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SEL: sostegno al vescovo Suetta e replica a Viale e Pallanca

SEL: sostegno al vescovo Suetta e replica a Viale e Pallanca

Come SEL – Sinistra Italiana, ma soprattutto come persone e cittadini, esprimiamo il nostro apprezzamento per la posizione tenuta dal vescovo Suetta sia in relazione all'accoglienza data ai migranti, profughi e ragazzi in difficoltà nella parrocchia di San Nicola, sia in relazione alla proposta di mettere a disposizione il Seminario vescovile per allestire un ricovero di prima accoglienza per gli stessi.
Apprezzamento che diventa tanto più forte quanto più è evidente la latitanza del Governo, dello Stato e della Regione di fronte a questa emergenza con la quale probabilmente, nei prossimi anni, dovremmo sempre più imparare a confrontarci.
Respingiamo invece decisamente i toni arroganti e i contenuti strumentali delle posizioni espresse dalla Vicepresidente della Regione, Sonia Viale e dal Sindaco di Bordighera Giacomo Pallanca. Ed esprimiamo anche la nostra ironica rassegnazione nel cercare di capire da dove vengono atteggiamenti umani e culturali talmente limitati.
La critiche espresse da Sonia Viale al Vescovo sono espressione di una parte politica che ha messo l'umanità completamente fuori dal proprio orizzonte, per così dire, politico, sostituendole il rancore e per di più rivelandosi incapace di proposte in merito all'altezza della situazione sia per i migranti che per gli stessi cittadini liguri.
Alla Vicepresidente vogliamo ricordare che, una volta stabilito che è un dovere salvare vite umane e accogliere le persone che attraversano il Mediterraneo, senza rimandarle in mare (ma forse proprio qui sta la questione) il problema al momento è fondamentalmente di assistenza umanitaria e, nella nostra zona, nasce proprio dalla mancanza di una struttura di gestione dei flussi che potrebbe ridurre i problemi per i comuni ed, inoltre, è stato esacerbato anche dalle ripetute sollecitazioni alla chiusura del centro di accoglienza della stazione provenienti soprattutto dalla sua parte politica. Ma, a dirla tutta, nasce anche dalla completa assenza della Regione nell'aiuto ai comuni coinvolti e nella pressoché inesistente gestione regionale del problema sul quale la Vice Presidente mi pare abbia qualche responsabilità.
Sarà forse perché nel tempo molti di noi hanno assimilato la lezione di Francesco Biamonti sulla necessità di una “pietas” (compassione), laica o religiosa che sia, o perché abbiamo fatto nostra la lezione sulla bellezza e sugli umiliati di Albert Camus, continuiamo a pensare che esiste prima di tutto un dovere di assistenza umana e civile, dell'uomo verso l'uomo, del fratello verso il fratello, al quale anche e soprattutto la politica deve porre attenzione, successivamente, solo successivamente, si pone il problema di come operare. Se prima non avviene questo, il rischio è quello di alimentare il razzismo, la xenofobia, capacità in cui la parte politica della Vicepresidente è maestra; oppure si lascia spazio alle ridicole e, mi spiace dirlo, penose dichiarazioni, in questo caso del Sindaco Pallanca, sul fatto che il problema sia un problema di salute dei cittadini.
Sorvolo sulle inconsistenti e (mi perdoni) un po’ comiche affermazioni di Sonia Viale sulla struttura che rischierebbe di diventare un campo di addestramento dei “No Borders” (per quanto mi sforzi non riesco proprio a vederlo il vescovo Suetta addestrare pericolosi estremisti),  perché questa si commenta da sola e ad essa ha già risposto benissimo il Vescovo Suetta. Sorvolo pure sulla retorica, un po' strumentale, sugli stipendi dei dipendenti dello Stato (leggi polizia), perché allora potrei tirare fuori quelli dei professori, degli assistenti sociali, dei ricercatori, ecc... e di quanti svolgono il proprio lavoro con serietà e impegno, ai quali, tutti, si deve la stessa considerazione e lo stesso rispetto e non è certo la parte politica della Vice Presidente a potere dare lezioni sugli stipendi dei dipendenti pubblici, che ha sempre denigrato, e i cui stipendi non ha mai aumentato, quando era al governo.
Al Sindaco Pallanca, invece, non posso esimermi dal dire che le sue affermazioni non rappresentano certo tutta la città. Bordighera ha una sua tradizione democratica e umanitaria, una sua tradizione di volontariato (laico e cattolico), credo maggioritaria, che non si riconosce nelle sue parole. Peraltro affermazioni, come detto, piuttosto infondate e risibili (dove sarebbe la minaccia alla salute e alla sicurezza dei cittadini? C’è da sentirsi, credo, più preoccupati per come a Bordighera viene gestita la raccolta della nettezza urbana o come viene gestito il territorio, tanto per fare qualche esempio) e tese soltanto a soddisfare la pancia di una parte dei suoi elettori e di una certa inconsistente vanagloria che sembra aggirarsi a Palazzo Garnier. Come si può dire che 100-150 ragazzi in fuga dalla propria terra e in cerca di una vita normale, rappresentano un problema igienico o di sicurezza? E in tutto questo la cosa più importante che il nostro Sindaco riesce a percepire è la questione del riconoscimento. Questione che serve solo come alibi per non fare nulla e lasciare al caso e al caos la gestione dei flussi, così come sta facendo la Regione Liguria di Totti. Prima si dia assistenza e solo dopo, eventualmente, si verifichi la possibilità del riconoscimento o, ancora meglio si dia un lasciapassare europeo umanitario che consenta i ricongiungimenti.
Non esiste insomma a nostro giudizio nessun problema igienico o di sicurezza, se non quello normale della gestione di un problema; esiste prima di tutto un problema umanitario da gestire con serietà, umanità e razionalità. Servono prima umanità e solidarietà e quindi soluzioni concrete e razionali per affrontare e contenere un problema col quale nei prossimi anni dovremmo sempre più confrontarci.
In questi giorni festeggiamo i settant’anni della Repubblica Italiana: mi piace ricordare alla Vicepresidente Viale e al Sindaco Pallanca che la Costituzione, all’art. 2, richiede l’adempimento di forme di solidarietà, prima di tutto come dovere politico e sociale. Dovere a cui le Istituzioni non possono sottrarsi, ma bensì conformarsi nel loro agire politico-amministrativo.
Fra queste proposte-soluzioni c'è senz'altro quella  di SEL-Sinistra Italiana che chiede di aprire un’area di transito, ove tutti i migranti, richiedenti o non asilo, possano avere ospitalità e assistenza medica, nonché giuridica gestita dalle associazioni oggi coinvolte in prima linea, ma c'è anche il sostegno pieno e convinto a chi, come il Vescovo Suetta e le organizzazioni tipo Caritas e Croce Rossa o anche i ragazzi “No Borders”, la dove rimangano nel rispetto della legalità, opera sul campo e si sostituisce al vuoto istituzionale. Ma fra le soluzioni non ci sono certo gli sgomberi o peggio gli inutili trasferimenti-deportazioni, (a cui possiamo anche dare nomi più edulcorati, ma tali rimangono), che servono solo a mettere la polvere sotto il tappeto.
Non abbiamo bisogno di sceriffi della legalità a senso unico e verso i più deboli, o peggio paranoie politiche sull'igiene e sulla sicurezza, ma abbiamo bisogno di attori politici e amministrativi che sappiamo tenere bene insieme umanità e capacità di trovare soluzioni. Ma non se ne vedono molti, soprattutto nella destra ponentina!
Per SEL – Sinistra Italiana compensorio intemelio - Corrado Ramella.

La Redazione
2 giugno 2016

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