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Il 17 luglio 1918, moriva a Casterino Sir
Clarence Biknell, personaggio che per
descrivere le attività intrapreso durante la
sua vita, occorrerebbero, molte più pagine
allegate a questo giornale. Non mi
soffermerò, quindi sui suoi studi, le sue
scoperte, le sue raccolte, le sue
pubblicazioni scientifiche, o sui suoi
lasciti a Bordighera, che tutti più o meno
conosciamo. Vorrei più semplicemente
ricordare qualche anneddoto che lo riguarda.
In verità sono pochi, perchè come Padre
Giacomo Viale, con il quale aveva instaurato
un rapporto di grande stima, collaborazione
e, sopratutto, amicizia, non amava apparire
e non amava lasciare testimonianze delle sue
azioni. Arrivato a Bordighera nel 1880, dopo
aver prestato la sua opera come pastore a
Londra ed aver girato il mondo, anche per
ragioni di salute, dopo essere venuto in
possesso di una cospicua eredità, continuò a
prestare la sua opera pastorale anche qui
per la già numerosa comunità inglese
presente. Sino ad una domenica, 24 maggio
festa patronale di Bordighera, in quanto
durante la funzione lesse una preghiera da
lui composta in onore di Sant'Ampelio, ma la
cosa non piacque ai suoi fedeli, che si
sentirono anzi offesi, e gli chiesero
spiegazioni del fatto, ed anche delle scuse.
Biknell, dopo quell'incidente, del quale
essendo un uomo di Dio ne rimase molto
turbato, non volle più essere chiamato
pastore e fece erigere attorno alla sua
proprietà, dove sorgeva anche la chiesa, un
muro di cinta. La campana in seguito la
donerà a padre Giacomo Viale e sarà la prima
campana che suonerà sul campanile del
Santuario di Montenero. Collaborerà, sempre
con il Fratin, mettendogli a disposizione
5000 lire, per l'acquisto dei primi locali
di quella che verrà in seguito chiamata "La
casa di accoglienza, per vecchi poveri". Si
fece promotore di una raccolta di fondi per
un ammontare di 1000 lire, presso la
comunità inglese per la costruenda chiesetta
tra i pini, come u Fratin amava definire la
chiesetta di Montenero. Fece studiare a sue
spese al conservatorio di Milano un giovane
muratore che aveva sentito per caso cantare,
e questi era Pietro Zeni, il quale divenne
tenore e dicono le cronache del tempo ebbe
successi in America al pari di Caruso. Si
preoccupava di far curare gli operai che si
ammalavano, chi andava va a bussare alla sua
porta mai era respinto e sempre otteneva un
aiuto duraturo, questi sono pochi fatti dei
quali siamo venuti casualmente a conoscenza,
ma molti sono stati aiutati, e molti non
hanno mai saputo neppure chi era il loro
benefattore, perchè questi avvenimenti
dovevano svolgersi in segreto. Benchè uomo
molto ricco, che spendeva cifre
considerevoli in beneficenza o in iniziative
filantropiche, viveva frugalmente e nei suoi
frequenti viaggi, si spostava sempre in
terza classe. Molte sarebbero ancora le
vicende da narrare su questo illustre
personaggio, ma questo è il lato che più mi
ha colpito e quindi ho voluto umilmente
ricordarvi.
FRANCO ZOCCOLI |