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Ogni anno con
l'avvicinarsi delle feste Natalizie
tornano in mente a chi non è più
giovanissimo, le antiche tradizioni che
lentamente si stanno perdendo, ma che un
tempo, quando le feste di fine anno, non
erano soltanto una corsa ai regali, o
l'ostentazione del benessere raggiunto,
ed avevano quindi tutt'altro significato,
si vivevano in modo molto diverso, e
sopratutto piu intimo, ma anche più a
contatto con gli altri, e forse anche
più gogliardico ... il Taggiasco nel suo
libro "Bordighera" narra che erano i
ragazzi a fare incetta di ogni tipo di
legna che riuscivano ad accaparrarsi, al
grido "Pe u fögu du bambin" anche se
queste facevano parte della scorta che
qualche agricoltore previdente aveva
accatastato accanto al suo casolare di
campagna, o se facessere parte di "scarase" pali conservati con cura per
fare da sostegno a future piantagione,
al grido appunto "Pe u fögu du Bambin" tutto era concesso. Anche Luigino
Maccario nel volume Intemeliun n° 7/8
tratta questo argomento con la sua
solita arguzia ed ironia oltre che
precisione storica.
Questa usanza del resto
praticata in tutto il territorio
itemelio e non solo, che ne vededeva
l'avvio appunto la notte che precedeva
il Santo Natale, e sempre dedicata al Bambin
Gesù , che prevedeva l'accensione di una
pira che avrebbe duvuto ardere sina
all'Epifania, che nei tempi più antichi
si protraeva addirittura sino alla
Cndelora, coprendo un perido
calendariale molto più lungo e con più
significati. Doveva essere alimentata
dai capifamiglia, ed era sott'inteso che
i più abbienti avrebbero dovuto
provvedere di più, ma come capita
ancora oggi, anche a quei tempi...ogni tanto qualche capofamiglia un pò....distratto....si dimenticava....di
questa incombenza, ma come sempre non se
ne dimenticavano i suoi paesani. ed
allora non era difficile, che passando
accanto al fuoco, magari per caso non vi
vedesse lambita dalle fiamme la porta
della sua stalla o della propria
cantina, ma siccome era stata
sacrificata..."Pe u Fögu du Bambin"
non avrebbe certo protestato, ma senza
dubbio l'anno successivo non si sarebbe
dimenticato di partecipare a
l'approvigionamento del sacro fuoco....Anche questo fa parte del nostro passato
ed è bene almeno non dimenticarlo, come
non è da dimenticare che tutto finiva
attorniati al sacro falò che viniva
sempre tenuto alimentato, come
alimentati...si tenevano i fuochisti,
che per mantenersi sempre in forze, non
si facevano mai mancare....caiche metro
de bona sausisa caiche gatu rustiu, e
caiche decàlitru de chelu bon....
FRANCO
ZOCCOLI |