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SCRITTO SU BORDIGHERA: RICORDO DI UN SINDACO ONESTO: RAOUL ZACCARI

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RICORDO DI UN SINDACO ONESTO: RAOUL ZACCARI

 

Una tarda serata del maggio 1976, ero militare con gli Alpini lungo la linea ferroviaria Firenze-Bologna ed ero in viaggio per una licenza verso casa, da Vaiano (Firenze, poi Prato) a Sanremo.  Giunsi intorno alle 23,00 alla Stazione FS di Principe a Genova con mezz'ora di ritardo; l'ultimo treno Rapido (il glorioso Cycnus) per Ventimiglia era già partito. Fu giocoforza attendere il treno accelerato delle 01,42, quello lento, che arrivava a Sanremo intorno alle 7,00 e che faceva una sosta di 40 minuti a Savona.
Era una serata di umido Scirocco a Genova e neppure troppo caldo.
A un certo punto entrai nella Sala d'aspetto della Stazione per trascorrere quelle due ore e mezzo circa in attesa del treno e trovai il Senatore Raoul Zaccari seduto in attesa anche lui dello stesso treno notturno. Mi ricordo che indossava un vestito grigio un pò stropicciato dal viaggio a aveva una cartella quasi da studente sulle ginocchia.
A quell'epoca non esistevano ancora i portaborse e... neppure le auto blu (lui, non l'avrebbe voluta).
Era per l'ultimo anno Senatore della Repubblica a Roma e stava rientrando anche lui verso la Riviera dei Fiori dopo aver presenziato a qualche importante impegno al Senato.
Oltre a noi due, c'era nella sala d'aspetto un mezzo clochard che dormiva, russando. Mi presentai, dissi di chi ero figlio, mia mamma faceva parte di una conosciuta famiglia di Bordighera e trascorremmo così parlando del più e del meno il tempo in attesa del treno e poi per parte del lento viaggio, fino a Sanremo io, fino a Bordighera lui.
Ho detto parte del viaggio, perché dopo Savona ci addormentammo tutti e due, molto stanchi.
Egli aveva un importante impegno il giorno dopo in Municipio a Bordighera e, anche se aveva perso il treno ed era arrivato a casa poco prima delle 8,00 un pò assonnato e con la barba del giorno prima, scommetto che non mancò all'appuntamento.

ACHILLE PENNELLATORE