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Crociati ...
Templari e ..... pescatori...... ( sempre ai
giorni nostri .... forse .... )
Piero aveva
atteso a lungo quel giorno di riposo che gli
sarebbe spettato di sabato, avendo poi la
domenica per riprendersi dall'eventuale
stanchezza che un giorno trascorso in mare
le avrebbe lasciato addosso, non essendo più
uscito a pescare da lungo tempo. Venerdì,
con la precisione e quasi pignoleria che
facevano parte del suo essere, solo quando
però si trattava di uscire in mare per una
battuta di pesca, preparò con cura quasi
maniacale tutto l'occorrente, armò le canne
per la piccola traina, controllò, mulinelli,
lenze, esche, piombi, affondatori, e tutto
quanto era l'occorrente, si premurò di fare
una buona scorta di attrezzatura di
rispetto, in caso di rotture o di agguanti
che gli avrebbero fatto perdere ami, od
altra armatura, e stipò tutto nell'apposita
cassetta delle attrezzature, e si dedicò,
con la stessa cura ai viveri di conforto
riponendo il tutto nella capiente borsa
frigo, esaminò ancora una volta tutto con
attenzione, quindi dopo aver regolato la
sveglia alle 4 si decise ad andare a letto,
prima di addormentarsi fece ancora
mentalmente l'inventario di tutto
l'occorrente per accertarsi di non essersi
scordato nulla. Il sonno venne, un sonno
pesante, confuso, gommoso, lattiginoso che
invece di riposare sembrava sfiancasse, un
sonno innaturale.... ma finalmente venne
l'ora di partire....Giunto al porticciolo
in Arziglia, caricò il tutto, sul gozzo non
prima di essersi fermato un attimo ad
osservarlo con affetto, come fosse una cosa
viva, così sempre faceva ogni volta prima di
partire, perché era un bel gozzo ligure
appartenuto a suo padre, e prima ancora al
padre di suo padre, con il quale lo aveva
rimesso completamente a nuovo, e dotato non
più di remi e vela, ma di un modernissimo e
potente motore, di un'ampia cabina, viste le
grosse dimensioni dell'imbarcazione. Messo
in moto, quindi il potente diesel mollò gli
ormeggi, mentre il porto cominciava ad
animarsi di altri pescatori dilettanti che
come lui volevano approfittare del bel tempo
per uscire a pesca , come sempre
all'imboccatura del porto si alzò in piedi e
si scoprì il capo sfilando sotto la statua
della Madonna, Stella Maris posta a
protezione degli uomini di mare. Appena
giunto in mare aperto, aumentò i giri del
motore, e orientò la prua verso il sorgere
del sole, anche se dovevano trascorrere
almeno un paio d'ore prima della sua
apparizione.
Dopo circa
un'ora di navigazione, durante la quale i
suoi pensieri si tuffarono nel mare dei
ricordi, dal quale fu riportato bruscamente
alla realtà da uno spruzzo d'acqua fredda
alzato dalla prua della barca, perché
approfittando della bella nottata si era
servito della timoneria a poppa e non di
quella posta nella cabina, e quindi più
esposto al mare. Resosi conto che era quasi
giunto dove si era prefisso di iniziare la
sua battuta, diminuì i giri del motore,
orientò la prua al vento, inserì il pilota
automatico ed iniziò a sistemare le canne
già armate nei portacanne, assicurandosi che
avessero il sagolino che non gli permetteva
di cadere in mare in caso di una ferrata più
violenta ben fissato all'apposito anello
posto sul trincarino. Finite tutte queste
procedure indispensabili per iniziare la
battuta, si alzò in piedi e si guardò
attorno per rendersi conto se era dove
avrebbe voluto essere Avrebbe dovuto oramai
albeggiare, ma il chiarore a levante tardava
a venire, dal lato dove avrebbe dovuto
esserci la terra avrebbero dovuto essere
ben visibili le luci della città, visto che
aveva percorso il tratto di navigazione non
allontanandosi troppo verso il mare aperto
ma seguendo la costa quasi parallelamente,
invece tutto era buio e quasi irreale,
sembrava che stesse navigando nell'infinito
.... Il mare era opaco, irreale, cupo e
sembrava ostile, non si vedeva e non si
percepiva niente di vivente, anche se era
ancora buio, il mare di notte ha sempre la
sua vita, la luminescenza del planthon, un
pesce che salta sull'acqua, e poi la
luminosità che sempre vi è sul mare, ma
nessuno di questi avvenimenti quella notte
apparivano, neppure i suoi amici che molti
erano al porto, e che sarebbero usciti, per
recarsi senza dubbio nelle sue vicinanze non
apparivano, non una luce non il rumore di un
motore, non una voce provenire dalle due
radio ricetrasmittenti, soltanto un silenzio
innaturale. Piero, si sentiva a disagio, non
che avesse paura, ma avvertiva comunque una
strana sensazione, come se vivesse in un
altro mondo o in un'altra dimensione, pur se
ben coperto come ogni volta che usciva in
mare avvertiva come un senso di freddo che
lo infastidiva, si rialzò ancora di più il
bavero della vecchia giacca a vento sua
inseparabile compagna, anche forse con un
pizzico di scaramanzia che sempre lo
accompagnava nelle sue battute di pesca, e
si calò se ancora era possibile il vecchio
cappello di lana con i colori della
Sampdoria, dal quale non si separava mai, e
con una scrollata di spalle come per
scacciare tutti questi pensieri iniziò a
dedicarsi all'armamento delle canne. L'alba
non avrebbe tardato ad arrivare e quindi
doveva trovarsi pronto, essendo quello uno
dei momenti più propizi per un'eventuale
ferrata.
Ma l'alba
sembrava non volesse mai apparire, molte
volte si ritrovò Piero ad osservare la
bussola per paura di guardare dalla parte
opposta all'oriente, pur sapendo benissimo
che non si sbagliava, data la sua esperienza
, anche se la notte era sorprendentemente,
molto buia, riguardo alla stagione. Dopo
aver trainato, per qualche tempo, senza
nessun successo, osservando lo scandaglio,
si accorse di essere giunto su una secca
molto conosciuta da tutti i pescatori
dilettanti e non, e non essendovi ancora
nessuno decise di provare a pescare alla
traina ma a motore spento, lasciandosi
perciò trascinare alla deriva dalla
corrente, cambiò armatura alle canne, spense
il motore, e lasciò accesa solo la piccola
luce bianca di fonda ed iniziò nuovamente a
pescare. Il silenzio era assordante, a Piero
gli sembrava addirittura di sentire il
rumore dei suoi pensieri, quando
improvvisamente qualcosa lo attirò, verso
levante si cominciava ad intravvedere un
chiarore d' alba, ed in mezzo a quella luce,
ancora quasi spettrale si stagliava la
sagoma di una strana imbarcazione a vela,
sembrava un imbarcazioni molto vecchia, con
un'alberatura molto strana e con vele
quadre, ma era ancora lontana, e sembrava si
muovesse con molta lentezza, anche perché la
brezza di terra, quella mattina, tardava ad
entrare, come del resto l'alba. Piero più
che incuriosito sembrava attratto da
quell'imbarcazione, come se qualcuno lo
chiamasse o avesse bisogno di lui, anche se
non avvertiva nessun richiamo e nessun suono
provenire dalla strana imbarcazione,
recuperò in fretta le lenze, assicurò i lami
al primo anello delle canne, mise in
tensione le lenze, avviò il motore, accese
le luci di via e fece prua per lo strano
vascello. Più si avvicinava, più si sentiva
attratto, e più lo sconcerto aumentava, la
strana imbarcazione, sembrava provenire da
un'altra realtà le gradi vele quadre,
bianche avevano in mezzo che si saltava
moltissimo pur nella poca luce disegnate,
grandi croci rosse, che Piero pur se non
molto acculturato, si ricordò di aver visto
dipinte sui mantelli dei cavalieri crociati
negli affreschi sulle facciate delle case di
Seborga, le volte che vi si era recato per
festeggiamenti di San.Bernardo, anzi forse
erano addirittura i simboli che
rappresentavano l'appartenenza, ai cavalieri
Templari, i famosi monaci guerrieri che si
recarono in Terrasanta per difendere il
santo Sepolcro, o il tempio di Gerusalemme,
al momento era talmente confuso che non
riusciva a ricordare con precisione, la
strana imbarcazione era sicuramente quindi
molto vecchia, avrebbe dovuto avere almeno
700 o 800 anni eppure più si avvicinava, e
più si rendeva conto, che lo scafo era in
perfetto ordine, le vele bianchissime, sulle
quali spiccavano le grande croci rosse, di
un rosso molto brillante, Piero era sempre
più frastornato, molte erano le
contraddizioni a cui la sua mente era
sottoposta, poi il turbamento,
all'improvviso lasciò il posto, alla
razionalità, ma si disse, sarà la
ricostruzione di una vecchia nave crociata
per le riprese di qualche nuovo film,
infatti in questi tempi, tutto quello che
trattava crociati templari monaci guerrieri
ecc.ecc. avevano un grande successo di
pubblico, ma visto che ormai si era messo in
movimento, decise di avvicinarsi per vedere
meglio, dato che tutto quello che
galleggiava sul mare lo aveva sempre
attratto, la nave per goffa che potesse
sembrare agli occhi di un navigante dei
nostri giorni, si muoveva abbastanza
velocemente, anche se il vento era quasi
inesistente, le vele infatti erano tese e
ben orientate, Piero non era uno
sprovveduto, infatti oltre alla pesca, era
da anni che praticava la vela, facendo anche
regate, e quindi gli bastava un'occhiata per
capire come un'imbarcazione a vela fosse
portata, ancora lo sconcerto lo assalì,
com'era possibile, che procedesse
speditamente con il poco vento che
soffiava e per di più in poppa ? Era
impossibile che vi fosse un motore
altrimenti le vele si sarebbero schiacciate
contro gli alberi, ma oramai era giunto
molto vicino, avrebbe messo il suo motore al
minimo e si sarebbe quindi accorto se la
nave procedeva a motore, puntò la prua verso
il lungo bompresso che sporgeva dalla prua
dell' imbarcazione, mise in folle e con
l'abbrivio, arrivò a trenta braccia dalla
prua della strana imbarcazione, a bordo
tutto era immobile., solo qualche flebile
luce proveniente da lucerne o lampade a
olio, non certo proveniente da fonti di luce
moderne, nessuna luce di via, e nessun segno
di vita. Quando improvvisamente, una strana
figura apparve all'estrema prua avvolta in
un candido mantello bianco, con la grande
croce rossa disegnata sul petto, brandendo
nella mano destra un'enorme spada, dalla
grande elsa per l'impugnatura a due mani,
Piero si sentì raggelare il sangue nelle
vene, era talmente stordito, che non si rese
quasi neppure conto che la strana nave lo
stava oramai speronando, inserì d'istinto la
marcia, e con una rapida accostata, riuscì
ad evitare di un soffio l'urto, l'uomo
immobile sulla prua lo fissava il suo volto
era coperto da una lunga ed incolta barba
ispida e bianca, ed anche se poca era la
luce, Piero rimase ancora più sconvolto se
era possibile dai due occhi che lo
guardavano, erano freddi e determinati, e
non rivelavano, ne stupore ne timore, ma
soltanto determinazione e risolutezza, gli
occhi senza dubbio di un grande combattente,
dotato di grande determinazione, Piero,
regolò i giri del motore ed iniziò a
navigare a fianco dello strano bastimento,
portandosi proprio sotto la prua, dove
immobile lo strano guerriero continuava a
fissarlo, quando vi fu vicino, regolò
l'andatura al pari del vascello, ed i due
uomini continuarono a navigare
parallelamente sempre fissandosi, ma senza
parlare, Piero aveva sul tetto della tuga un
potente faro orientabile, che aveva montato,
per servirsene, quando andava a pesca con il
palamito galleggiante, e quindi ogni tanto
doveva di notte cercare le bandiere che lo
segnalavano, lo accese e lo orientò verso
quella strana figura, investendola con il
potente fascio di luce, l'espressione
dell'uomo non mutò, ma brandendo il grosso
spadone con ambo le mani, lo puntò verso
Piero, e la sua bocca si mosse, il motore
della barca di Piero era molto silenzioso,
lo aveva voluto lui così sia per la pesca,
sia per avere meno rumore e quindi fastidio,
durante i trasferimenti, a volte anche
lunghi per arrivare sui luoghi si pesca, e
quindi la voce gli arrivò chiara e forte <<
Chi sei tu che fai muovere la tua
imbarcazione senza remi o vele, e che
comandi la luce, un demone, sappi che non mi
intimorisci, io sono un cavaliere del
tempio, ed ho armato questo vascello, per
raggiungere le Terre Sante, per liberarle,
dai saraceni barbareschi, e per riportarle
alla Cristianità, ma il mio equipaggio mi ha
tradito ed abbandonato, ed io sono rimasto
solo, ma non sono venuto meno al mio
giuramento, e continuo anche se solo a fare
rotta per le Terre Sante, se qualcuno ti
chiederà chi hai incontrato, dille che io
sono Giorgio I° appartenente ad una nobile
famiglia del Principato di Seborga, monaco e
cavaliere templare e che non sono venuto
meno al mio giuramento >> Piero rimase a dir
poco sbigottito, ma non ancora ripresosi
dallo stupore, il vascello iniziò a
dissolversi come la nebbia al sole, ed
infatti ad oriente il sole sorse in tutto il
suo splendore, in quel momento la sveglia
suonò, e Piero si destò madido di sudore.
FRANCO ZOCCOLI |