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Nato a Clatskanie,
Oregon, e cresciuto a Yakima (300 kilometri
più ad est nello stato di Washington), di
famiglia umile (la madre Ella Beatrice Casey
era una cameriera e il padre, Clevie Raymond
Carver, affilatore della segheria Wauna),
fin dalla giovane età si barcamenò tra le
più disparate occupazioni, coltivando al
tempo stesso una grande passione per la
lettura e la scrittura.
Nel giugno del 1955 Carver conosce Maryann
Burk, non ancora quindicenne.
Si sposeranno due anni dopo in seguito alla
nascita di un figlio a cui ne seguirà presto
un altro.
Terminati gli studi presso la Yakima High
School, due anni dopo Carver si sposta a
Chester, piccola cittadina della California
settentrionale nella Contea di Plumas, per
raggiungere il padre che vi si era
trasferito precedentemente dopo essersi
licenziato dalla segheria di Yakima.
Nel 1958 nasce intanto il secondo figlio,
Vance Lindsay, e Maryann convince Raymond a
frequentare il "Chico State College" per
seguire i corsi di letteratura e scrittura
creativa sotto la guida dello scrittore John
Gardner e nell'ottobre di quell'anno una
lettera del giovane Carver appena ventenne,
dal titolo Where Is Intellect?, viene
pubblicata sulla rivista del College: "Wildcat".
Così, all'inizio del 1959, Carver si
trasferisce con la sua famiglia a Chico dove
continua a frequentare i corsi di creative
writing tenuti da Gardner - che diverrà suo
maestro e mentore - al Chico State College.
Raymond desidera fare lo scrittore senza
iscriversi ad altri corsi, ma la giovane
moglie lo incita a raggiungere un livello di
studi superiore e così si iscriverà dapprima
ai due anni propedeutici all'Università di
Walla Walla, nello stato di Washington, e
più tardi al "Palmer Institute of Writing"
ad una scuola di scrittura per
corrispondenza.
L'incontro con Gardner fu estremamente
significativo per il giovane Raymond che,
per la prima volta, poteva entrare a
contatto con l'ambiente intellettuale e
leggere i libri della letteratura mondiale
dei quali veniva solo allora a conoscenza.
In questo modo, il giovane Carver riuscì ad
allargare le sue conoscenze fino a quel
momento costruite esclusivamente sul suo
mondo esistenziale e da qualche conoscenza
di Hemingway che aveva letto ai tempi della
scuola.
E' con riferimento a questo periodo che vi
vogliamo segnalare una raccolta di lezioni
dello scrittore a riguardo.
Carver parla del "mestiere di scrivere"
quando la maggior parte dei narratori di
tutti i tempi ci ha magnificato
l'aspirazione di molti come un'Arte tra le
più sublimi.
Ciò nonostante lo stesso Carver dubitava che
si potesse insegnare a scrivere. Si veda ad
esempio il suo saggio Fuochi: l'opera nasce
da flussi ("forze irresistibili come
maree"), pochissimi dei quali aventi origine
da passioni letterarie o insegnamenti
accademici.
Tali forze sono, secondo Carver, esperienze
di vita realmente vissuta, di sofferenze,
privazioni, gioie, dolori, consapevolezze,
sopportazioni, lunghi momenti di
osservazione e noia.
Questo non vuol dire che il nostro scrittore
nutrisse sfiducia nello studio anzi non
dubitava che si potesse imparare a scrivere.
Egli stesso, figlio di un operaio di
segheria, aveva imparato a scrivere saggi
profondi e racconti rivelatori dell'animo
umano a tal punto che i critici del Daily
Telegraph di Londra lo hanno definito il
"maestro del racconto americano moderno".
Grande ammiratore di Cechov, Carver non
mancava mai di incoraggiare i suoi allievi a
coltivare la propria passione con
convinzione seppur con grande pignoleria nei
confronti della sostanza degli elaborati.
Imparò tale metodologia di insegnamento
dallo scrittore John Gardner il quale
preferiva incoraggiare onestamente i giovani
scrittori piuttosto che deprimerli.
Dal suo mentore acquisì anche l'importanza
del lavoro di revisione:" Se le parole e i
sentimenti sono disonesti, se l'autore bara
e scrive di cose che non gli stanno a cuore
o di cui non è convinto, allora non può
aspettarsi che qualcun altro mostri
interesse per il racconto".
Ciò da cui non si può proprio prescindere,
secondo Carver, per intraprendere tale
"mestiere" è il possesso di una capacità che
può così esser riassunta: il dono di vedere
quello che tutti hanno visto, ma vederlo in
modo più chiaro, da ogni lato. |