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U cian di
inamurai "Il piano degli innamorati" Un'altra storia di Piero
ma di certo non
l'ultima ...
Quel giorno
Piero, non aveva un motivo preciso, per
recarsi nel bosco di Montenero, ma come
sempre quando qualcosa lo rattristava, o più
semplicemente la malinconia si affacciava
nei suoi pensieri il suo rifugio era il
bosco: Presa Dea al guinzaglio, si incamminò.
Era un bel mattino di fine maggio: la natura
oramai uscita completamente dall'inverno
era rigogliosa, le piogge primaverili erano
state copiose ed il verde era quasi
accecante, era un periodo che il bosco era
poco frequentato e quindi la natura se ne
stava rimpossessando quasi con arroganza
mandando messaggi, come a voler dimostrare
che il territorio apparteneva ancora a lei,
malgrado i molteplici attacchi dell'uomo.
Sempre con l'arrivo di questa stagione la
malinconia si presentava alla mente di Piero
e lo riportava indietro nel tempo, alla fine
di una primavera di molti anni addietro, e
benchè oramai con i capelli bianchi ed una
vita serena trascorsa con la sua compagna,
ad ogni arrivo di questa stagione nella sua
mente tornava il ricordo del suo primo
amore, quando la giovinezza, la
spensieratezza, e la ricerca dell'amore
erano come per tutti i giovani un traguardo
da raggiungere ed emozioni da provare. Piero
questa emozione, queste sensazione, questa
ansia aveva avuto la fortuna di trovarla e
di provarla, anche se era durato il volgere
di un estate, per molti anni, ed ancora oggi
si chiedeva cosa la vita avesse riservato a
Francesca, e come sarebbe stata se
l'avessero vissuta insieme
L'incontro era
stato banale, niente di straordinario,
quella che oggi si potrebbe definire un
amore estivo, quelli che di solito durano un
periodo di vacanza. La famiglia di furesti
che viene in villeggiatura, appena terminata
la scuola, a Bordighera per rimanervi tutta
l'estate con la figlia poco più che
adolescente, che scoprono la bella spiaggia
dell'Arziglia, e decidono di servirsene per
i loro bagni sia di sole che di mare. Ma
quella era anche la spiaggia che Piero
frequentava da sempre con i suoi amici, e
come sempre è successo tra giovani anche se
i tempi non erano quelli di oggi. I giovani
hanno sempre fatto gruppo ed anche se i
genitori erano molto più attenti si era
formata una bella compagnia e Piero e
Francesca ne erano una componente fissa,
Sempre insieme, sempre uniti, ma mai lontano
dagli altri, sempre allegri,sempre
disponibili a formare gruppo, ma tutti
avevamo capito noi ragazzi che Francesca non
si doveva guardare perchè era la ragazza di
Piero, e bastava guardarli per capire quanto
fossero innamorati, e felici. Un particolare
di Francesca ci aveva colpito tutti:
profumava sempre di gelsomino ... Piero e
Dea continuarono il loro girovagare, senza
meta, come senza meta erano i pensieri di
Piero, L'unica e più insofferente era Dea
che costretta al guinzaglio, perchè in quel
periodo i cani non potevano essere lasciati
liberi. Continuava a tirare, e sempre nella
stessa direzione, verso il sentiero che
portava
Au Cian Di Inamurai
ed alla fine
senza che Piero neppure se ne rendesse conto,
tanto era assorto nei suoi ricordi vi
giunsero, Il piano che portava questo nome
era una piccola radura coperta da un'erba
soffice, senza arbusti, ma con grandi pini
che la delimitavano. Leggermente concava, ed
esposta al sole, che in quel mattino
luminoso la innondava di luce, Piero e Dea
che provenivano da ponente, si trovarono
innondati da questa luce abbagliante del
sole che nasceva con il suo splendore, Dea
continuava a tirare, e Piero, decise di
assecondarla, e si lasciò guidare, pensando
che avesse fiutato qualche animale, o come
spesso accadeva volesse seguire il saltare
di qualche grillo, e quindi socchiudendo gli
occhi, e chinando il capo si inoltrò in
quella esplosione di luce attento a dove
metteva i piedi, e sempre più violentemente
strattonato da Dea
La prima cosa che lo
colpì fu un intenso profumo di gelsomino, e
questo lo stupì, in quanto sapeva benissimo
che quella non era il tempo di fioritura di
queste piante, e poi nel luogo dove era non
vi erano certo siepi di gelsomino. E più si
avvicinava al centro della radura e più il
profumo aumentava d'intensità, tanto che
Piero pur con il sole negli occhi alzò lo
sguardo per cercare di vedere se vi fosse un
qualcosa da cui poter capire da dove
provenisse questo profumo. Fu allora che il
suo sguardo fu attratto da una figura di
donna che immobile lo fissava intensamente,
Dea con uno strattone strappo il guinzaglio
dalle sue mani e scappo contenta dietro alle
sue prede, Piero immobile non riuscì che a
proferire a bassa voce una sola parola "Francesca". E Francesca le andò incontro,
avvolta sempre da qell'esplosione di luce,
che la rendeva eterea, e nel suo procedere,
sembrava che neppure toccasse il suolo, e
non avesse un corpo, era bella e giovane,
come Piero la ricordava nella sua memoria,
ma quando lui ripresosi dallo stupore e
dalla gioia di quella visione acennò una
parola, con una rapida mossa le pose la sua
piccola mano sulle labbra impedendoglielo,
poi lentamente lo prese per mano e lo
condusse, all'ombra dell'albero piu bello
della radura. Entrambi sempre in silenzio
si sdraiarono ai suoi piedi sull'erba
soffice che lo contornava. Le braccia di
Francesca lo avvolsero, e Piero, non ricordò
nella sua vita abbraccio più tenero e dolce
... Il tempo passò ma quanto, Piero non potè
mai saperlo. I suoi occhi rimasero chiusi
per lungo tempo avvolto egli stesso in quei
momenti, cercando inconsapevolmente forse
che non finissero mai, E forse prevedendo
anche che quando li avrebbe riaperti, molte
cose sarebbero mutate per sempre
Infatti
quando lo fece attorno a lui tutto era
tornato nella normalità, Dea era
acciambellata ai suoi piedi, il sole oramai,
alto filtrava tra le chiome degli alberi, ma
l'esplosione di luce, che aveva
accomapagnato quel luogo e quei momenti si
era dissolta ed accanto a Piero, rimaneva
soltanto Dea l'impronta di un corpo
sull'erba ancora tiepida ed un pungente
profumo di gelsomino nell'aria ... Piero
ritornò ancora molte volte in quel luogo,
sempre portando con se un fiore, ma di
quella atmosfera perduta, non ritrovò mai
più niente. Rimanevano soltanto gli alberi,
il ripiano e l'erba soffice ed il nome
"U Cian Di Inamurai", nome che Piero non
avrebbe di certo mai dimenticato
Il luogo
chiamato "U Cian Di Inamurai." esiste
realmente ed è ubicato nelle vicinanze del
grosso distributore di carburante dell'Agip
il primo che si trova dopo essersi immessi
sull'autostrada dal casello di Bordighera in
direzione Genova.
FRANCO
ZOCCOLI |