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Ecco Sergio ''Ciacio'' Biancheri, vincitore del ''Parmurelu d'Oru'' 2016

Ecco Sergio ''Ciacio'' Biancheri, vincitore del ''Parmurelu d'Oru'' 2016

Sergio "Ciacio" Biancheri nasce a Bordighera nel 1934, ama dipingere maggiormente marine, ed i suoi temi principali, nelle sue opere sono il mare e le palme. I due soggetti che più rappresentano la nostra terra. Oltre che un artista della tela è un bravo incisore, scultore e ceramista.
Allievo di Giuseppe Balbo ha avuto incontri significativi con altri artisti come, Giuseppe Ferdinando Piana, Guido Seborga, Giancarlo Vigorelli, Giacomo Natta, Ennio Morlotti, Francesco Biamonti, Emile Marzè, Graham Sutherland, Roman Bilinski, Enzo Maiolino.
La sua prima esposizione avviene nel 1953 al Premio le “5 bettole” di Bordighera.
L'amore per il mare è facile da capire nelle sue tele, una passione che nasce già da bambino, anche perchè discendente da una famiglia dedita alla pesca. Dopo un'infanzia felice, la sua vita viene molto influenzata da un fatto di guerra che riguarda la sua famiglia, suo padre e suo nonno usciti con la barca per pescare, vengono raggiunti da una raffica tedesca, dove suo padre rimane ferito, mentre suo nonno ucciso.
Questo episodio colpisce la personalità dell'uomo che si ripercuote sulle sue opere.
Nel 1953, Ciacio Biancheri rimane fortemente influenzato dall'esposizione di “Pittori Americani in Europa” svolta a Bordighera su un'idea del suo maestro Giuseppe Balbo e grazie all'intervento di Peggy Guggeheim. Giunta alla seconda edizione dove vengono esposte opere di Clifford Still, Arshile Gorky, Marc Rothko, Robert Motherwell e Jackson Pollock. Colpito in particolare modo dall'action painting di Pollock che ritroviamo in alcune sue opere.
Nel 1960 è stato insignito del Premio San Fedele di Milano per la giovane pittura italiana con particolari drippings in “Grovigli”. Ha studiato nudo all'Accademia di Brera e all'Ecole des Arts Plastiques de Monaco e litografia a La Spirale di Milano.
Dal 1970 si è dedicato anche alla scultura e dal 1993 a seguito di un incontro con la ceramista americana Daphn Corregan a Monaco si appassiona alla ceramica.
Con il suo amico Guido Seborga espone, nel 1968 a Bordighera, nel 1973 a Mentone e nel 1986 a Sanremo. Nel corso degli anni partecipa ad innumerevoli esposizioni in Italia ed all'estero, tra le quali, le più importanti sono: quattro edizioni del premio “Le cinque bettole” a Bordighera, 1972-1974-1976 alle Biennali Internazionali d'Arte di Mentone, nel 1972 nei musei di Linz, Klagenfurt, Barcelllona. Nel 1996 nella Chiesa francescana di Berlino, 2005 Palazzo Ducale a Genova, 2010 A Messina,ecc.
Numerosi i premi e riconoscimenti assegnati a Ciacio Biancheri.E' stato per otto anni presidente dell'Accademia Riviera dei Fiori ”Giuseppe Balbo” dal 1985 al 1993. E' presidente dal 2013, della Società di Mutuo Soccorso dei Pescatori con sede nel Paese Alto.
Di lui il mai dimenticato poeta del nostro entroterra ligure, Francesco Biamonti diceva: "La storia della pittura di Biancheri è breve e lineare. Da fondali di alghe e grovigli, segni nervosamente tracciati su pianure di silenzio, giunge ora alle marine di solidificata malinconia. Ma anche in questo secondo tempo esso ha una sua vicenda: mari oscuri, piste di tenebre oltrepassano i crepuscoli e si convertono in chiare ragioni della memoria. Si è sempre capito che Biancheri era alla ricerca di “mari perduti” e allorché rappresentava fitte boscaglie di palme tendeva a tradurre in vortici acquorei".
“Ed è proprio nelle rappresentazioni del mare che l'artista riesce a dare il meglio di sé, grazie ad un rapporto tutto simile a quello che lega due amici tra i quali il dialogo scorre sereno ed intenso, in una pulita confidenza prossima al trasporto totale” (Saverio Napolitano).
Morlotti ed io eravamo già d'accordo sul giovane Biancheri, dicevamo “In un epoca di imitatori, d'informatissimi, questo giovane non imita, ha dentro di sé la pittura, la sua pittura, la sua vita, il suo mondo quotidiano a cui è legato....Sergio Biancheri ha saputo non tagliarsi le radici, ma anzi approfondirle maggiormente per far nascere i suoi grovigli (Guido Seborga).

Giancarlo Traverso
5 novembre 2016

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