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Dottor RENATO ARIANO, specialista in Allergologia e Pneumologia a Bordighera in Via Vittorio Emanuele, 187

Statistiche

Nello studio vengono forniti i seguenti servizi:
- Visite specialistiche
- Spirometria
- Prick test per allergie da inalanti: Acari, pollini, muffe, ecc.
- Test per allergie intolleranze alimentari
- Test per allergia a farmaci
- Patch test per dermatiti da contatto - tipo nickel
- Test dell'ossido nitrico esalato (FeNO) per le allergie da inalanti
- Breath test per intolleranza al lattosio

SPIROMETRIA


La spirometria consiste nella misura dei volumi polmonari attraverso l'utilizzo di uno strumento chiamato spirometro. L'indagine è molto semplice e non invasivo. Richiede solo una modesta collaborazione da parte del paziente, che deve eseguire, dopo una inspirazione profonda, una espirazione forzata dentro il boccaglio dell'apparecchio.
L'esame misura la funzione dei polmoni, in particolare il volume e/o la velocità con cui l'aria può essere inspirata o espirata da un soggetto.
La spirometria riesce a determinare le capacità e i volumi polmonari del paziente, che possono variare a seconda del suo grado di patologia. E' un esame importante per valutare e monitorare determinate condizioni cliniche come l'asma bronchiale, la bronchite cronica, l'enfisema.
Di solito, il risultato della spirometria rientra in una fra quattro possibili diagnosi: quadro normale, ostruttivo, restrittivo e misto (ostruttivo e restrittivo). Ciascun quadro patologico viene abitualmente classificato come lieve, moderato, grave o molto grave.
L'esame è fondamentale per la diagnosi e per il monitoraggio nel tempo dei pazienti con problemi respiratori.

 

PRICK TEST PER ALLERGIE DA INALANTI: ACARI, POLLINI, MUFFE, ECC.


Il prick test è un test allergologico cutaneo di fondamentale importanza per la diagnosi delle allergie respiratorie, alimentari e verso altri allergeni.
E' difatti definito test di primo livello.
Si può eseguire tranquillamente anche in età pediatrica, al di sopra dei due anni di età.
Nel prick test, alcune gocce di allergene purificato sono disposte sulla superficie cutanea, solitamente dell'avambraccio, quindi la cute viene scarificata con una lancetta monouso, al fine di lasciar penetrare l'allergene attraverso gli strati più superficiali della cute.
Dopo circa 15-20 minuti si valuta la reazione cutanea ottenuta in corrispondenza di ogni allergene precedentemente posizionato. La reazione a livello dei singoli allergeni testati viene confrontata con un controllo positivo (solitamente costituito da istamina) e con un controllo negativo (solitamente costituito da glicerina, il liquido di diluizione degli allergeni).
In caso di reazione positiva è possibile osservare una reazione caratterizzata da pomfo (area circoscritta di edema cutaneo, in tutto e per tutto simile ad una puntura di zanzara) intensamente pruriginoso, contornato da un alone di eritema.
Con il prick test può essere valutata la sensibilizzazione allergica verso allergeni di varia natura:
- Allergeni inalanti, come pollini, derivati degli acari o degli animali domestici, muffe.
- Alimenti, sia di origine vegetale che di origine animale.
- Latex.
- Veleno di insetti.
- Farmaci.

 

TEST PER INTOLLERANZE ALIMENTARI


Gli alimenti possono provocare reazioni avverse per:
- TOSSICITA' (causate da tossine naturali o batteriche presenti nei cibi).
- ALLERGIE (causate da proteine allergeniche che possono provocare sensibilizzazioni in soggetti predisposti).
- INTOLLERANZE (causate, in genere, da carenze enzimatiche).
- Le allergie alimentari
Gli allergeni presenti nei cibi possono provocare, nei soggetti sensibilizzati, reazioni che si scatenano entro pochi minuti sino a alcune ore. Queste allergie sono presenti soprattutto nell'8% dei bambini. Per fortuna, nella maggior parte dei casi, queste forme si riducono con la crescita.
Negli adulti la prevalenza di allergia alimentare è difatti minore : circa nel 3% della popolazione. Tuttavia, prima di indirizzarsi verso una diagnosi di intolleranza alimentare occorre escludere una allergia vera.
Inoltre, bisogna sempre ricordare che nei soggetti allergici agli inalanti, come Acari, pollini, ecc. esistono frequenti sensibilizzazioni crociate con alimenti. Per questo, anche in questi pazienti, occorre controllare la presenza di queste reazioni crociate.
- Le intolleranze alimentari
Sono molto più frequenti delle vere allergie alimentari. Esistono diverse tipologie di intolleranze alimentari. Quelle enzimatiche sono determinate dall'incapacità, per difetti congeniti, di metabolizzare alcune sostanze presenti nell'organismo.
L'intolleranza enzimatica più frequente è quella al lattosio, una sostanza contenuta nel latte.
La celiachia è la forma più comune di intolleranza al grano. Un altro esempio di intolleranza (ereditaria) dovuta alla carenza di un enzima è il favismo.
Le intolleranze farmacologiche si manifestano in soggetti che hanno una reattività particolare a determinate molecole presenti in alcuni cibi. In alcuni casi, infine, la reazione può essere dovuta ad alcuni additivi aggiunti agli alimenti. Non è ancora chiaro se in questo caso si tratti di intolleranza o di allergia: non ci sono prove che la reazione abbia basi immunologiche, ma le manifestazioni sono così variabili che non si può escludere la possibilità di un'interazione tra meccanismi biochimici e meccanismi mediati immunologicamente.
- Sintomi e complicanze
La sintomatologia associata alle intolleranze alimentari è piuttosto variabile:
Orticaria, prurito.
Edemi delle labbra, delle palpebre, della gola, dei genitali, mani, piedi.
Dolori gastrici, dolori addominali, meteorismo, nausea, vomito, diarrea.
Prurito e gonfiore a livello della lingua.
Rinite.
Asma bronchiale
Le allergie, invece, poiché sono scatenate da meccanismi immunologici, possono manifestarsi anche senza sintomi intestinali.
La sintomatologia legata alle intolleranze può in alcuni casi divenire cronica; le allergie possono avere anche complicanze più gravi, fino allo shock anafilattico.
- Diagnosi
La diagnosi di queste forme morbose si basa innanzitutto sulla raccolta accurata della storia clinica dei sintomi: tipo, localizzazione, periodo di tempo trascorso dall'assunzione di cibo. Si passa poi ai test cutanei (Prick test) con estratti standardizzati oppure (Prick by Prick) con alimenti freschi. Questi test sono sensibili, specifici e sicuri.
La diagnosi di intolleranza alimentare è una diagnosi per esclusione: è possibile solo dopo aver indagato ed escluso un'allergia alimentare. L'indagine utilizzata per accertarla consiste nell'individuare l'alimento sospetto, eliminarlo dalla dieta per 2-3 settimane e poi reintrodurlo per altre 2-3 settimane. Se i sintomi scompaiono durante il periodo in cui viene abolito l'alimento e si ripresentano nel momento in cui viene reintrodotto nella dieta si tratta di una reazione avversa al cibo.
Il trattamento per le intolleranze alimentari, come per le allergie, consiste nell'eliminare dalla dieta o consumare in piccole quantità gli alimenti che provocano la reazione.
- Intolleranza al lattosio
La più comune intolleranza enzimatica è quella al lattosio. In Europa, è più frequente nelle aree mediterranee, tra cui l'Italia; meno nel Nord Europa.
Il lattosio è lo zucchero contenuto nel latte. Prima di essere assorbito e utilizzato dall'organismo il lattosio deve essere scomposto nelle sue componenti, il glucosio e il galattosio. Per effettuare questa operazione è necessario un enzima chiamato lattasi. Se non vengono prodotte sufficienti quantità di lattasi una parte del lattosio può non essere digerito.
Una scarsa produzione di lattasi non implica necessariamente l'intolleranza al lattosio. Pertanto, questa intolleranza può essere ridotta attraverso la graduale reintroduzione nella dieta dei cibi contenti lattosio.
La sintomatologia è dose-dipendente: maggiore è la quantità di lattosio ingerita, più evidenti sono i sintomi, che possono includere flatulenza, diarrea, gonfiore e dolori addominali.
In caso di diagnosi di intolleranza al lattosio non è sempre necessario eliminare i prodotti che lo contengono, a volte è possibile individuare la quantità di lattosio che può essere tollerata senza scatenare sintomi. Se l'intolleranza è lieve possibile controllare i sintomi bevendo il latte durante i pasti, sostituendo i prodotti freschi con quelli fermentati, bevendo latte povero di lattosio. Alcuni formaggi (parmigiano, emmental, cheddar, edam) contengono pochissimo lattosio. Se l'intolleranza è grave è importante fare attenzione e leggere accuratamente le etichette degli alimenti: il lattosio, infatti, è utilizzato in molti cibi pronti in scatola..

 

TEST PER ALLERGIA A FARMACI


Le reazioni allergiche a farmaci sono manifestazioni in continuo aumento, a causa del progressivo maggior consumo di essi. Costituiscono la causa di circa il 3-6% di tutti i ricoveri ospedalieri.
L'allergia a farmaco è una reazione avversa, di gravità variabile, talora mortale, scatenata da una attivazione abnorme delle cellule del sistema immunitario verso il farmaco stesso, con conseguente produzione di sostanze infiammatorie, oppure anticorpi specifici, responsabili della reazione.
La sintomatologia allergica compare, in genere, in pochi minuti, ma in alcuni casi può manifestarsi anche dopo diverse ore dall'assunzione del farmaco.
Le reazioni avverse da farmaci possono: Reazioni prevedibili che sono dose-dipendenti, e sono legate a sovradosaggio, da effetti collaterali (presenti e possibili in ogni farmaco). interazioni farmacologiche: due o più farmaci somministrati contemporaneamente. Reazioni imprevedibili che sono in genere indipendenti dalla dose (possono verificarsi anche con dosi molto piccole), sono meno frequenti ma possono provocare quadri clinici anche molto gravi e talvolta mortali. Queste sono dipendenti da: allergia, pseudoallergia (reazione con manifestazioni cliniche simili a quelle dell'allergia di tipo immediato, ma nella quale non sono dimostrabili meccanismi immunologici), idiosincrasia (rara e causata da deficit enzimatici e metabolici geneticamente determinati
I SINTOMI
La reazione allergica a farmaco si può manifestare con i seguenti sintomi:
- Prurito generalizzato;
- orticaria o angioedema o altre manifestazioni cutanee e/o mucose;
- difficoltà respiratoria (edema della glottide, rinite o asma, polmoniti);
- shock anafilattico;
- insufficienza epatica renale, anemie e altre manifestazioni a carico delle cellule del sangue ecc.
Se la manifestazione compare immediatamente dopo all'assunzione di un farmaco, la diagnosi è facile. I problemi diagnostici insorgono quando il paziente assume più farmaci contemporaneamente e le reazioni sono a comparsa tardiva. Per questi motivi è indicata una approfondita valutazione allergologica. Questa comprende un'accurata raccolta anamnestica, l'esecuzione di prove allergologiche cutanee o la prescrizione di test in vitro, a seconda tipo di reazione e delle caratteristiche del farmaco sospettato, al fine di indicare in una relazione scritta quali farmaci il paziente non dovrà più assumere, per evitare il rischio di nuove reazioni.

 

PATCH TEST PER DERMATITI DA CONTATTO – TIPO NICKEL


Il Patch Test è un test cutaneo che permette al medico di comprendere se la dermatite è causata da un allergene o da un irritante. Identificando con precisione la sostanza che causa la dermatite in futuro il paziente potrà prevenire il contatto con la stessa.
L'esame consiste nella apposizione di cerotti , contenenti gli allergeni sospetti, sulla schiena, e nel mantenerli per almeno 48 ore. Dopo di ché lo specialista potrà verificare eventuali zone di gonfiore e arrossamento che indicheranno la sostanza che determina l'allergia.
Se il paziente risulta sensibile a una delle sostanze del test, lo specialista gli fornirà le informazioni sulla sostanza, su cosa fare per evitarne il contatto e su quali sostanze alternative potrà usare.

 

TEST DELL'OSSIDO NITRICO ESALATO (FeNO) PER LE ALLERGIE DA INALANTI


Il Test dell'ossido nitrico esalato (FENO) misura l'ossido nitrico contenuto nell'aria espirata. L'ossido nitrico (NO) è un marker di infiammazione allergica; la sua concentrazione nell'aria espirata consente di valutare il grado di infiammazione delle vie aeree. Si tratta di un test non invasivo, di semplice esecuzione, utile nel monitoraggio dei pazienti asmatici. Si può eseguire sia negli adulti sia nei bambini.
I pazienti asmatici presentano concentrazioni di NO più elevato rispetto ai soggetti non asmatici a causa di uno stato di infiammazione bronchiale, che è responsabile della patologia.
La concentrazione di NO esalato aumenta in caso di crisi asmatica, mentre diminuisce quando la terapia assunta dal paziente riduce la sua infiammazione e i suoi sintomi. In questa maniera il medico assume utili indicazioni utili sul controllo.
Nei pazienti asmatici con un buon controllo della malattia la concentrazione di NO esalato è inferiore a 25 ppb (parti per miliardo).
La misura del FeNO (frazione espiratoria dell'ossido nitrico) correla con la infiammazione bronchiale eosinofila (allergica).

 

BREATH TEST PER INTOLLERANZA AL LATTOSIO


- Che cos'è il breath test al lattosio?
Il test del respiro o breath test è un esame diagnostico che si effettua mediante l'analisi di campioni di aria espirata. Il breath test al lattosio è utile per la diagnosi di intolleranza al lattosio.
Il breath test consente di individuare alterazioni del sistema gastroenterico che si presentano con i seguenti sintomi: flatulenza, meteorismo, diarrea, distensione e crampi addominali.
- Sono previste norme di preparazione?
Il test viene effettuato la mattina a digiuno e senza che il paziente abbia fumato o svolto attività fisica. È chiesta inoltre la sospensione dei farmaci non essenziali nelle dodici ore precedenti l'esame.
- Il breath test al lattosio è pericoloso o doloroso?
L'esecuzione del test del respiro è semplice e non invasiva ed è quindi sicura per il paziente.
- Come funziona il breath test al lattosio?
Il test consiste in una raccolta di campioni di aria espirata, prima e dopo l'ingestione di uno specifico zucchero sciolto in acqua (lattosio), in apparecchio che misura l'idrogeno esalato, a intervalli regolari. L'esame ha una durata di tre ore.