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POESIA SU BORDIGHERA: DESTINO

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DESTINO

   
   

Il mare infecondo e ostile

corrode il mio cuore.

Le mie ossa sono ricoperte di salino.

Scotta la pelle.

Questo mare non mi dà pace.

Giunsi dal mare secoli fa 

dall' Africa sveglia nei suoi tamburi.

Sveglia nelle danze a ritmi frementi. 

Giungemmo in questa terra aperta

dove crescono i limoni fiorisce la mimosa.

E l' anacoreta Ampelio portò la palma

nel mille dall' Africa.

Ora sono condannato

altrove non saprei più emigrare.

In riva al mare sdraiato

mi sento vivere dolcemente.

Vivere oziando è un gran piacere 

che on manca di supplizio e arte. 

Triste è un' agonia senza fede.

Invidio la balena nera 

che vidi d'estate nel mare bianco di caldo. 

Attendo anche per me il miracolo del viaggio.

Per me che gioco pericolosamente

con l'acqua con la terra.

Con un tempo che ignoro

e non voglio un deludente destino. 

GUIDO SEBORGA