Versione desktop / mobile

RACCONTO SU BORDIGHERA: SAN BARTOLOMEO DEGLI ARMENI

Statistiche
     
 

 

SAN BARTOLOMEO DEGLI ARMENI

 

Ogni qualvolta mi capita di entrare nell'Oratorio di San Bartolomeo degli armeni nel nostro centro storico a Bordighera sono sempre affascinato dall'atmosfera che questo luogo riesce ancora a conservare, e socchiudedo gli occhi provo ogni volta, ad immaginare come doveva apparire ai nostri antenati questo luogo prima che venisse eretta la nuova chiesa Parrocchiale. Quanta storia, quante decisioni importanti, quanta solennità, quanta devozione, quanta spiritualità, quanta liturgia, quanta umanità, quanti lutti, quante miserie, ma anche e quante gioie, sono state vissute dentro a queste mura, quanti ceri sono stati accesi  quanto incenso è stato bruciato, quanta acqua santa è stata sicuramenta  aspersa …. Già come la precedente chiesa, dedicata al culto di Santa Maria Maddalena, venne nel 1600 in seguito alla decisione di costruire la nuova Parrocchiale, ossia quella attuale, venduta alla Confraternita di San Bartolomeo, che la adibì come propria sede ed Oratorio, dedicandola appunto al culto di San Bartolomeo degli Armeni. Già ricca di notevoli stucchi ed affreshi di pregevole fattura, atribuiti al valente pittore genovese Carrega. Nel 1865 il Consiglio della Confraternita di S. Bartolomeo deliberò di far esguire una statua portatile del Santo Titolare, lavoro eseguito dal maestro genovese Agostino Vignola e costata la somma di L. 1000. La festa di San Bartolomeo si celebra il 24 di agosto, e così la ricorda nel suo libro "Bordighera" Dino Taggiasco. I nostri giovani si facevano sbarbare ed arricciare a dovere, per recarsi nell'Oratorio, dove il priore aggiudicava il diritto di trasportare la statua, alla squadra maggiore offerente. Se per esso l'appalto riusciva favorevole ai forestieri, era una mortificazione, una specie di lutto generale, i bordigotti allungavano dei musi bronciosi che facevano scappare le lagrime. Per fortuna il più delle volte la statua era portata dai nostri, i quali indossavano un camice chiaro con una mantellina verde. Passavano alteri sotto il doce peso, ammirati dalle fidanzate e dalle mamme, che andavano bisbigliandosi commosse : - I sun propriu i ciü beli zuveni du paise de Burdeghia, oè Ma chi fu nella storia o nella leggenda San. Bartolomeo degli Armeni ??? Così lo descrive Jacopo da Varagine nella sua opera  "La Leggenda Aurea", raccolta di vite di santi scritta nella seconda metà del 1200 ... San. Bartolomeo apostolo si recò sino in India considerata al tempo il confine del mondo, ed ovunque giungesse liberava i templi pagani dai demoni che li infestavano, che si nascondevano nelle statue degli idoli che li adornavano. Già Ermete Termegisto Filoso dell'antichità conosciuto come il "tre volte saggio" nella sua opera più conosciuta "Corpus Hermeticun" parla di questa pratica denominata "Telestikè" che sacerdoti pagani, praticavano e cioè di riuscire ad attirare e racchiudere all'interno di statue  con formule ed unguenti segreti sia angeli che demoni. Nel suo peregrinare  San Bartolomeo, era accompagnato da Angeli che non permettevano che soffrisse ne fame ne sete  o si stancasse, altre miracolose proprietà si dice lo accompagnassero, ovunque camminasse, i suoi sandali non si sporcavano mai, e la sua veste rimaneva perennemente immacolata, in'oltre aveva il potere di parlare ogni lingua, e di apparire soltanto a chi egli stesso avesse voluto, inutile quindi era cercarlo. Molti furono i demoni che ancora scacciò, ma un giorno in un tempio pagano fece rompere la statua di un idolo in un regno dove il Re molto malvagio,  lo fece prima imprigionare, poi battere, ed infine scorticare vivo, ma i cristiani che lo seguivano in questa sua missione  raccolsero quello che rimaneva del suo corpo e lo seppellirono con ogni onore. Altre fonti  danno ancora versioni diverse, della figura di San Bartolomeo apostolo, in Germania infatti a Treviri era esposta come sua reliquia il suo membro virile che si dice fosse di dimensione straordinaria, e che  avesse la proprietà di rendere le donne fertili, e quindi molto visitato e venerato da donne che si ritenevano sterili. Ma essendo questo particolare molto inconsueto, si presume che  sia stato retaggio di una soppravvivenza pagana in un secondo tempo cristianizzata.

FRANCO ZOCCOLI