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RACCONTO SU BORDIGHERA: IL DONO DELLE PALME

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IL DONO DELLE PALME

 

Quando Sant' Ampeglio moriva nel suo speco solitario, il mare batteva a tempesta gli scogli, e immenso era il fragore, perchè le acque piangevano la sua fine: allora le labbra del Santo si apersero a fatica nell'ultima preghiera e il tumulto delle onde cadde d'un tratto, e il mare docile come un agnello venne a lambire la soglia della sua grotta, in ascolto. L'anima di Ampeglio era rivolta al Signore, e diceva: Ecco la mia vita è al suo termine, e tu sai, o Signore, che nulla io posso lasciare, perchè altro non ebbi che le braccia per aiutare l'umana fatica, e le labbra per glorificare il tuo nome, ma tu misericordioso, ascolta questa preghiera: Io vorrei, morendo, lasciare un dono a questo suolo che ho amato. "Ti manderò lo Spirito della terra - disse il Signore - ed egli farà il tuo desiderio. Il Santo sorrise di gioia; ed ecco apparire a lui lo Spirito della terra e raccolse il voto di Ampeglio nel suo ultimo respiro. Il Santo era già immobile nel suo giaciglio di pietra, quando lo Spirito della terra volava sul mondo per cercare il più bel dono. Volò da Borea ad Ostro, su l'orma di tutti i venti, da le plaghe nevose al deserto, e si fermò sul seno di un'oasi, tra il mormorio delle palme. E vide che erano le sue creature più belle. "Andate da Ampeglio " ordinò. E intorno al sepolcro di pietra dove il Santo dormiva solo sul mare, sorse la magica selva delle verdi piume, sorsero a stupore dei lidi, le mille palme.

DOMENICO TUMIATI