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Dalla Melanesia a Bordighera, la città delle palme, il lungo viaggio del punteruolo rosso

Dalla Melanesia a Bordighera, la città delle palme, il lungo viaggio del punteruolo rosso

Il punteruolo rosso non demorde, ma Bordighera e la Riviera di ponente vogliono salvare le loro palme. E' quanto emerso dal recente convegno che si è svolto a Bordighera - la città delle palme - il 31 gennaio 2014.
Il messaggio di speranza giunge dai risultati ottenuti con le più recenti sperimentazioni di lotta biologica messe in campo in Italia, Francia e Spagna. Nematodi e funghi saranno quindi le armi biologiche per difendere i nostri palmeti.
Nella prestigiosa sala del Museo naturalistico Clarence Bicknell, il Sindaco della Città di Bordighera Giacomo Pallanca ha accolto gli esperti, le Autorità del Servizio Fitosanitario Regionale ed ha fatto propria tutta la preoccupazione dei cittadini verso l'infestazione che incombe sulle palme, da secoli simbolo della città. Non dimentichiamo che Bordighera vanta ancora oggi un palmeto di Phoenix dactylifera straordinario e unico per la sua peculiarità storica.
Ma come è potuto giungere fino alle palme di Bordighera il punteruolo rosso?
Prima di arrivare ad aggredire le palme del ponente ligure il famigerato Rhynchophorus ferrugineus, ormai meglio conosciuto come punteruolo rosso, viveva tranquillamente da millenni in equilibrio con la natura nei suoi paesi di origine in Asia. Anche nel buio della foresta tropicale si nutriva di palme, ma non possiamo certo dire che vantasse una vita facile, perlomeno non come quella che oggi assapora nei nostri giardini.
Nell’ambiente originario - le foreste tropicali - coesistono una moltitudine di fattori limitanti che concorrono a mantenere un ordine naturale ancestrale. Ma, quando nel secolo scorso nel Sud est asiatico sono apparse le prime coltivazioni intensive di palme, si è rotto quell'equilibrio biologico frutto di una lunga coevoluzione tra animali e piante.
Fuoriuscito da un ambiente che lo limitava e lo confinava è avanzato verso occidente, percorrendo in circa cent'anni oltre 12.000 km. E' così che nel 2005 arrivava in Sicilia e successivamente in Campania, Lazio, Puglia, ed infine è comparso in Liguria, a Bordighera!
Le palme Phoenix canariensis sono le più infestate,il paesaggio mediterraneo è minacciato e il rischio è esteso ad altre palme, come Chamaerops humilis, che vive spontanea lungo parte delle coste delle grandi isole.
Ma quanto rischia veramente il patrimonio palmicolo della Riviera?
Nonostante le dimensioni del fenomeno, nella Liguria di ponente la moria non ha ancora assunto le dimensioni registrate in altre regioni. Conferma il fatto che se il punteruolo rosso è apparso a Bordighera nel 2007, solo nel 2010 ha raggiunto le vicine Sanremo e Ospedaletti.
Questo grazie al grande impegno del Servizio Giardini del Comune di Bordighera nel fronteggiare l'emergenza operando sempre in stretto contatto con il Servizio Fitosanitario regionale e il Centro Studi e Ricerche per le Palme. Certamente anche i cittadini di Bordighera con palme colpite dal parassita hanno contribuito fattivamente alla limitazione dei danni, dando nella maggior parte dei casi una pronta risposta nell’esecuzione degli interventi necessari sulle palme stesse.
Nella città dei Fiori l'emergenza è ancora circoscritta e non ha raggiunto le palme del vicino comune costiero di Taggia. Questi risultati sono il frutto di un grande impegno da parte delle Amministrazioni locali che, fin dal primo momento, hanno messo in atto tutte le tecniche di prevenzione e lotta disposte dal servizio Fitosanitario Regionale. La tolleranza zero praticata dai Comuni di Sanremo e Bordighera ha ottenuto un qualche risultato e premiato le scelte che hanno portato alla rapida eliminazione dei focolai.
In questi anni sono stati sperimentati vari metodi e strategie di contrasto, attingendo anche all'esperienza secolare della lotta contro i nemici naturali delle piante utilizzate in agricoltura.
La strada più facile è sempre stata quella dei pesticidi chimici, irrorati sulle foglie, somministrati alle radici o iniettati nello stipite con perforazioni endoterapiche.
Scelte non adottate dai servizi tecnici dei Comuni di Bordighera e Sanremo, che hanno sempre riservato un precauzionale rispetto per l'ambiente e la salute dei cittadini. Oltretutto in altre città dove questo arsenale chimico è stato messo in campo, i risultati finali sono stati ben al disotto delle aspettative.
Da qui la necessità di individuare in tempi brevi una tecnica di lotta efficace, ma allo stesso tempo rispettosa dell'ambiente e delle normative vigenti. In questa ottica si è distinta la sperimentazione condotta dai laboratori francesi della Natural Plant Protection (NPP) e da Vegetech con formulati biologici ottenuti da due diversi ceppi di funghi entomopatogeni Beauveria bassiana. Le prove eseguite in condizioni seminaturali hanno prodotto risultati interessanti, con una buona mortalità delle larve in proporzioni uguali o superiori rispetto all'impiego di formulati chimici.
Sempre in campo di biocontrollo, l'impresa spagnola IDEBIO ha presentato i risultati ottenuti con un bioinsetticida caratterizzato dalla combinazione di un particolare ceppo del nematode entomopatogeno Steinernemacarpocapsae e chitosano, la cui somministrazione alle palme ha dimostrato una buona efficacia nella lotta contro R. ferrugineus nei diversi ambienti sperimentali di pieno campo. Vale la pena evidenziare che tra i siti delle prove troviamo il giardino botanico di Valencia e la città di Ceuta in Spagna. Analoghe sperimentazioni condotte in Italia, sulla Riviera adriatica, confermano questi incoraggianti risultati. A dare maggiori speranze e di grande interesse scientifico è stata la presentazione del CRA/FSO di Sanremo, che ha illustrato i risultati della sperimentazione (Progetto PROPALMA) circa la suscettibilità di alcune palme, tra le più comuni alle infestazioni.
E' emerso che alcune specie, in particolare Washingtonia filifera, Phoenix dactylifera e Chamaerops humilis sono state sicuramente meno vulnerabili rispetto a Phoenix canariensis.
Sebbene possiamo accogliere con soddisfazione i successi che sono stati illustrati durante l'incontro, è comunque chiaro che non possiamo dire di aver individuato l'arma risolutiva per sconfiggere definitivamente il punteruolo rosso.
E' comunque chiaro che la speranza risiede nella lotta biologica, ovvero soluzioni che consentano di contenere i nemici delle palme tramite i loro limitatori naturali, quali microrganismi, predatori e parassitoidi. Gli stessi prodotti biologici sono compatibili con l'ambiente, non lasciano residuie rispettano la biodiversità dell'entomofauna locale. Allo stesso tempo consentono di trattare un gran numero di piante con costi contenuti e senza provocare ferite alle palme come avviene per l'endoterapia, tecnica che negli ultimi tempi si sta rivelando causa dell’insorgenza di alcune reazioni anomale del “sistema immunitario” delle palme sottoposte da lungo tempo a determinate metodologie di trattamento endoterapico.
In questa ottica, il Servizio Giardini del Comune di Bordighera in collaborazione il Centro Studi e Ricerche per le palme e altri istituti di ricerca, sotto il controllo del Servizio Fitosanitario Regionale, avvieranno interventi di protezione preventiva con l'uso di nematodi e chitosano presso il palmeto storico Winter e con Beauveria bassiana presso il suggestivo palmeto di Villa Garnier.
Le prove sperimentali avranno la durata di 12 mesi e saranno svolte a titolo gratuito.
Claudio Littardi.

La Redazione
25 marzo 2014

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