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RACCONTO SU BORDIGHERA: VULCANO DI MONTENERO

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VULCANO DI MONTENERO

 

Si perde nel tempo e nella memoria dei Bordigotti la credenza, che sulla sommità del Montenero vi fosse un tempo un vulcano assopito, ma che da alcuni anfratti ancora un centinaio di anni orsono fuoriuscisse fumo e materiale di natura vulcanica, tanto che questi siti ancora oggi dai vecchi cacciatori o cercatori di funghi nostrani che ben conoscono il nostro bosco vengono chiamati .... ciote fümuze .... forse queste sono soltanto leggende ma che un qualcosa di vulcanico vi sia stato un tempo, ancora oggi lo dimostra lo sgorgare sulla spiaggia in località Giunchetto di una sorgente di acqua solforosa ..... l'aiga de surfanu ..... come veniva chiamata un tempo da chi andava, con fiaschi o altri contenitori specialmente in estate a rifornirsi per curarsi ed anche per bere.

Dopo i lavori per la costruzione dell'autostrada, la sorgente si è notevolmente ridotta ma ancora oggi è attiva, nel tempo passato quando la sua portata era molto più consistente nelle calde giornate d'estate si sentiva il classico odore sulfureo anche transitando sulla via Aurelia. Questa fonte abbastanza frequentata sino agli anni sessanta
non è stata in seguito e non se ne conosce il motivo valorizzata da nessuno, anzi l'incuria e l'abbandono ne hanno fatto perdere quasi ogni traccia ... anche nella memoria. Eppure un tempo il potere curativo e le qualità delle sue acque era ben conosciuto a Bordighera tanto che nel suo libro "Bordighera" di Dino Taggiasco ne parla ampiamente e da un preciso e dettagliato resoconto delle analisi eseguite già nel 1820, tanto che nel 1860 il Dott. Karel medico particolare della di S.M. l'Imperatrice Madre di Russia apprezzando le qualità medicinali dell'acqua del Giunchetto aveva avanzato l'ipotesi di far costruire uno stabilimento termale, ma l'idea dovette essere abbandonata per il peggiorare dello stato di salute della sua illustre paziente che dovette abbandonare il suo soggiorno in riviera. Altri in
seguito anche in tempi più vicini a nostri hanno avanzato l' ipotesi di costruire bagni o stabilimenti termali che senza dubbio avrebbero fatto conoscere ancor più Bordighera nel mondo, e portare sollievo a gente sofferente viste le notevoli qualità curative di questa acqua, unica iniziativa imprenditoriale che si ricordi è quella di un anonimo che nel tempo andato, dopo aver riempito damigiane ed altri contenitori andava a rivenderla trasportandola su di un carretto al grido .... l'aiga de surfanu .... l'aiga de surfanu ... ma come oggi possiamo noi stessi constatare tutto è finito in un grande oblio.

FRANCO ZOCCOLI