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Lunedì 21 maggio
Millenium: uomini che...
18,30 - 21,00


Martedì 22 maggio
Millenium: uomini che...
18,30 - 21,00


Mercoledì 23 maggio
Piccole bugie tra amici
21,00


Giovedì  24 maggio
Piccole bugie tra amici
21,00


Venerdì 18 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Sabato 19 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


Domenica 20 maggio
Piccole bugie tra amici
16,00 - 18,30 - 21,00


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.....NEL GIARDINO

 

ALDO AVAGNINA

Nasce a Pavia il 5 aprile del 1960 e risiede a Camporosso. Sposato, con due figli. In possesso del diploma di "Agrotecnico" (nuovo ordinamento), conseguito presso l'Istituto Professionale per l'Agricoltura "D. Aicardi" in Sanremo. Ha conseguito la Laurea di primo livello in "Scienze Geografiche applicate. Territorio - Ambiente - Turismo",  in data 8 marzo 2010 con punti 106/110,  presso l'Università degli Studi di Genova. Ha inoltre frequentato corsi per  "Giardiniere - manutentore di aree verdi" e "Progettazione giardini", presso la Scuola Agraria del Parco di Monza. Successivamente ha lavorato in qualità di "giardiniere" dal 1984 al 1986, presso il comune di Ventimiglia e dal 1986 presso il comune di Bordighera (dove è tuttora in servizio), con la qualifica di "Operaio specializzato . Giardiniere". Socio da circa un decennio dell'associazione "Amici dei giardini Hanbury", dove partecipa con assiduità alla vita associativa a favore di uno dei giardini botanici più importanti nel bacino del Mediterraneo. Può vantarsi di essere un allievo di Libereso Guglielmi, il noto botanico-giardiniere della famiglia Calvino (menzionato dallo scrittore Italo nel racconto "Un pomeriggio, Adamo"), il quale gli ha trasmesso l'amore per il mondo vegetale e gli ha insegnato la pratiche colturali e la difficile arte del giardinaggio.

 
 
 

L'AGAVE

Al genere Agave appartengono circa 300 specie di piante originarie del continente americano, dalla California all'Arizona, al Texas, Utah, fino ai Caraibi ed al Messico, distribuite in territori che vanno dal livello del mare a circa 2400 mt. s.l.m.
Il nome Agave deriva dal greco "agauos" che significa "magnifico".
Sono piante succulente (piante grasse) di dimensioni variabili, con foglie disposte a rosetta basale (nella maggior parte dei casi munite di denti e robuste spine), che possiedono la capacità di trattenere l'acqua al loro interno grazie a spesse cuticole cerose; tra l'altro la disposizione delle foglie è un ingegnoso adattamento all'aridità, in quanto permette all'esemplare di convogliare la scarsa acqua piovana disponibile, verso il centro della pianta e l'apparato radicale.
Buona parte di esse vive in aree contraddistinte dalla quasi totale assenza di piogge, con elevate temperature diurne e, nei territori montani, con forti escursioni termiche giornaliere o stagionali (per questo motivo vengono definite piante xerofile).
Presentano infiorescenze semplici o a volte ramose, con curiose forme che le fanno assomigliare a dei giganteschi candelabri; alcune di esse sono policarpiche (fioriscono più volte nel corso della loro esistenza), altre sono monocarpiche, fiorendo una sola volta nella loro vita tra il 10° ed il 40° anno di età, e dopo di che muoiono (non senza aver prodotto la tipica infiorescenza che in alcuni esemplari può giungere a quasi 12 metri di altezza).
L'utilizzo di queste piante da parte dell'uomo sembra risalire ad almeno il 10.000 a.C., e non c'è da meravigliarsi se al giorno d'oggi dell'Agave se ne conoscono ben 70 usi differenti, tra i quali la lavorazione delle grandi foglie per ricavarne fibre tessili, l'estrazione dei succhi per la preparazione di bevande, sostanze medicinali, ecc.
Le popolazioni pre-colombiane dell'America centrale le consideravano piante sacre e persino i conquistadores spagnoli rimasero stupefatti davanti a quello che definirono "l'albero delle meraviglie".
Per fare qualche esempio, dalla lavorazione delle foglie dell'Agave sisalana si ricavano le fibre tessili, Sisal e Henequèn, utilizzate per la produzione di vari manufatti quali cordame, tappeti, cappelli, ecc., molto diffusi negli stati del centro America.
Dallo sfruttamento di altre specie si ottiene una bevanda dolce chiamata Aguamiel, dalla quale, con una successiva lavorazione, si estrae uno sciroppo di Agave utilizzato in sostituzione dello zucchero di canna.
Nei racconti di Libereso Guglielmi, nel 1940 il professor Mario Calvino (il padre di Italo, lo scrittore), castrava le Agavi che venivano coltivate nei campi della Stazione Sperimentale di Floricoltura di Sanremo; quando le piante stavano per fiorire, il professore, munito di un tipo di roncola-accetta, tagliava le foglie centrali fino a ricavarne una specie di "coppella", dove dalla larga ferita, ogni giorno fuoriusciva una grande quantità di linfa zuccherina, l'Aguamiel.
Il liquido veniva raccolto in bottiglioni da due litri, e se lasciato fermentare ad opera di alcuni batteri, questo si trasformava in una sostanza liquida leggermente alcoolica, il Pulque, che è tuttora una delle bevande tradizionali più diffuse nel Messico.
Dalla lavorazione della parte centrale di un altro esemplare di Agave, l'Agave tequilana, si produce una bevanda alcoolica distillata molto famosa: la Tequila, mentre il Mescal è un altro distillato alcoolico ricavato dall'Agave americana, dall'A. angustifolia, dall'A. karwinski.
Inoltre da ulteriori manipolazioni di queste grandi succulente, si estraggono sostanze detergenti utilizzate come sostituto del sapone o sostanze medicinali utilizzate come lassativi.
Nel giardino mediterraneo l'impiego di grandi esemplari di Agave è da consigliare solamente a chi dispone di ampi spazi; nelle aree verdi di ridotte dimensioni è opportuno indirizzarsi verso le specie di dimensioni più contenute, quali l'Agave victoria-reginae, l'A. stricta, l'A. schidigera, magari sapientemente collocate nel giardino roccioso, sempre con esposizione in pieno sole e su suolo calcareo ben drenato, allo scopo di evitare ristagni idrici che porterebbero pericolosi attacchi fungini (da combattere con gli accorgimenti sopra citati e con fungicidi specifici).
Contro i più comuni parassiti animali che le infestano, afidi e cocciniglie, si può intervenire rimuovendoli manualmente con l'ausilio di uno straccio imbevuto di acqua e sapone neutro, oppure in caso di forti infestazioni, con alcuni antiparassitari fra i più comuni in commercio.
Sono sconsigliatele le concimazioni con fertilizzanti ad alto tenore di azoto, mentre sono da preferire i fertilizzanti ricchi in fosforo, potassio e microelementi, da incorporare nel terreno alla fine dell'inverno, prima delle piogge primaverili.

 

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