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Storia di famiglia Guglielmi di Vallebona che trasferitasi a Roma divenne Guglielmi delle Rocchette

Storia di famiglia Guglielmi di Vallebona che trasferitasi a Roma divenne Guglielmi delle Rocchette

Il primo di cui si ha notizia è un Guglielmo, nato nell’anno 1532.
Una tradizione tramandata in casa vuole però che gli antenati di esso fossero dei mercanti toscani con commerci estesi alla Francia fin dal XIII secolo ( “Banchieri e mercanti di Siena” di M. Cassandro, pag.140 - ed. Monte dei Paschi di Siena, Roma 1987 ) ed in particolare in Provenza ed Avignone ( dove ci sono lapidi che ricordano alcuni personaggi con detto cognome provenienti dall’Italia ) e risalenti al periodo in cui nella Città fu trasferita la Sede Apostolica.
Molto probabilmente i Guglielmi liguri erano originari di Siena, ove peraltro esistevano diverse famiglie con il medesimo cognome.
Tutte innalzavano uno stemma simile, quasi identico a quello che apparteneva fin da tempi remotissimi ai Guglielmi di Vallebona. Infatti nel sigillo che chiudeva le lettere di questi ultimi ( di esse se ne conservano alcune dei secoli XVII e XVIII ) anche in esso appariva uno stemma con una guglia centrale sormontata da un elmo (stemma in araldica detto “parlante”: guglia + elmo da cui “Guglielmi”) e accompagnata da una cometa (sempre in araldica, la cometa è sintomo che la famiglia era proveniente da altro luogo geografico).
Figlio di Guglielmo fu un Giovanni Battista, che appare come un facoltoso possidente, con casa posta nella piazza centrale del luogo accanto alla chiesa di San Lorenzo e dotato pure di notevoli capitali tanto da poter costituire dei censi su diversi terreni di Vallebona ( il 19 agosto 1619 sopra un fondo chiamato Fossao, istrumento notaio Simone Lamberto; il 25 ottobre 1624 altro censo con il notaio Marco Antonio Lamberto e il 4 maggio 1628 sempre con lo stesso notaio sopra un terreno chiamato Ciotti ).
Il medesimo personaggio fece costruire a sue spese una cappella, che divenne "jus-patronato" della famiglia, dedicata alla Santa Croce cui assegnò un patrimonio sacro non indifferente, nella parrocchiale di Vallebona.
Figlio di questo fu Francesco Maria, nato nel 1607. Egli acquistò le terre che il padre aveva già in garanzia a seguito dei censi sopra descritti ( per 40 scudi il 15 giugno 1643 la terra detta il Fossao e il 22 febbraio 1644 per 1400 lire la terra detta Ciotti da Pier Antonio Pallanca ).
Molti altri personaggi seguirono a questi primi esponenti dimoranti a Vallebona. Ma qui di seguito indicherò solo quelli che illustrarono di più la famiglia con le loro azioni; tra questi: un Giovanni Battista nato nel 1636 che nel 1668 divenne Parroco e Rettore di Vallebona. Lo stesso il 25 ottobre 1700 istituì il fidecommesso sopra i beni familiari, con atto del notaio Giovanni Battista Bellomo.
Tale fidecommesso Guglielmi, che legava al figlio primogenito il possesso e la disponibilità dei beni senza però poterli alienare, durò per più di un secolo, ed esattamente per tre generazioni fino all’inizio del secolo XIX quando fu introdotto anche in Liguria, il Codice napoleonico. Il patrimonio indisponibile ricompreso nel fidecommesso era costituito dai terreni Chiotti nel territorio di Vallebona, la Morga in territorio del Sasso; la Linaina ed Abbè presso il Fossato di Montenegro con cortili e stalle per il bestiame; ed inoltre le Morghe di San Bernardo, i Fornaixi, i Pini e gli Orti del Fossato.
Tra i fabbricati, oltre alla casa paterna nella piazza centrale, sempre a Vallebona, era vincolato un molino per le olive (frantoio) con adiacente un edificio ad uso di abitazione, oltre naturalmente molti beni mobili quali: censi, capitali fruttiferi ecc.
Tra i primi chiamati ad usufruire del fidecommesso fu il nipote Giovanni Francesco (nato nel 1669) che, laureatosi in giurisprudenza nell’Università di Genova, divenne Notaio della Curia di Ventimiglia ( di lui si conservano ancor oggi molti volumi di istrumenti nella locale sezione dell’Archivio di Stato ).
Ebbe numerosa prole tra i quali cinque figli maschi di cui ben quattro sacerdoti ( uno di essi, don Guglielmo fu anche Parroco di Vallebona ). Un altro personaggio fu Giovanni Battista che prese in moglie Maria Antonia Faraldo, nobile famiglia di Mentone, e ricoprì per molti anni cariche pubbliche tra le quali le supreme magistrature della “Magnifica Comunità degli Otto Luoghi”. Suo figlio primogenito fu Giuseppe Maria che nel 1788 si trasferì a Roma, dopo essersi laureato giovanissimo (1786) in giurisprudenza a Genova; a Roma conseguì un’altra laurea (1795) in Diritto Civile e Canonico “Juris Utriusque Doctor” diventando così in poco tempo un affermatissimo avvocato ( Procuratore di Collegio e della Sacra Romana Rota ).
In contrasto con il regime napoleonico e non volendo giurare fedeltà a Napoleone I, fu imprigionato per cinque mesi in Castel Sant'Angelo. Rientrato il Papa a Roma ricoprì importanti incarichi ( Giudice del Supremo Tribunale della Segnatura di Giustizia, Professore dello "Studium Urbis" - Università romana "La Sapienza" - ed esaminatore dei giovani Procuratori Rotali ecc.) ed investì in case, palazzi e ville sub-urbane gli ingenti proventi accumulati con la sua professione forense. Suo unico figlio ed erede ( anche dei beni di Vallebona ) fu Aurelio anche lui come il padre “J.U.D.”; ma preferendo la vita militare a quella forense, divenne Capitano dello Stato Maggiore Generale fino al 1848, quando venne destituito dalla carica dal Governo della Repubblica Romana per la sua fedeltà al Pontefice Pio IX.
Nel frattempo nel 1840 era stato nominato Conte Palatino e sempre dal ricordato Pontefice fu nel 1869 investito del Feudo delle Rocchette, sito in Sabina al confine tra il Lazio e l’Umbria, con il titolo trasmissibile di Marchese anche per i suoi discendenti.
Guglielmo Guglielmi delle Rocchette.

La Redazione
18 gennaio 2015

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