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FRANCO ZOCCOLI': "PADRE GIACOMO VIALE - PRIMA PARTE" NELLE RUBRICHE DI BORDIGHERA.NET

FRANCO ZOCCOLI

 

U FRATIN - 1A PARTE

 

Padre Giacomo Viale fu Parroco a Bordighera dal 1863 al 1912.
Questa non vuole essere una biografia e neppure un documento letterario ma soltanto un affettuoso ricordo di Padre Giacomo Viale. Scriveremo di Lui e della sua straordinaria vita lungo un percorso che ci porterà al 2012, ricorrenza del centenario della sua morte. Cercheremo di ricordarlo servendoci anche degli aneddoti tramandati da chi, a quel tempo, ha avuto il privilegio di conoscerlo e frequentarlo.
Le nostre fonti saranno "Vita del Padre Giacomo Viale" del Barnabita Eufrasio M. Spreafico ed "Il Servo di Dio...Padre Giacomo Viale?"L'avventura di un Parroco Francescano" di Umberto Folena.
"U fratin" non amava si parlasse di lui e definiva ogni sua iniziativa opera della Provvidenza o del suo Padrone, così amava definire Dio. Speriamo, quindi, ci perdonerà per questa iniziativa che abbiamo deciso di intraprendere e magari con benevolenza ci aiuti a portarla a termine.
Carlo Antonio Serafino nasce la notte tra il 27 ed il 28 febbraio 1830 ad Airole. Il padre, Alessandro Viale, aveva sposato Maria Caterina, vedova senza figli e Serafino, come verrà chiamato il futuro Padre Giacomo, è il primogenito. Il padre è un contadino che vive del suo lavoro nelle terre appartenenti alla propria famiglia, che non sono molte, ma gli permettono di mantenere i propri cari. Avrebbe voluto intraprendere gli studi ecclesiastici, ma non potendolo fare esprime voto di avviarvi il suo primogenito .E', la sua, una famiglia devota dove si prega e tutte le sere si recita il rosario.
Il piccolo Serafino é un bambino minuto e delicato e tale il suo fisico rimarrà per tutta la vita. Dopo tre anni nascerà Alessandro il suo primo fratello. Ma il 29 luglio 1835 la mamma Maria Caterina muore lasciando nella disperazione tutta la famiglia. Papà Alessandro si ritrova con due bambini piccoli, il lavoro e molte responsabilità. Per questo, neppure un anno dopo, si risposerà con un'altra vedova, Maria Viale che gli darà Teresa, la sorellina tanto amata da Serafino.
L'unico privilegio concesso a Serafino é quello, come primogenito, di frequentare la scuola. Le lezioni si tengono in canonica da don Filippo Trucco nipote del Parroco. Gli alunni sono cinque o sei e le materie di studio molto semplici: lettura, scrittura e primi elementari calcoli. Serafino ha una mente brillante ed una memoria fotografica. Come tutti i bambini preferisce dedicarsi al gioco più che allo studio e quando la mamma gli chiede se non ha compiti da fare o lezioni da studiare, lui risponde che basta sentire le spiegazioni del maestro per apprendere e che non ha quindi più bisogno di studiare.
Il 10 novembre 1839 l'allora Vescovo di Ventimiglia Mons. Lorenzo Viale si reca in visita pastorale ad Airole e conferisce la Cresima a Serafino. In quell'occasione, giungono in missione, da Roma, alcuni religiosi predicatori. Quando si soffermano a parlare con i bambini del paese rimangono colpiti dall'intelligenza di Serafino, tanto che chiedono al Parroco di poter incontrarne il padre. Gli chiedono di portare Serafino con loro a Roma per avviarlo agli studi ecclesiastici. Il padre, se pur consenziente, rimanderà questa decisione nel tempo.....