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Vallebona: un Blog, mille poesie in dialetto ligure

Vallebona: un Blog, mille poesie in dialetto ligure

Una pagina web, un blog il cui titolo “u paise” richiama il dialetto ligure è quanto è bastato a chi l’ha creato a trasformarlo in un archivio di Poesia in vernacolo.
Il 7 novembre 2013, Pia Viale ha iniziato quasi per gioco a pubblicare ogni giorno una poesia dialettale corredata da una fotografia e a divulgarla sui social network, riscontrando un discreto ritorno di lettori. L’area linguistica delle poesie pubblicate è compresa tra Nizza e Sarzana, ovvero tutta la Liguria e relativo entroterra, includendo volutamente la zona oltreconfine dove si parla il provenzale e il Principato di Monaco, il cui idioma è strettamente ligure.
Pia Viale, di Vallebona, si occupa di dialetto da diversi anni: cura il Concorso di Poesia dialettale Intemelia U Giacuré e fa parte della giuria del Premio di poesia dialettale Giannino Orengo. Ciò le è valso per ricevere in dono da molti autori le raccolte e i libri degli stessi, nonché tutti la pubblicazioni che i vari concorsi presentano. Disponendo così di parecchio materiale, ha quindi pensato di utilizzarlo sul suo blog, dando vita ad una raccolta-archivio che ha ormai superato le 1000 poesie: da quel 7 novembre 2013 non ha saltato un solo giorno.
Oltre al materiale di cui dispone, si è anche avvalsa di quanto ha potuto reperire sul web nei vari siti che raccolgono poesie dialettali, soprattutto per quanto riguarda la poesia genovese. Tra i suoi collaboratori sono da annoverare anche gli autori stessi, che si sono prodigati a fornirle files di componimenti già scritti, garanzia di correttezza dei testi evitandone la trascrizione, ed un particolare aiuto le è poi giunto dal giovane Enrico Ughetto di Pigna.
Grazie a Facebook, dove il blog viene postato sulla propria pagina e su quella degli Amici del dialetto sanremasco, quotidianamente parecchi appassionati di vernacolo seguono le pubblicazioni, apportando i loro commenti e i loro apprezzamenti: tuttavia, utilizzando il social network, spesso quei commenti non appaiono sul blog stesso, nell’apposito spazio.
Una poesia dialettale al giorno non toglie di certo il medico di torno, ma sicuramente dà un piccolo contributo alla tutela della lingua e crea un archivio conservativo a cui gli studiosi di linguistica possono fare riferimento. Più che una passione, ciò che ha spinto Pia a questa raccolta è la necessità della memoria: il dialetto ligure, come tutti i dialetti, è la parlata millenaria di un popolo, ricca di sfumature, di espressioni, di fonetiche, di affinità che molto ci insegnano anche sull’evoluzione storica e che rischiano di andare perdute per sempre.
Questa piccola dedizione quotidiana, insieme ai vari concorsi che su tutto l’arco ligure vengono indetti, ha lo scopo di mantenere viva la nostra storia e, se possibile, di sollecitare qualche giovane cultore a rilevarne l’importanza. E i giovani, ormai tutti italianofobi, finché lo sentiranno parlare o lo leggeranno, avranno ancora la possibilità di conservarlo dentro alla loro mente: non lo parlano praticamente più, ma dentro di loro c’è, lo capiscono e all’occorrenza lo usano.
La lingua evolve, si trasforma, acquisisce termini, ne perde, ne prende a prestito da altre lingue. I dialetti, discriminati mezzo secolo fa perché si pensava potessero influire negativamente sull’uso corretto dell’italiano, conservano un valore indiscutibile per capire la storia di un popolo e, per dirla con una frase che spesso ci ricorda Franco Zoccoli, persa ina lenga, persu in populu: nella sua semplicità, U paise cerca proprio di salvarlo.
Unfo: www.upaise.blogspot.it

G. M.
11 agosto 2016

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