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Ipotesi Guglielmita a Vallebona

Ipotesi Guglielmita a Vallebona

La nascita dell'ordine eremitico dei Guglielmiti avviene quando Guglielmo, secondo la tradizione nobile di origine occitana, dopo una vita dissoluta, divenne uomo di “fede”. Si tramanda che fu Bernardo di Chiaravalle a convertirlo. Guglielmo giunse in Toscana a Pisa dopo un pellegrinaggio a Compostela in Galizia, a Roma e di ritorno palmiere da Gerusalemme. Inizialmente egli girovagò nell'entroterra pisano, la Garfagnana e il lucchese. In seguito scese più a sud a Castiglion della Pescaia e precisamente a Stabulum Rodis (la stalla dei Rodi) a Malavalle. Qui egli divenne Guglielmo di Malavalle, un eremita famoso per i suoi miracoli e la sua fama aumentò quando egli uccise un drago che divorava i bambini. Nella vicina chiesa di Tirli, si trovano le sue reliquie e una sua statua dove egli con bastone ha ai suoi piedi il drago sconfitto.
A Malavalle, un anno prima della sua morte, il 1156, Guglielmo accoglie come discepolo Alberto che poi scriverà la regola Guglielmita.
Guglielmo muore a Malavalle il 10 febbraio 1157 e subito aumentano gli eremiti che giungono al suo eremo.
Quasi contemporaneo di Guglielmo, sicuramente subì l'influsso guglielmita anche Galgano il cavaliere che ispirato da San Michele Arcangelo piantò la propria spada nella roccia a Montesiepi e divenne anch'egli eremita. San Galgano fu il primo Santo che Roma fece tale dopo una dettagliata inchiesta scritta. San Galgano morì il 30 novembre 1181. I Guglielmiti ed in seguito gli Agostiniani mantennero vivo il ricordo di Galgano.
I Guglielmiti presto si espansero, ed in breve tempo l'ordine oltrepassò le Alpi e si diffuse in Francia, Germania, Belgio e Olanda.
Già nell'anno 1211 nelle bolle papali si parla ufficialmente dell'ordine e della regola Gugliemita. In seguito nel 1256 il papato fece la “ grande unione “, accorpando, o per meglio dire cercando di accorpare i diversi ordini che passato il millennio erano nati. Così, i Guglielmiti,i Brettinesi, i Zambonini secondo il clero dovevano entrare negli Agostiniai. I Guglielmiti inizialmente accettarono, ma in seguito ne uscirono rimarcando il loro spirito prettamente eremitico. Una parte di loro restò con gli agostiniani e altri adottarono la regola benedettina e si unirono ai Cistercensi, anch'essi presenti in quel di Toscana in un periodo storico che vide quel territorio un centro della ricerca spirituale della cultura dell'epoca.
- Vallebona – Nei beati anni della scuola elementare la signora Maestra nei momenti di apprendimento della geografia ci faceva scrivere (con pennino e inchiostro) che Vallebona era stata fondata intorno al 1150 da tre fratelli Guglielmi giunti dalla Toscana. Questo dato di per se non ci faceva pensare al “fratello” nel senso monacale religioso del termine.
La vallata di Vallebuona, come scrive lo storico locale Giuliano Rossi Magoni, fu abitata dai liguri intemeli, ed in seguito la romana Albintimilium (Ventimiglia) si servì di questa vallata come luogo di caccia. Non a caso dove oggi sorge la Parrocchiale di San Lorenzo, secondo la tradizione, anticamente fu eretto un tempio dedicato alla Dea Diana, proprio nelle vicinanze di una grande sorgente d'acqua oggi conosciuta come “a funtana vecia" (la fontana vecchia). Gli abitanti a quel tempo non erano racchiusi in un unico agglomerato ma sparsi in case e capanne lungo declivi della collina.
La tradizione della fondazione di Vallebona ad opera dei fratelli Guglielmi giunti dalla Toscana, può derivare oltre che da esuli ghibellini in fuga, dall'arrivo di monaci Guglielmiti, nella vallata. Questo arrivo diede inizio ad un periodo successivo di Vallebona che coincise con un accentramento e uno sviluppo urbano del paese a scapito delle varie casupole e comarche sparse attorno. Si può pensare tranquillamente che l'arrivo dei “fratelli Guglielmiti” apparsi nel loro tradizionale saio grigio, abbia dato, con la loro presenza di uomini di fede, il contribuito così alla nascita della Vallebona attuale.
Questa tradizione vallebonenga dei fratelli Guglielmi giunti dalla Toscana nella Vallebuona, è ancora più curiosa se pensiamo che gli eremiti fratelli Guglielmiti hanno la loro casa madre a Malavalle proprio in Toscana.
Consideriamo anche che il territorio della abbazia madre guglielmita di Malavalle, si trovava a quei tempi sotto il dominio della potente città marinara di Pisa, che già allora conosceva bene questi territori come testimonia la tradizione della “Ra Barca” di Baiardo.
A confermare l'ipotesi Gugliemita, è l'espansione monacale sul territorio, in quei secoli, che avveniva con piccoli insediamenti di 2, 3 monaci. Come riferitomi dallo storico curatore della biblioteca della Curia di Ventimiglia Don Allaria Olivieri, anche presso i diruti oggi conosciuti come “San Bernardu u Veciu”, si erano insediati in numero sparuto di 2, 3 i monaci di Lerino, loro collegati alla relativa abbazia davanti a Cannes e al Principato di Seborga.
Si può asserire che i contatti dei Guglielmiti, a carattere nazionale, inizialmente nella loro Toscana, con gli Agostiniani e con i Cistercensi, si ebbero anche nella tranquilla valle di Vallebuona. Infatti ritroviamo gli Agostiniani nella vicina Ventimiglia e i Cistercensi di Lerino in quel di Seborga.
Bona a Vui.

Stefano Albertieri
3 dicembre 2016

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