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Su questa pagina
troverete periodicamente notizie e novità
sul mercato immobiliare in generale e su
quello della nostra Bordighera & dintorni.
Per cominciare ho trovato questo articolo
pubblicato da Studio Lascar intitolato
"Ripresa e perplessità"
.
Molto spesso ci troviamo ad ascoltare o
leggere notizie che parlano di ripresa o
discesa del mercato immobiliare, mutui ecc.,
vengono indicate percentuali più o meno
confortanti che però non entrano nel
dettaglio! Per questo motivo può essere
interessante leggere l'articolo seguente per
avere per un riassunto sull'andamento del
mercato immobiliare in Italia in questo
2010
.. sperando in un 2011 migliore!
L'Agenzia del Territorio ha pubblicato la
seconda nota trimestrale sull'andamento del
mercato immobiliare nel 2010. Il dato
generale sembrerebbe confermare la ripresa
del mercato o comunque l'arresto della sua
caduta. Se già nel primo trimestre si era
registrato un +4,2% delle compravendite sul
primo trimestre del 2009, nel secondo
trimestre 2010 si riscontra un +4,5% sul
numero delle compravendite rispetto al
secondo trimestre del 2009.
Una prima nota di preoccupazione è data da
quel che sembra essere l'inarrestabile
caduta libera delle transazioni per immobili
non residenziali (terziario, commerciale,
produttivo). La preoccupazione non è
specificamente settoriale, bensì di
carattere macroeconomico. L'andamento
negativo di questi settori indica il
perdurare della crisi economica (crescita
della disoccupazione, precarietà del lavoro,
riduzione del potere di acquisto delle
famiglie) con la possibilità di ulteriori
ripercussioni negative, in un prossimo
futuro, anche sul mercato immobiliare
residenziale.
Una seconda osservazione è dettata dalle
differenziazioni territoriali della ripresa
del mercato. Rispetto al secondo trimestre
del 2009, il centro Italia è a +17%, il Sud
è a +7,1%, mentre il Nord al +3,10%. In
considerazione del fatto che circa il 50%
delle transazioni immobiliari si realizzano
al Nord, la distribuzione delle percentuali
sembra difforme. Presumibile che tale
difformità derivi sia da questioni
macroeconomiche, sia da dati strutturali. La
crisi economica ha colpito pesantemente il
settore industriale che è concentrato
prevalentemente nel Nord ed è ipotizzabile
che nelle zone d'Italia, dove l'economia si
fonda maggiormente su altri settori, vi
siano maggiori potenzialità di ripresa del
mercato. Il dato strutturale è invece
riconducibile all'elevato ritmo di
edificazione e di transazioni degli ultimi
dieci anni nel nord Italia.
Una terza osservazione deriva dagli
andamenti della ripresa. Salvo che al sud
(dove i comuni non capoluogo di provincia
segnano una ripresa superiore ai capoluoghi
di provincia) si osserva una ripresa
notevolmente superiore nelle città che nelle
province. In tutti i casi, là dove la
ripresa nel primo trimestre era stata
consistente, nel secondo trimestre è più
debole e in alcuni casi torna ad essere
negativa, mentre dove nel primo trimestre la
ripresa era stata più debole nel secondo
trimestre si fa più consistente (solo Roma
città fa eccezione). Quest'ultima dinamica è
motivo di preoccupazione in quanto potrebbe
indicare un "rimbalzo tecnico" del mercato,
cioè una ripresina all'interno di una crisi
che non ha ancora raggiunto il punto più
basso.
In conclusione i segnali sono confusi e
contraddittori, e questo è normale, non
potrebbe che essere così. Anche nella
migliore delle ipotesi sarebbe ingenuo
aspettarsi lineari segnali di ripresa o di
stabilizzazione. |