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Tre anni di cantiere sul Rio Borghetto: le amare riflessioni di Mauro Agosta

Tre anni di cantiere sul Rio Borghetto: le amare riflessioni di Mauro Agosta

E' da molto tempo ormai che non scrivo più nulla riguardo ai lavori sul Rio Borghetto, non certo perchè manchino gli argomenti, anzi, ma perchè dopo tre anni di cantiere anche la mia voglia di protestare e dare voce al malcontento comune si è attenuata. Una inutile frustrazione rendersi conto che le segnalazioni e le proteste risultano inutili, inascoltate e strumentalizzate da chi invece avrebbe dovuto tenerne conto.
Il discorso sulla rotatoria al posto dei semafori, mi aveva già dal primo momento lasciato perplesso, non per la fattibilità realizzativa perchè questo non è di mia competenza ma di altri che sono pagati per prestare quella attenzione che come in questo caso sembra latitare, ma proprio perchè a mio giudizio, la rotatoria sarebbe risultata piuttosto pericolosa e soprattutto quando la Via Pasteur avesse ripreso ad essere, come giusto che sia, a doppio senso.
Una Via Pasteur che ad oggi invece di rappresentare, come sempre stato, un'arteria fondamentale per il quotidiano traffico da e per l'entroterra limitrofo, appare come una pista della Hot Weel, improbabile e pericolosa per veicoli e pedoni.
Questa è una commedia ormai in atto da oltre tre anni e nonostante si dica che i lavori sono terminati è sotto gli occhi di tutti che non è così. Un continuo cantiere, subito dopo la asfaltatura si è già dovuti intervenire per rialzare i tombini per lo scolo delle pluviali, già posizionati malamente in centro della carreggiata invece che da un lato, ma addirittura con quote sbagliate e riprese per ben due volte, costringendo a rappezzare un tappeto di asfalto nuovissimo. 
Non voglio cercare colpe e colpevoli perchè non mi compete e sarebbe inutile oltre che ulteriormente frustrante assistere a giustificazioni scaricabarile da entrambe le parti. Il tutto equivarrebbe ad un ulteriore "intorcimento di budella" e per questo concedetemi di essere piuttosto innervosito.
Per tornare all'incrocio della Via Pasteur con l'Aurelia, invece, qualche responsabile su quello che i quotidiani hanno messo in luce in questi giorni mi piacerebbe sentirlo, in fondo si parla di normative non rispettate e così, giusto per il gusto di sapere chi ci stà costringendo ad una situazione così indecorosa all'alba di una nuova stagione estiva, mi piacerebbe conoscerlo.
Ma anche qui è chiaro che nessuno se ne assumerà le colpe e ancor meno nessuno avrà il coraggio di affrontare di petto la situazione con decisioni immediate e risolutive perchè l'unico scopo pare essere quello di pararsi il c..o.
Come sarebbe diverso invece se qualcuno avesse gli attributi e si prendesse qualche responsabilità per il bene comune.
Tutto questo rimarrà un sogno.
Mauro Agosta.

La Redazione
15 aprile 2015

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