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Padre Giacomo Viale e il Santuario di Montenero - 2a Parte

Padre Giacomo Viale e il Santuario di Montenero - 2a Parte

Dopo la pubblicazione della prima parte:
http://www.bordighera.net/padre-giacomo-viale-e-il-santuario-di-montenero-1a-parte-n61445
- Ecco la seconda parte:
Padre Giacomo Viale accettò e chiese 4.400 lire, una cifra non esagerata, ma sufficiente per costruire una chiesa di dimensioni modeste e molto semplice, dicendo che il resto sarebbe venuto in seguito. La generosa offerta del proprietario della banca tolse al “Fratino” ogni incertezza e fece iniziare subito i lavori di sterro e livellamento del terreno, dato che questo gli fu regalato dalla famiglia Gasparin.
Vedendo sorgere quelle mura e conoscendo le intenzioni di Padre Giacomo Viale, alcune persone di cuore vennero in aiuto con offerte, e così con i soldi di questi benefattori e con altri che riuscì a recuperare oltre a qualcosa di suo che lo costrinse alle più dure privazioni, si riuscì ad innalzare in breve tempo la chiesetta e rifornirla di tutto il necessario.
Per la statua della Vergine scelse l'immagine di un piccolo quadro che aveva nella sua stanza e, chiesto alla suora che da lungo tempo l'assisteva un parere, ma più che un parere cercava una conferma, la Vergine che, seduta, teneva sulle sue ginocchia il divino Infante, in atto di benedire.
In una bottega di Genova fu costruita ed egli gli diede il titolo di Nostra Castellana di Montenero.
Tre mesi prima che i lavori della chiesa finissero, la statua era già esposta nella chiesa parrocchiale, affinché i fedeli la potessero contemplare sin d'allora. Bordighera ricorderà per sempre il pellegrinaggio fatto nel 1905 per portare in trionfo sul Montenero la statua della Vergine. Il giorno della benedizione del nuovo Santuario fu fissato da Padre Giacomo per la seconda domenica dopo Pasqua, che quell'anno ricorreva il 25 Aprile.
Salendo sul pulpito nel pomeriggio del giorno precedente, per invitare i parrocchiani alla festa dell'indomani disse commosso fino alle lacrime “Maria sarà la Nostra Castellana che dal Santuario di Montenero proteggerà le campagne e le nostre case.
”Il giorno stabilito, una grande massa di gente si riunì nella chiesa parrocchiale ed altrettanti fuori nella piazza, a casa erano rimasti i vecchi e gli infermi, impossibilitati al lungo percorso verso Montenero. Non appena il vescovo benedì la statua, quella folla immensa, al suono della banda, s'incamminò entusiasta verso il Santuario, e mentre la statua saliva la collina, portata a spalle da giovani fieri di questo incarico, la folla intonava canti e percorreva il sentiero in mezzo allo scintillìo di lumi accesi in ogni dove.
Dal paese Alto si poteva scorgere un serpentone di teste ondeggianti lungo due chilometri, altrettanto erano quelli che erano saliti prima per occupare un posto di privilegio nei dintorni della Chiesa, tanto che il vescovo per raggiungere l'altare dovette chiedere l'aiuto delle guardie.
Tutti si congratularono con Padre Giacomo per la scelta del luogo e per la chiesa stessa e lui con lo sguardo velato da grossi lacrimoni per l'intensa commozione, disse che non poteva lasciare una parte del suo gregge che sempre più numeroso andava a stabilirsi nella regione di Montenero, dove col sudore della fronte e col lavoro della braccia, cercavano una vità più agiata e perciò era giusto che avessero anche un luogo dove poter pregare la Santa Vergine.
- Tratto dal libro “Vita del Padre Giacomo Viale” scritto da Eufrasio M. Spreafico, barnabita stampato a Napoli editore P. Federico & G. Ardia 1926.
Nella foto il Santuario di Montenero nel 1907.

a cura di Giancarlo Traverso
22 settembre 2016

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