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Consegna ''Medaglia della Liberazione'' ad un Vallebonenco

Consegna ''Medaglia della Liberazione'' ad un Vallebonenco

In occasione della ricorrenza del 70° Anniversario della Guerra di Liberazione e della Resistenza, il Ministero della Difesa ha fatto ottenere le Medaglie della Liberazione conferite ai Partigiani, agli ex internati dei lager nazisti nonché’ ai combattenti inquadrati nei Reparti regolari delle Forze Armate, al fine di ricordare l’impegno, spesso a rischio della propria vita, di uomini e donne nell’affermare i principi di libertà e indipendenza sui quali si fonda la Repubblica e la Costituzione.
Il 25 Aprile 2016 alle ore 17,00 presso il Palazzo del Governo S.E. il Prefetto Silvana Tizzano ha consegnato 63 medaglie commemorative.
Con la presenza del Sindaco Roberta Guglielmi, una medaglia è stata consegnata al figlio Flavio in memoria al concittadino Antonio Cacocciola, il partigiano “Aurelio” (detto anche Scipione).
Classe 1923, figlio di una famiglia di origini operaie, compiuti i 18 anni si arruola nella Guardia di Finanza dove partecipa alle campagne di guerra ’42, ’44, ’45.
Nei primi anni ’50 viene decorato della medaglia di benemerenza per i volontari della seconda guerra mondiale.
Decorato della Croce di Guerra, decorato della Croce d’Argento al merito di servizio, autorizzato a fregiarsi del distintivo del periodo bellico e della guerra di liberazione.
Con l’avvento dell’armistizio dell’ 8 settembre 1943 sceglie di partecipare attivamente alla lotta partigiana inquadrandosi nelle formazioni partigiane del CLN appena formatesi. Combatté essenzialmente in Valtellina.
Per meriti di varie azioni di guerra fu nominato Capo Squadra (Sergente Maggiore).
Catturato dai nazisti presso Annemasse (F) in missione, viene inviato a Grenoble, per essere internato in Germania. Grazie alla collaborazione della resistenza francese riesce ad evadere. In un’altra occasione viene catturato insieme ad un collega finanziere in missione di collegamento con il CNL da fascisti a Savona e incarcerato a Marassi (Genova); in seguito ad un violento bombardamento nella zona riesce a fuggire dal carcere.
Qualche anno fa confidò al figlio: “Combattere la resistenza è stato duro, ma ritornare alla normalità non lo è stato da meno: la guerra era finita ma i metodi del vivere quotidiano non erano cambiati per niente. Ci sono voluti diversi anni per riprendere come italiani una vita di convivenza civile.”
Il vice Brigadiere Antonio Cacocciola manca il 22 dicembre 2015.

La Redazione
28 aprile 2016

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