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Operazione Predator: i Carabinieri eseguono 7 misure cautelari

Operazione Predator: i Carabinieri eseguono 7 misure cautelari

L’attività ha avuto origine da alcuni furti in abitazione perpetrati il 15 dicembre 2015, nella zona di Cipressa e Costarainera: grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza di una delle abitazioni colpite, che hanno poi trovato puntuale riscontro nelle immagini estrapolate dall’impianto di videosorveglianza del Comune di Costarainera, è stata individuata un’autovettura, mezzo utilizzato dalla “batteria” per raggiungere ed allontanarsi dai luoghi di reato.
Già dai primi accertamenti è emerso che la “banda” avesse un profilo di georeferenziazione ultraprovinciale, cosa che ha indotto il Comando Provinciale e l’Autorità Giudiziaria (D.ssa Grazia Pradella, Procuratore Aggiunto e Sost. Proc. Alessandro Bogliolo) a incaricare dell’attività d’indagine il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Imperia, pronosticando un impegno intenso e prolungato che avrebbe sottratto importanti risorse ai reparti territoriali, la cui attività è più specificamente orientata alla prevenzione, al pronto intervento ed al controllo del territorio.
Il prosieguo dell’attività investigativa, condotta nel modo più tradizionale (servizi di osservazione, controllo e pedinamento, intercettazioni telefoniche, esame di centinaia di ore di video da telecamere di sorveglianza pubbliche e private) ha consentito di attribuire agli indagati la paternità di diversi furti in abitazione e su auto in sosta.
Nello specifico:
- il 15 dicembre 2015, due tentati furti e due furti in abitazione compiuti a Cipressa e due furti in abitazione a Costarainera;
- il 19 febbraio 2016, un furto in abitazione a Dolcedo ed una simulazione di reato a Diano Marina;
- il 26 febbraio ricettazione di alcuni monili in oro a Sanremo;
- il 15 marzo un furto su auto a Sanremo e la ricettazione dell’autoradio rubata a Imperia;
- tra il 18 ed il 30 marzo, tutti furti su auto: uno a Bajardo, tre tentati a Ceriana, un furto a Vallebona, un furto e quattro tentativi a Bordighera, un furto e quattro tentati a Taggia, quattro tentativi ed un furto consumato a Loano, un furto a Sanremo; inoltre, la ricettazione di un tablet a Taggia;
- nel mese di Aprile la ricettazione a Sanremo di un’autoradio rubata e due furti su auto a Taggia.
Dalle ore 5,00 di stanotte, i militari del Nucleo Investigativo con il supporto dei reparti della provincia e dei Carabinieri di Cuneo e Bra hanno dato esecuzione a quattro misure di custodia cautelare in carcere e notificato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria a carico di tre soggetti, albanesi e rumeni. Nell’indagine è risultato coinvolto anche un italiano, destinatario della misura detentiva.
L’operazione ha visto l’impiego di 54 Carabinieri ed è stata resa decisamente difficoltosa, nei giorni scorsi, dalla localizzazione delle persone coinvolte, alcune delle quali non agilmente reperibili sul territorio nazionale. Alcune perquisizioni sono ancora in corso.
Nello specifico, i destinatari della misura cautelare in carcere sono T.L., 26enne piemontese, D.F., 31enne rumeno, B.G., 28enne rumeno, S.P., 29enne rumeno.
I soggetti obbligati alla presentazione alla polizia giudiziaria sono invece M.B., 25enne albanese, G.A. 27enne albanese, M.V., 45enne albanese.
La ricostruzione degli eventi ha permesso di accertare che la “batteria”, come l’abbiamo definita, era in realtà costituita da due sottogruppi: il primo dedicato ai furti in abitazione, composto prevalentemente da soggetti albanesi, che raggiungeva il luogo in cui colpire a bordo del veicolo messo a disposizione dal soggetto italiano; il secondo gruppo dedito, invece, ai furti su auto in sosta, composto prevalentemente da soggetti rumeni.
Il trait-d’union tra i due sottogruppi era costituito dal soggetto italiano, i cui contatti hanno permesso agli investigatori di aprire una “finestra” sui furti su auto in sosta: il censimento delle conversazioni del soggetto ha infatti indotto i Carabinieri a ritenere che i “nuovi interlocutori” non fossero tanto interessati alle abitazioni quanto ai beni custoditi sulle auto.
Meritano un cenno particolare gli episodi di ricettazione a cui si è accennato: i beni sottratti dalle auto in sosta venivano, infatti, ceduti a più persone, tra le quali è emersa la figura di C.D., 38enne romeno, trovato oggi in possesso di un tablet rubato. Sul mercato “parallelo” un’autoradio del valore di 800 Euro veniva rivenduta a 200, ¼ del prezzo di mercato.
Ancora, un esercizio tipo “Compro Oro” di Sanremo è stato sottoposto a controllo e perquisizione perché, nel corso dell’indagine, ha acquistato dal gruppo italo-albanese diversi monili in oro senza troppe “formalità”: la commessa ha infatti acquisito il bene senza alcuna registrazione del documento. Ha affermato in seguito, nel corso di un controllo amministrativo, di non aver registrato il cliente perché già presente in archivio, cosa non rispondente al vero perché la transazione era stata eseguita dal soggetto italiano e la donna ha fatto riferimento ad un individuo straniero. Salvo poi informare l’italiano dell’avvenuto controllo di polizia.
Nel corso dell’indagine è stata, altresì, recuperata della refurtiva in un garage di Sanremo, nella disponibilità di un ricettatore romeno, e sono stati tratti in arresto in flagranza di furto in un’abitazione matuziana altri due cittadini romeni.
Gli arrestati sono stati trasferiti al carcere di Imperia, Sanremo, Genova Marassi ed Alba a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

La Redazione
2 novembre 2016

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