterà il Vangelo del buon
pastore "Io ravviso in queste parole di Gesù
Cristo un'immagine di ciò che deve essere un
ministro di Dio, un pastore di anime, cui
incombe per il ristretto dovere di vegliare
al loro bene ed allontanare dalle stesse il
lupo infernale, di farsi in una parola,
secondo la dottrina dell'Apostolo, forma del
gregge, mostrandosi a tutti modello di
virtù, ed esporre, a somiglianza del Divin
Maestro la sua vita pel bene delle sue
pecorelle".
Sarà questo il suo programma, e, per il
resto dei suoi anni, al quale si atterrà
scrupolosamente.
Con questo suo nuovo impegno avrebbe potuto
"dismettere l'abito monastico", ma Padre
Giacomo rinuncerà anche in seguito a questa
opportunità, considerando il saio la sua
seconda pelle, rinunciando al quale non
sarebbe più stato se stesso e nello stesso
tempo non si sarebbe sentito degno della
promessa, perpetua, fatta a suo tempo.
I restauri della chiesa oramai sono
terminati, siamo giunti nel 1869, ma sorge
un altro problema. Ora la chiesa è
bella....ma, ahimè, non più
l'organo....vecchio ed in pessime
condizioni. Quale provvedimenti adottare:
ripristinare il vecchio od acquistarne uno
nuovo? Ed i soldi? Come al solito non ci
sono....ma come sempre vi penserà la
provvidenza, fedele compagna di Padre
Giacomo.....
Ed infatti Padre Giacomo proporrà al
Consiglio di Frabiceria di acquistarne uno
nuovo...., proposta accolta all'unanimità.
Prima dello scadere del termine dei lavori
di messa in opera, il nuovo organo sarà
interamente pagato e con esso tutte le
restanti pendenze della Parrocchia stessa.
Ed il 28 giugno 1874, il nuovo organo farà
sentire la sua voce, per la prima volta,
nella Parrocchiale di Bordighera, ma
l'impegno del Fratin per la Gloria del
Signore, non si sarebbe certo fermato.
Infatti acquistò un nuovo apparato alla
romana per l'altar maggiore, composto da sei
grandi candelieri e rispettivi vasi da fiori
e due grandi lampadari, nonchè un contro
altare, il tutto dorato ad oro zecchino....
E come sempre la provvidenza lo accompagnò
anche questa volta, tanto che il nuovo
Vescovo Mons. Tommaso (dei marchesi) Reggio
elogiò con una lettera Padre Giacomo,
elargendo al Consiglio di Fabriceria il
disavanzo di lire 646 dell'anno 1877.... |