|
Questa
cittadina di confine, raffinata fu la gioia
della nostra prima giovinezza. Le palme sono
piene di vento e s'inchinano al forte vento
di ponente che inebria, l'atmosfera diventa
lucente e sconvolta. Il paese alto pare
ancora un'isola di antichi pirati, liguri e
saraceni mescolati insieme per carpire alla
vita i suoi doni. Qui nelle bettole si beve,
a volte in piazza succede una rissa
violenta, le bettole sono ricche di suoni di
chitarre e si canta, i turisti ci vengono
per provare emozioni.
Sulle fasce
delle colline risplendono i più bei fiori.
L'ibridazione è attuata dalle esperte mani
dei coltivatori, segreto delle pregiate rose
e garofani, tolte le antere per impedire
l'autofecondazione il polline di un fiore si
posa sugli stimmi di un altro, penetra nello
stilo, giunge all'ovario.
Dopo i
giardini delle agavi spesse e dai pini alti
e ampi, si scende al Capo Ampelio dalle
meravigliose scogliere, il mare s'infrange
con forza indiavolata contro gli scogli,
soffia il ponente, il mare ha forza da
gigante, per un bagno tra questi scogli
senza essere sfracellati occorrono gesti
precisi e astuti: fu il carosello della
nostra adolescenza, in questo luogo
diventammo maschi, le ragazze ammirate ci
guardavano sedute sugli scogli, lasciandosi
conquistare dai nuotatori più valenti; poi
c'era sempre un poco cauto turista,
nuotatore da piscina, da riportare a riva,
doppiando il capo, finendo sui piccoli sassi
dell'altra riva; dal capo il paesaggio non
ha limiti, si vede tutta la costa francese,
di qua il Capo Nero e il col di Rodi.
Verso sera il
ponente si calma, tutta la materia
s'arrossa, l'aria diventa euforica, le donne
sono come gioielli, ed il vino "rossese"
liquoroso eccita ancora. La vita può
diventare frenetica ed amiamo l'amore e la
vita. Lo spazio è immenso; numerose le
finestre delle alte case aperte sul mare;
forse per questo la nostra natura inquieta
c'indusse ai viaggi, anche in terra ferma
andammo come naviganti, non avevamo scopi
pratici, la vita e i viaggi ci seducevano
per loro stessi; poi la gioia del ritorno.
Sentirsi a casa, era di nuovo il mare, il
cielo, una finestra aperta sull'orizzonte
infuocato, una notte d'amore e d'alberi, il
bagno pericoloso nel mare agitato tra le
scogliere del Capo Ampelio.
GUIDO SEBORGA |