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Vallebona: i Santèti

Vallebona: i Santèti

Le edicole votive, in dialetto santéti, sono state costruite dalla gente quale oggetto di culto religioso.
Spesso non esiste traccia storica della loro esistenza, se non qualche testimonianza orale tramandata di famiglia in famiglia. Alcune sono state conservate con cura, altre hanno subito i danni del passare del tempo.
Durante una grigliata, in un giorno qualsiasi, parte un'iniziativa dal basso che si propone di procedere al restauro delle edicole "bisognose". In prima battuta i commensali pensano di rivolgersi all'associazione degli Alpini oppure all'associazione culturale del paese, ovvero A Cria: quest'ultima, chiamata in causa, inizia così un percorso per capire il da farsi.
I santéti non hanno una natura giuridica ben precisa: non appartengono alla Chiesa, né al Comune; solitamente insistono su di un terreno privato, ma al momento in cui si decide di intervenire con il restauro subentra la Soprintendenza per i beni storici ed è necessario attenersi alle regole che detta sapendo che, con questo Ente, occorre muoversi con molta precisione e accuratezza.
A Cria decide di assumersi questo onere e si informa debitamente per produrre la documentazione necessaria. L'iniziativa parte nel mese di maggio su proposta di Oscar Rossi e se ne parla al bar, tra amici, cercando di individuare le persone competenti. Con un rapido scambio di informazioni con l'Istituto Internazionale di Studi Liguri, A Cria riceve sufficienti indicazioni sul da farsi. Il primo aiuto ce lo fornisce la restauratrice Silvia Alterini, che ci dice quali titoli deve avere la persona adatta per la nostra causa e si adopera per metterci in contatto con la dott.ssa Raffaella Devalle.
In un secondo tempo occorrono informazioni di tipo tecnico e l'architetto Tullio Gugole non esita a mettersi a disposizione per fornire quanto necessario; infine necessita l'autorizzazione dei proprietari del terreno su cui si trova l'edicola da restaurare, che la concedono compiaciuti.
La trafila sembra poco impegnativa, ma in realtà necessitavano relazioni e redazioni di documenti ben precisi, soprattutto per evitare lungaggini burocratiche per incompletezze o quant'altro.
Ieri è arrivata la risposta della Soprintendenza, che ha dato parere favorevole!

Pia Viale
22 dicembre 2014

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