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RACCONTO SU BORDIGHERA: U CIAN DI FRANSEZI

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U CIAN DI FRANSEZI

 

Erano i primi giorni di novembre, un novembre, non molto freddo, preceduto da un fine settembre piovoso ed da un ottobre piovoso e tiepido. Un tempo ideale quindi per la nascita di funghi. Piero coltivava questa passione da molti anni, da quando suo nonno Pepin e sua nonna Cicheta, lo accompagnavano ancora bambino, alla ricerca dei .... burei .... passione poi che con la caccia,  la pesca e l'amore per la natura, lo avrebbero accompagnato per il resto della vita. Quella domenica mattina, l'avrebbe quindi dedicata a questa  passione. Come sempre si alzò ben prima dell'alba, perché amava arrivare nel bosco prima che facesse giorno. La sera prima si era preparato scarponi, la colazione ed il cestino, ( a cavagnöra ) che avrebbe portato a tracolla, e serviva al mattino per portare la colazione, ed a giorno fatto, se la raccolta fosse stata fruttuosa per portare una buona quantità di funghi. L'ascesa al Monte Nero come sempre non gli costò molta fatica, anche se i suoi capelli erano oramai candidi, ma ogni volta che ripercorreva quei sentieri era sempre accompagnato dai pensieri del passato, quando quei luoghi li aveva scoperti, accompagnato da suo padre Memin dal quale aveva ereditato la passione per la caccia, non vi era angolo di quel bosco che non fosse impresso nella sua memoria. Infatti anche salendo in quella notte buia e senza luna, non sbagliava un passo. Finalmente arrivò dove aveva deciso di fermarsi e far colazione, l'ascesa un po' di energie se l'era prese e quindi si cercò un angolo riparato dalla leggera tramontana che cominciava a spirare. Posò a terra a cavagnöra, prese la colazione che la moglie Carla la sera prima, come ogni volta che al mattino si alzava presto, gli aveva preparato. Dove Piero aveva deciso di fermarsi, era una piccola radura abbastanza riparata in caso di maltempo, che avrebbe potuto ospitare, un piccolo campeggio di boy scout e questo luogo era chiamato da tutti i frequentatori del bosco .... u cian di fransezi .... in quanto si narrava che un tempo, quando l'esercito Francese transitò nei nostri luoghi per raggiungere Genova ed occuparla, a fine 700 due soldati facente parte di un contingente di artiglieria, al cui comando vi era un giovane capitano di nome Napoleone Bonaparte, fossero stati trucidati nel sonno da non ben precisati briganti e spogliati di quel poco che si potavano a presso, armi comprese. Non si sa se il fatto sia realmente accaduto, ma senza dubbio era giunto sino ai giorni nostri. Piero non dava molta importanza a questi aneddoti lui amava i boschi,e la natura, e questi episodi, veri o leggenda che fossero non lo turbavano assolutamente, in quel momento anzi era un po' seccato con se stesso, perché oramai era giunto nel punto dove avrebbe voluto iniziare la ricerca, ma l'alba tardava ad arrivare, e lui stava pensando che avrebbe potuto dormire ancora un'oretta nel suo letto al caldo, invece di essere lì ad aspettare, in mezzo al bosco umido di rugiada ed al buio, ma oramai era fatta, e quindi si cercò un angolino il più riparato possibile, si mise a cavagneora sotto la testa a mo di cuscino si tolse la pesante cacciatora di fustagno, e se la distese addosso come fosse una coperta, e si accinse così ad aspettare il giorno. Ma forse dovuto all'età, forse ad un po di stanchezza per l'ascesa, forse per la colazione abbondante, consumata un po' in fretta, ed accompagnata da un paio di sorsi abbondanti del buon vino che lui stesso si faceva,   gli occhi cominciarono a far fatica a rimanere aperti le palpebre sempre più pesanti ... E su Piero calò quello strano torpore, che anche se non è sonno, molto gli somiglia. Tutto iniziò con l'odore di legna bruciata, mescolato all'odore della rugiada mattutina, un odore acre che penetrava nelle narici, odore di fumo, prodotto da legna non secca, odore di accampamento all'aperto, odore che Piero conosceva bene e che molte volte le sue narici avevano inalato nelle notti passate in attesa dei colombacci, al passo del Cardellino o sulla cima del Montenero, quando più giovane con gli amici cacciatori, per occupare gli appostamenti migliori, andavano a dormire nel bosco. Ma anche in quello strano stato di torpore riusciva a rendersi conto e ricordare che non era la stagione dei colombacci, e che non era sulla cima del Montenero, e neppure al passo del Cardellino, lui avrebbe dovuto essere au cian di fransezi, in una mattina di novembre alla ricerca di funghi, ed era sicuro di non aver acceso fuochi di nessun genere, eppure l'odore di legna bruciata persisteva ed anche il fumo, era ben presente, perché anche se non gli impediva di vedere data l'oscurità, gli impediva di respirare e gli faceva bruciare gli occhi, lottando contro i propri sensi cercò di alzarsi di muoversi, ma una forza misteriosa lo tratteneva e gli impediva ogni movimento, e solo con grande forza di volontà riusciva a connettere. Lentamente un alito di tramontana disperse il fumo ed ai suoi occhi apparve la radura, ma non come lui la ricordava ... ne l punto più riparato era stata eretta una tenda, ma non una tenda moderna, come tutti i campeggiatori usano ai giorni nostri, e delle quali Piero ne aveva veduto di molteplici qualità, ma una tenda arcaica che Piero non aveva mai visto, una tenda che sembrava uscita dal passato remoto, ma il suo stupore aumentò ancora di più, quando si rese conto che al centro della radura vi era un fuoco da campo acceso attorno al quale vi erano due uomini seduti su sgabelli improvvisati, ed avvolti in strane uniformi,e pastrani di una foggia che Piero non aveva mai veduto, o forse gli sembrava di aver qualche volta visto in raffigurazioni che riproducevano le uniformi che portavano gli eserciti Napoleonici, che aveva osservato, quando il figlio Giacomo gli aveva mostrato sui suoi libri di scuola. Anche i due uomini si accorsero di lui, e si girarono a fissarlo con espressione dura e ostile. Poi uno si alzò dal fuoco si avvicinò, stringendosi il pastrano sulle spalle magre e giunto davanti a lui che con grande fatica era riuscito ad alzarsi in piedi gli disse : "Chi sei tu che vieni a disturbare la nostra attesa ? Fai forse parte di quella banda di briganti che ci ha colto nel sonno, e ci ha privato della vita dopo averci derubato di ogni cosa e anche delle nostre armi ? Il nostro comandante Napoleone Bonaparte, ci aveva lasciati perché potessimo tenerli lontano i briganti, ed invece noi ci siamo addormentati, e siamo venuti meno al nostro dovere, ed oltre ad ogni cosa abbiamo perso quello che più per noi conta: l'onore, e non siamo più tornati al nostro reparto, perché saremmo stati ricoperti di vergogna e disonore, ed allora abbiamo deciso di rimanere qui ed attendere il ritorno dei briganti, perché siamo sicuri torneranno, senza mai più dormire per riprenderci le nostre armi e soprattutto il nostro onore". Piero era rimasto impietrito e von gli occhi sbarrati davanti a quella visione, quando sentì dei passi dietro di sé ed una mano che lo toccò su  una spalla. Si voltò lentamente con un'espressione da sonnambulo, e si trovò di fronte il viso di suo fratello, che guardandolo con occhi meravigliati gli disse ? : "Cosa fai Piero, dormi in piedi come i cavalli , dai che tra un po' è giorno: prenditi tutto che andiamo".  Piero fece per parlare, si voltò per indicare quello che c'era nella radura, ma tutto era svanito, e quindi non proferì parola, ma passando, al centro della radura vide che vi era un mucchietto di cenere ancora calda con un filo di fumo che si alzava verso il cielo che stava schiarendo.

FRANCO ZOCCOLI