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Tutti i vincoli della Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria a Bordighera

Tutti i vincoli della Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria a Bordighera

Si sente spesso parlare di Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, del suo intervento in restauri di edifici, del suo interessamento alla salvaguardia delle realtà di interesse storico, culturale e paesaggistico. Volendo portare un esempio concreto, si pensi al negozio di Richetta: locale le cui pareti ricoperte di legno sono state poste sotto vincolo. Locale ora tristemente vuoto.
Ampliando l'orizzonte della nostra ricerca, senza soffermarci ulteriormente sulla nota vicenda Richetta, abbiamo raccolto nel presente articolo tutti gli immobili, i parchi e le aree di Bordighera poste sotto il controllo e la tutela della Soprintendenza di Genova, organo periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Innanzitutto è necessario suddividere i beni in alcune categorie, ad ognuna delle quali appartengono diversi soggetti. Scopriamo così che a Bordighera abbiamo numerosissimi “vincoli architettonici puntuali”, qualche “bellezza d'insieme”, alcune “bellezze individue” ed un “vincolo archeologico”.
I vincoli di cui sopra sono stati determinati da decreti ministeriali nel corso degli anni: per alcuni bisogna spulciare le carte degli anni Trenta del Novecento, mentre altri sono più recenti.
Nel lungo elenco di soggetti a vincoli architettonici puntuali, troviamo molte abitazioni private: Villa Punta Madonna della Ruota, Villa Crosa, Villa Rosa, Casa Rossi, Villa Amica, Villa la Cava, Casa Baccini – Manuel Gismondi, Villa Flora, Villa Selva Dolce e Batteria del Mattone. Quest'ultima, sita nel vallone dell'Arziglia, è citata nel celebre romanzo di Giovanni Ruffini quale residenza del Dottor Antonio, protagonista della vicenda. E' interessante leggere i documenti del Ministero dell'Educazione Nazionale: si viene a conoscenza, ad esempio, che, nel 1933, Villa Selva Dolce era di proprietà della Duchessa di Leeds, presso la quale lavorava Lady Vera Devitt, sua cameriera. Storie e nomi di altri tempi, nei quali personaggi stranieri dell'alta società soggiornavano a Bordighera.
Dopo le ville, gli edifici religiosi: la Cappella della Madonna del Carmelo, il Seminario Vescovile, la Chiesa di San Nicolò di Bari, l'Ex Chiesa Anglicana, il cimitero di Sasso, la Chiesa Parrocchiale dell'Immacolata Concezione di Terrasanta, la Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni, la Chiesa Parrocchiale di Sasso, l'Oratorio dell'Annunziata, la Chiesetta di Sant'Ampelio e la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maddalena. In quest'ultima sono presenti un affresco del Morgari, una statua dello sculture Parodi e un reliquiario in argento risalente al 1600.
Gli altri beni posti sotto la tutela della Soprintendenza sono il Cinema Olimpia, la Scuola materna Villa Filomena, l'Istituto Internazionale di Studi Liguri, la torre medievale detta dei Mostaccini, il giardino Winter al Vallone, l'Albergo Angst che “ha interesse particolarmente importante perchè legato, da un lato, alle più illustre fortune ormai secolari della storia del turismo di Bordighera e dall'altro, esempio di architettura ottocentesca tipica dell'estrema riviera di Ponente in cui il parco riveste un ruolo determinante e rara testimonianza di una funzionalità alberghiera, caratteristica peculiare dell'epoca” (decreto ministeriale del 22 giugno 1981). Completano l'elenco la Torre di Sapergo, la Porta Medievale con stemma di Genova e la Porta del Capo, le Mura di cinta Medievali, la Torre di Piazza del Popolo del Paese Alto, Villa Regina Margherita, Villa Garnier, Villa Mariani (o Villa Fanshave), il selciato di via antica antistante il Museo Bicknell, l'Ospedale Saint Charles, Palazzo Garnier (sede del Comune), il giardino Moreno (“in quanto luogo in cui il pittore francese Claude Monet trasse ispirazione e soggetti per alcune delle sue opere. Inoltre il giardino conserva ancora notevoli esemplari di palme e altri alberi. Fu citato da vari scrittori tra cui il Fogazzaro”, Genova, 3 marzo 1982), il Museo Bicknell, Villa Etelinda, il Mercato Coperto, il Chiosco della Musica (sarà questo il motivo della lentezza dei lavori che lo vedono fasciato da mesi? n.d.r.), l'immobile sede dell'Ufficio Postale a Bordighera Alta, il Palazzo della Pretura e la fontana di Magiargé, risalente al 1783 sul cui basamento si erge una statua “forse proveniente dagli scavi della città romana che sorgeva allo sbocco della Val Nervia”, come si legge nel decreto ministeriale del 9 febbraio 1934.
Passando alla categoria delle bellezze d'insieme troviamo: un tratto di Via Romana e della zona sottostante dal quale si scorge uno dei quadri panoramici più interessanti della città (D.M. Del 10/09/1953) , l'area collinare della zona alta di Bordighera, la zona adiacente alla chiesa di Terrasanta (D.M. del 15/09/1976) e la zona collinare litoranea ricca di vegetazione (D.M. Del 01/12/1975). Praticamente quasi tutta Bordighera.
Piuttosto corposa anche la lista delle bellezze individue, che comprende la zona di Capo Sant'Ampeglio proprietà, almeno nel 1952, anno in cui è stato scritto il decreto, della signora Amelia De Matteis. Altre aree sono la “zona del Comune di Bordighera prospiciente il mar Tirreno di proprietà demaniale”, “il palmeto in capo Sant'Ampeglio proprietà di Alberto Strub”, il “pinus canariensis che sorge sul terreno di proprietà di Giuseppe Schiva”, il “giardino di Villa Loggia in Via dei Colli di proprietà di Carlo Giovanni e Nicola Traverso”, il “giardino del ricreatorio di San Giuseppe”, alcune piante secolari di proprietà dell'Associazione della Madri e Vedeve dei Caduti di guerra e la zona di Capo Sant'Ampelio.
Unico vincolo archeologico è il “terreno con muri e avanzi dell'antico Castellaro Ligure di Sapergo” dove sono presenti fortificazioni di età preromana in parte visibili e in parte interrati.
In conclusione di questo excursus, vi proponiamo uno stralcio tratto dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 12 gennaio 1966 inerente la proposta di vincolo della Città Alta, poi accolta all'unanimità. Sono parole lontane, forse, dalla nostra sensibilità. Ma restano parole che dopo quasi mezzo secolo continuano a far riflettere sulla bellezza e sul fascino di Bordighera, bellezza e fascino che è anche nostro compito preservare: “Nel Comune di Bordighera gran parte del territorio non è ancora vincolata, per cui la continua espansione dell'attività edilizia minaccia di compromettere l'aspetto estetico, tradizionale e panoramico di alcune di quelle zone caratteristiche. Fra queste (il soprintendente n.d.r.) segnala principalmente la “Città Alta” e la zona circostante [...] La motivazione dell'importante interesse pubblico viene definita come segue: “Zona collinare avente interesse di quadro panoramico di notevole bellezza, per l'alberatura, il complesso tradizionale della “Città Alta” di Bordighera e per i punti di vista o belvederi accessibili al pubblico, dai quali si gode il panorama del litorale”.
Le immagini firmate nella gallery sono di Eugenio Conte.

Alice Spagnolo
26 Ottobre 2014

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