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Il redditometro è lo strumento sintetico che
l'amministrazione finanziaria utilizza per
accertare il reddito dei contribuenti
italiani. La nuova versione del redditometro
deriva dal recepimento dell'art. 22, c. 1
del D.L. 78/2010.
Nell'incontro di presentazione alle
categorie economiche e professionali,
l'Agenzia delle Entrate ha diffuso
analiticamente le oltre 100 voci di spesa
che entrano nel calcolo del reddito
sinteticamente accertabile per ogni gruppo
omogeneo di nucleo familiare.
Per la stima del reddito, vengono prese in
considerazione più di cento voci, indicative
di capacità di spesa, divise in sette
categorie:
abitazione (abitazione principale, altre
abitazioni, mutui, ristrutturazioni,
collaboratori domestici, arredi, utenze,
ecc.); mezzi di trasporto, contributi e
assicurazioni (contributi previdenziali,
responsabilità civile, incendio e furto,
vita, ecc.); istruzione (asili nido, scuola
per l'infanzia, primaria e secondaria, corsi
di lingue straniere, master, ecc.); attività
sportive e ricreative e cura della persona
(sport, iscrizioni a circoli, cavalli,
abbonamenti pay-tv, alberghi, centri
benessere, ecc.); altre spese significative
(oggetti d'arte e antiquariato, gioielli,
donazioni, ecc.); investimenti immobiliari e
mobiliari netti (valutazione separata fra
biennio precedente e anno di stima).
Le prime sei costituiscono fonti di spesa
corrente, la settima è relativa agli
investimenti immobiliari e mobiliari netti,
e rappresenta il contributo al reddito
sintetico degli acquisti di beni patrimonio
effettuati dal contribuente.
La metodologia di stima si riferisce a 11
gruppi omogenei di famiglie, rappresentativi
della compagine sociale (coppie o single
differenziati in base all'età, alla presenza
o meno di figli, al numero di figli, etc.),
differenziate per aree geografiche (nord
ovest, nord est, centro, sud e isole).
Per ogni gruppo viene selezionato un
campione rappresentativo di famiglie, che
deve esprimere "realtà normali".
Qualora le spese effettive siano superiori
al reddito, viene rilevata la "non coerenza"
che, a seconda dello scostamento, può
generare un rischio di evasione:
- basso (senza conseguenze),
- medio o alto (il contribuente sarà
chiamato a fornire adeguati chiarimenti; in
mancanza, scatta l'accertamento sintetico ex
art. 38, D.P.R. n. 600/1973 o altro
accertamento basato su un diverso strumento
presuntivo).
Da novembre partirà una fase di
sperimentazione in collaborazione con le
associazioni di categoria e gli ordini
professionali. Attraverso un software
disponibile sul sito dell'Agenzia delle
Entrate, saranno acquisiti alcuni casi per
testare il nuovo strumento. Le elaborazioni
potranno essere oggetto di osservazioni
attraverso un canale appositamente attivato.
Ai contribuenti che faranno parte della
sperimentazione è garantito l'anonimato. La
fase di test e valutazione del nuovo
redditometro terminerà a fine febbraio 2012.
Per il direttore centrale dell'Accertamento
dell'Agenzia delle Entrate, Luigi Magistro,
il redditometro "serve per individuare un
rischio più o meno elevato di evasione e per
far capire al contribuente o a chi lo
assiste che l'Agenzia delle Entrate può
individuare il rischio". |