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Raccolta porta a porta: lettrice ''A Bordighera è difficile, troppe seconde case''

Raccolta porta a porta: lettrice ''A Bordighera è difficile, troppe seconde case''

Mi ero già espressa sull’obsoleta idea di raccogliere i rifiuti porta a porta e apprezzo alcune critiche fatte dal PD. Voglio prima di tutto rispondere al signor Pignatta che, evidentemente, non è stato ben informato.
Vivo a Torino dove la raccolta rifiuti viene fatta dall’AMIAT. La Pegaso è una cooperativa di volontari che raccolgono la carta di giornali o dossier con scatole negli androni, tutta la carta che viene anche raccolta dall’AMIAT. I fiori recisi e i pochi sfalci e ramaglie di piccoli giardini vengono legittimamente messi nell’organico un po’ per volta, per non riempire i bidoni.
La differenziata c'è da alcuni decenni e il porta porta da parecchi;o dallo scorso  gennaio, dati alla mano, si sta tornando alle isole. Il porta porta esteso negli ultimi anni ha portato in 4 anni ad un aumento dello 0.17% della differenziata con un aumento dei costi del 43% dati dell’Assessorato. Questi sono i costi pubblici, in più ci sono stati anche quelli dei condomini che dovevano assumere personale avventizio che si offriva e che con le chiavi doveva mettere fuori i cassonetti e oltre ai costi c’è stato un notevole aumento di furti.
Una cosa analoga so che si sta organizzando in alcuni condomini a Bordighera. Chi viene un mese d’estate e cinque o sei volte nel resto dell’anno non è certo disposto a pagare come i pochi condomini residenti che producono rifiuti tutti i giorni.
Come già ho detto e hanno detto anche altri dove l’economia si regge sulle seconde case e il turismo, il sistema è fallito (non sono centri essenzialmente turistici Taggia, Sestri Levante o Borgo San Dalmazzo serviti da Docks Lanterna senza grandi entusiasmi dei residenti).
Io ecologista della prima ora, vissuta anche molto all’estero, che differenzia i rifiuti da quasi vent’anni e cerco di ridurre al massimo l’inquinante trasporto su gomma, come tanti altri, soprattutto  anziani, viaggio in treno. Dopo essere stata poche ore o giorni in una villetta dove siamo solo due proprietari di seconda casa dovrei portare i pochi rifiuti che lasciavo nelle più vicine isole della differenziata in autobus all’Arziglia? O lascerò per giorni i sacchetti, o peggio, i contenitori, che nessuno potrà ritirare, in mezzo alla strada?
Mi sono informata in CGIL e all’INPS per avere qualcuno che saltuariamente porta e ritira quel poco che lascio nei giorni giusti l’unica soluzione è il lavoro nero non essendo ammessi neanche i voucher.
Molti altri mi hanno detto di essere in situazioni analoghe avendo seconde case, che non sono condomini, abitate solo da pochi non residenti.
Ho consultato anche colleghi universitari anche della facoltà di chimica, parenti e amici che da sempre si occupano di rifiuti come tecnici presidenti di aziende rifiuti o membri di commissioni ad hoc ministeriali o europee, tutti ecologisti non dell’ultima ora e mi hanno confermato, sulla base anche dei convegni nazionali e internazionali a cui partecipano, che il porta a porta è superato e non realizzabile in città ad alto numero di seconde case. Il problema è educare i cittadini a usare correttamente le isole e non credo che a Bordighera si sia meno capaci che altrove!
Grazie.
Elena Maria Coda.

La Redazione
11 febbraio 2015

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