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È una patologia del
tratto urinario inferiore ad eziologia
sconosciuta, caratterizzata da un andamento
ricorrente e spesso autolimitante. Si
presenta più di frequente negli animali
giovani e di media età, non sembra esserci
una predisposizione di razza e possono
essere colpiti sia maschi che femmine.
Sembra che la malattia si manifesti
maggiormente in gatti sovrappeso, che fanno
scarsa attività fisica, con un limitato
accesso all'esterno , che mangiano cibo
secco ed abitano insieme ad altri gatti.
Dagli studi è emerso che tali problematiche
insorgono per lo più tra l' autunno e
l'inizio della primavera.
I sintomi rilevabili più di frequente in
questa patologia sono : disuria (emissione
difficoltosa delle urine), pollachiuria
(aumento della frequenza di urinazione),
ematuria (urine con presenza di sangue),
urinazione in luoghi inappropriati,
agitazione e miagolii durante l'urinazione
ed eccessivo leccamento dell'area genitale.
La diagnosi si basa sui sintomi che vengono
riferiti dal proprietario (spesso
tardivamente, soprattutto se più gatti
utilizzano le stesse cassette igieniche) e
da esami collaterali quali esami delle
urine, eventualmente indagini radiologiche
ed ecografiche per escludere la presenza di
calcoli o masse vescicali.
La causa primaria sembra essere genetica
anche se si è dimostrato che lo stress
ricopre un ruolo importante nella patogenesi
del problema.
I fattori stressanti nel gatto sono
numerosi, i più frequenti comprendono: la
convivenza con altri animali in uno spazio
limitato, cambiamenti bruschi di
alimentazione e delle abitudini quotidiane,
il trasloco, arrivo di nuovi animali o
persone in casa, presenza di estranei
nell'ambiente (ex operai), inadeguatezza del
luogo adibito all'urinazione, scarsa pulizia
delle cassette igieniche e loro posizione ed
ansia da separazione per gatti che vivono
soli e spesso sono trascurati dal
proprietario.
In molti casi, a meno che non vi sia una
vera e propria ostruzione dovuta alla
presenza di calcoli, il problema si risolve
spontaneamente nel giro di 7-10 giorni.
La terapia comprende la risoluzione (o per
lo meno la riduzione) dei fattori
stressanti, un cambio di alimentazione (in
commercio esistono prodotti specifici per
fare fronte a questa patologia) ed una
adeguata terapia farmacologica se
necessario.
Dal momento che si è visto lo stress come
uno dei fattori più importanti nello
sviluppo della patologia, in primis sarà
opportuno intervenire sui fattori
modificabili e che sono causa di stress nel
gatto. Mettere a disposizione del gatto
luoghi accessibili in cui possano
nascondersi, eventualmente anche a diverse
altezze, in modo da garantire loro la
privacy. Creare un ambiente ricco di stimoli
(il gatto, non bisogna dimenticarlo, è un
cacciatore ed ama molto giocare) in cui
l'animale possa saltare, graffiare, giocare.
I proprietari dovrebbero investire parte del
loro tempo a giocare con il proprio gatto.
Se sono presenti diversi animali, ognuno
deve avere a disposizione le proprie ciotole
per l'acqua ed il cibo in posti diversi e la
propria lettiera (l'ideale sarebbe una
lettiera per gatto più una) sempre
adeguatamente pulita e collocata in zone
tranquille della casa. L'acqua deve sempre
essere a disposizione e pulita (se fosse in
movimento sarebbe ottimale, in commercio
sono presenti vere e proprie fontane).
Per quanto riguarda il cibo, una volta
decisa la dieta da seguire, sarebbe
opportuno fornire cibo in modalità
self-service (esistono apposite ciotole con
dosatore in commercio) oppure a volontà (la
quantità giornaliera da fornire è sempre
presente sul pacco di mangime) poiché è
fisiologicamente controindicato fornire il
pasto ad orari precisi. Inoltre questo
riduce la possibilità che si creino tensioni
sociali durante il pasto, momento in cui i
diversi gatti della casa si riuniscono a
mangiare. Può essere utile anche disporre
diverse ciotole in punti differenti della
casa.
La terapia farmacologica vera e propria
dipende dalla gravità della situazione e
comprende antibiotici, antispastici e
sostanze a base di feromoni ( queste servono
a ridurre lo stato di ansia nell'animale,
creando una sensazione di benessere e
tranquillità). |