Geplante heute

CINEMA OLIMPIA
via Cadorna, 3
tel. 0184/261955


Lunedì 21 maggio
Millenium: uomini che...
18,30 - 21,00


Martedì 22 maggio
Millenium: uomini che...
18,30 - 21,00


Mercoledì 23 maggio
Piccole bugie tra amici
21,00


Giovedì  24 maggio
Piccole bugie tra amici
21,00


Venerdì 18 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Sabato 19 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Domenica 20 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


GESCHÄFTSTÄ TIGKEIT

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SCRIPTA MANENT

 

RAFFAELLA GOZZINI

Raffaella Gozzini nasce a Bordighera nel 1956, qui vive e lavora come insegnante di lettere e giornalista pubblicista.
Figlia e, prima ancora, nipote di albergatori nella Bordighera ante e post bellica, è appassionata di storia locale  per avere respirato atmosfere molto stimolanti  già dall'adolescenza nei racconti del padre e di altri familiari e amici durante le riunioni di famiglia. Il padre, facente parte degli allievi ufficiali di Marostica, fu inviato in Puglia, a Bitonto, con la 2a compagnia bersaglieri,  per respingere eventuali sbarchi alleati  e vi rimase fino all'8 settembre per poi partecipare alla battaglia di Montecassino e Monte Lungo .
Ha pubblicato con la DeAgostini negli anni Ottanta una guida dell'entroterra ligure e collaborato con  il mensile Il Ponente, con Terra e Vita, la Casana e il Foglio italiano (mensile per gli italiani all'estero).
E' stata premiata a Roma, quale giornalista su carta stampata, per servizio sulla produzione di olio d'oliva in Liguria e dall'Ente Nazionale Turistico del Marocco a seguito di un servizio apparso sul Ponente relativo al Paese. Ha partecipato ad una trasmissione televisiva di Rai Uno per promuovere il decreto anti-caccia nella sua cittadina e intervistata su radio tre per iniziative culturali relative all'antico territorio ligure, collaborando con il giornalista  Pierantonio Zannoni  di Rai Tre.
Ha pubblicato il suo primo romanzo "Venti di guerra - Bordighera e dintorni 1940-1945" con la Manni editori nel novembre 2009.
Ha fatto seguito con De Ferrari "La stagione del riscatto - sei racconti di donne nel ponente ligure 1948-1958" nel marzo 2011.

 

 

MEMORIE DI SABBIA di GRAZIANO MAMONE

 

"Storia di un bersagliere alla guerra di Libia 1911-1912"
Graziano Mamone è di Bordighera, ha 28 anni e un grande interesse per la ricerca storica.
in questa sua prima pubblicazione (sta già lavorando ad un prossimo libro) riporta le vicende della guerra italo-turca per il controllo della Tripolitania e della Cirenaica, per mezzo della penna del bersagliere ventimigliese Battistino Ballestra, per l'esattezza originario di Torri, figlio di panettiere e locandiera.
E' il 7 ottobre 1911 quando il giovane soldato inizia a scrivere e raccontare del suo viaggio verso un teatro di guerra sconosciuto.
L'intenso quaderno di appunti è testimonianza della sua guerra personale, ma non solo, di quella di un'intera generazione che suo malgrado sarà destinata ad una vita futura piena d'incognite e privazioni.
Da un entroterra ligure, non ricco ma tranquillo, il Ballestra seguirà le proprie sorti belliche fino alle coste libiche.
Imbarcato a bordo del piroscafo Liguria, egli parte con l'entusiasmo dei ventenni, entusiasmo presto destinato a scemare tra sangue e sabbia.
L'analisi storica è puntuale e diretta "Gli arabi ci chiamano Ascar Gallina" perché abbiamo le penne ed in certi momenti sappiamo anche volare", e ancora "Sembra quasi di trovarsi di fronte alla celebre tela di Cammarano, La carica dei bersaglieri di Porta Pia....", ma i nostri soldati non avevano idea alcuna sull'ambiente che stavano per colonizzare, davano per scontato che gli abitanti del luogo accogliessero a braccia aperte i nuovi arrivati perché venuti a scacciare gli odiati Turchi, che peraltro non avevano toccato l'organizzazione interna della regione.
Presto i massacri di Sciara Sciat e Henni rendono altissima la tensione; la guerra "umanitaria" si trasforma in teatro di esperimenti, morte e sofferenze inaudite.
Tra corpi sventrati, arti amputati, ciechi e sordi, il Ballestra è tra coloro che ne escono vivi.
Un vento funesto, il terribile Ghibly, accoglie l'arrivo di due grandi navi ospedale: la Regina Margherita e la Regina d'Italia, segno che la guerra durerà ancora a lungo.
Tuttavia la speranza e l'amor di patria dei giovani d'allora farà scherzare e sorridere nella quotidianità.
Si legge per mano di Battista Ballestra da Homs a proposito del rancio "Oggi per esempio ho pranzato con pasta in brodo e sabbia, carne al lesso e sabbia, datteri in grande quantità e sabbia e ancora vino e acqua, caffè sempre con sabbia in grande quantità".
Gli fa eco un commilitone con ironia "Menù: una minestra in brodo con sabbia del deserto, lesso con contorno di fucilate arabe, formaggio, vino e dolce di shrapnel e granate turche, infine grande rappresentazione: Steminazione all'italiana."
In ultima analisi, un libro che va letto, per aprire una finestra su un passato lontano, che ha di sicuro contribuito a plasmare l'indole degli italiani, una pagina di storia che dovrebbe essere di complemento a ciò che si studia, con grande approssimazione, sui libri di scuola.

 

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GITA AL FARO di VIRGINIA WOOLF