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Il Sindaco di Vallebona alla manifestazione per l'IMU sui terreni agricoli

Il Sindaco di Vallebona alla manifestazione per l'IMU sui terreni agricoli

Desidero ringraziare la Confederazione Italiana Agricoltori di Bordighera per avermi invitato a partecipare, unitamente ai colleghi Sindaci di Soldano e San Biagio e all’assessore al verde pubblico di Imperia, alla manifestazione nazionale promossa da Agrinsieme (CIA-Confagricoltura-Alleanza delle Cooperative Italiane) tenutasi ieri 31 marzo 2015 a Roma.
La manifestazione aveva come scopo l’intento di sensibilizzare le forze politiche, i media e l’opinione pubblica sul l’introduzione dell’IMU sui terreni agricoli.
Riporto di seguito le osservazioni e le proposte stese insieme al responsabile dell’ufficio Ragioneria del nostro Comune che avrei voluto esporre personalmente durante l’evento ai rappresentanti del MEF (Ministero dell’Economia e Finanze) ed al Ministro Martina (Ministrp dell’Agricoltura) , ma non si è creata l’occasione.
E’ mia ferma intenzione d’inviare e divulgare il più possibile a tutte le forze politiche e agli organi competenti queste considerazioni.
1) l’importo chiesto dallo Stato a Vallebona, a titolo Imu terreni agricoli è di 287.025,22 Euro, come da DM 28/11/2014.
Tale somma corrisponde:
- a quasi il doppio di quanto il Comune introita complessivamente a titolo IMU (Euro 177.497,05 come da versamenti F24 registrati da Agenzia Entrate);
- a quasi la metà di tutto il bilancio comunale di parte corrente (pari ad Euro 763.802,86);
2) si tenga presente che tale importo si va a sommare a tutti gli altri tagli che negli ultimi anni si sono accumulati sulle finanze comunali da parte dello Stato;
3) l’onere che ne deriva per i cittadini è elevatissimo (raddoppia la principale imposta comunale e molti cittadini si trovano a pagare diverse migliaia di Euro);
4) essendo un tributo nuovo per i cittadini (non avevano mai dovuto pagare imposte comunali sui terreni), si sono trovati del tutto impreparati a pagare;
5) è del tutto improbabile che Vallebona riesca a recuperare dai cittadini la cifra che lo Stato ha chiesto al Comune:
- molti terreni hanno rendite elevatissime perché classificati come “orto irriguo”, “orto irriguo fiori”, “roseto”; in realtà la gran parte sono abbandonati da anni e nessuno (finora) si è mai preoccupato di variare la rendita catastale solo perché non ci si è mai pagato sopra alcun tributo, ma la situazione cambierà senz’altro nell’immediato futuro;
- l’attività di accertamento per quelli che saranno “evasori”, sicuramente dagli esiti lunghi e incerti, si preannuncia complicatissima e dispendiosa (molti terreni sono frazionati in piccolissime quote tra decine di eredi, difficili da rintracciare, e che magari neppure sanno più di essere proprietari di porzioni di terreno a Vallebona);
6) il Decreto è stato emanato a fine anno 2014 (il 28/11/2014), ad assestamento di bilancio già concluso, quando ormai per il Comune non era più possibile correre in alcun modo ai ripari (comunque, non ne avrebbe avuto le disponibilità, ma almeno si sarebbe cercato di limitare in qualche modo i danni);
7) il Ministero dell’Interno, trattenendo somme versate dai cittadini al Comune tramite il modello F24, nel 2014 non è riuscito a trattenersi tutto l’importo che voleva (visto l’enormità della cifra rispetto ai versamenti effettuati ordinariamente a titolo di Imu);
ciò comporta che:
- la trattenuta verrà effettuata dallo Stato al Comune sui versamenti effettuati dai cittadini nel corso del 2015;
di conseguenza per il Comune, nel 2015:
- vi saranno minori entrate riscosse;
- vi saranno corrispondenti minori entrate accertate;
- vi sarà un corrispondente disavanzo ai fini del Patto di Stabilità.
- vi sarà un corrispondente disavanzo di Bilancio sostanziale (rischio dissesto).
Il Comune Propone:
1) rivedere i criteri di classificazione Comuni Montani/Non Montani (c’è il sospetto che la classificazione effettuata sia stata ispirata solo da una esigenza, per lo Stato, di fare cassa);
2) limitare le somme prelevate dallo Stato al Comune, a quelli che sono gli effettivi versamenti dei cittadini ai fini di Imu terreni agricoli, importi facilmente rilevabili tramite gli appositi codici di versamento indicati sui modelli F24 rilevati dall’Agenzia delle Entrate;
3) far decorrere le nuove norme solo dal 2016, dando tempo ai cittadini di effettuare nel 2015 le opportune variazioni colturali, quindi fare poi i calcoli di maggiore entrata Imu per il Comune sulle effettive nuove rendite catastali;
4) limitare le somme chieste dallo Stato al singolo Comune ad un tetto massimo; tale tetto potrebbe essere rapportato alle Entrate Comunali Imu e/o Tributarie e/o Correnti;
5) se proprio non c’è alcuna volontà Statale di correggere in maniera sostanziale i conti Comunali, devastati dalle trattenute a titolo di maggiore Imu sui terreni agricoli, che almeno tali versamenti dal Comune allo Stato non abbiano rilevanza ai fini del Patto di Stabilità 2015;
6) se vi è osservazione che tali tagli avrebbero dovuto già influire sul Patto 2014 (influiscono sul 2015 solo perché lo Stato non è riuscito materialmente ad effettuarli completamente sul 2014), che almeno venga data discrezione al Comune di come ripartire tali somme tra il Saldo rilevante ai fini del Patto 2014 e quello 2015;
7) che venga data la possibilità ai Comuni, ai fini del Bilancio preventivo 2015, di utilizzare l’Avanzo di Amministrazione 2014 per finanziare le somme che lo Stato si deve ancora trattenere sui versamenti 2015 a titolo 2014 (che non è stato materialmente possibile contabilizzare nel 2014 in quanto i conti erano già chiusi).
Infine, volendo fare una polemica, non si capisce perché lo Stato per avere dei trasferimenti da parte dei Comuni “si serva da solo”, prelevando ciò che vuole dagli F24 con i versamenti dei cittadini al Comune, in maniera non sempre del tutto trasparente.
Sempre per quanto riguarda la trasparenza, non si capisce nemmeno perché il legislatore si sia scomodato ad emanare una norma (art. 6, del DL 16/2014) che IMPONE di violare anche il più elementare principio contabile di integrità: “i Comuni iscrivono per obbligo la quota dell'imposta municipale propria al netto dell'importo versato all'entrata del bilancio dello Stato”.
Non sarebbe più giusto conteggiare come entrata comunale tutto ciò che versano i cittadini al proprio Ente e conteggiare come spesa ciò che il Comune deve trasferire allo Stato? Contabilizzando l’entrata tributaria al netto delle trattenute statali si ha l’effetto perverso di evidenziare in bilancio una pressione fiscale inferiore a quella reale o è proprio questo l’effetto desiderato?
La Sindaca di Vallebona - Roberta Guglielmi.

La Redazione
1 aprile 2015

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