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I Palmureli di Bordighera in Vaticano per la Domenica delle Palme

I Palmureli di Bordighera in Vaticano per la Domenica delle Palme

E’ piacevole veder scorrere in televisione al telegiornale nazionale su Rai 1 le immagini che riguardano la celebrazione della Domenica delle Palme a Roma, oggi 24 marzo, mentre il nuovo papa Francesco offre la sua benedizione ai numerosi fedeli intervenuti per la Santa Messa del mattino.
Ed è fonte di grande soddisfazione vedere Vescovi, Cardinali e Fedeli che brandeggiano le palme intrecciate, i nostri ben conosciuti “palmureli” che anche quest’anno sono pervenuti in Vaticano seguendo l’antica tradizione nata nel 1586 per il “privilegio” acquisito dal comandante Bresca.
La palma, come sappiamo, abbonda nei nostri territori perché, come racconta la tradizione, fù portata nei nostri territori da Ampelio, partito dalla lontana Tebaide.
Ma è il clima favorevole che ha favorito la sua diffusione e la spontanea riproduzione della “Phoenix dactylifera”.
Infatti il clima permette la germinazione dei semi spontanea, come in Terrasanta, direbbe Garnier.
Nel 1586, ricordiamolo ancora una volta, il papa Sisto V decise di far innalzare l’obelisco egiziano in piazza San Pietro. Perché la manovra potesse aver successo gli ordini dovevano raggiungere i tiratori delle funi correttamente e fu lo stesso papa a dare la disposizione di assoluto silenzio pena la morte. Ma mentre per il forte attrito le corde erano sul punto di spezzarsi, fù un comandante sanremasco, Benedetto Bresca, che urlò la mitica frase: ”Aiga a e corde” (acqua alle corde), dettata dalla sua esperienza marinara.
L’obelisco fù salvo ed anche la vita di Benedetto, che aveva sfidato il divieto papale a fine di bene.
Da allora il Bresca si offrì per la fornitura, per tutta la sua vita e quella dei suoi discendenti, delle palme utilizzate nella domenica antecedente la Pasqua. Fino a tempi recenti Bordighera manteneva il privilegio secolare di fornire ogni anno al Vaticano i rami “bianchi” di palma per la celebrazione del rito della Settimana Santa.
Vi provvedeva la ditta Allavena di Arziglia con la collaborazione del compianto Ampeglio Palmero.
Così ci ricorda la Carmen Etienne: “Per salvaguardare tale secolare caratteristica ambientale e la tradizione dei “parmureli” cui siamo affettivamente legati da generazioni, avvertiamo la necessità di salvare le palme di Bordighera, specialmente le dattilifere che si trovano in caratteristici gruppi sparsi piacevolmente in strade e giardini o in più consistenti palmeti. Soprattutto occorre salvare i residui secolari palmeti collinari che costeggiano il torrente Sasso e l’ancora splendido, sebbene trascurato, Giardino Winter del Vallone, monumento nazionale da conservare e valorizzare come gioiello di famiglia della nostra città".
Segnaliamo in proposito la costituzione della nuova associazione culturale “A Cumpagnia d’à Parmura”, nata nell’aprile del 2011, presieduta dalla signora Maura Traverso.
La compagnia si propone di sensibilizzare la popolazione alla salvaguardia delle nostre preziose palme, con specifiche iniziative, compreso l’allestimento di un vivaio di palme dattilifere e l’insegnamento della lavorazione artistica dei “parmureli”.
Fatto stà che è un gran piacere sentire il TG nazionale citare la nostra zona, anche se non specificatamente Bordighera, per l’esportazione delle palme e dei palmureli a Roma
Noi sappiamo, con un certo giustificato orgoglio, che mani bordigotte esperte hanno intrecciato quelle foglie dal colore inequivocabile.

Valerio Moschetti
24 marzo 2013

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