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RACCONTO SU BORDIGHERA: CLAUDE E ALICE

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CLAUDE E ALICE

 
Lettera ad Alice Hoschedè
da Claude Monet

Bordighera, 26 gennaio 1884

Cara Alice, oggi ho lavorato duro: cinque tele e domani conto di iniziare la sesta. Procede dunque abbastanza bene, anche se è tutto assai difficile da realizzare: queste palme mi fanno dannare e poi i motivi sono estremamente difficili da ritrarre, da mettere sulla tela. Qui è talmente folto dappertutto.... E' delizioso da vedere. Si può passeggiare indefinibilmente sotto le palme, i limoni e gli splendidi ulivi, ma quando si cercano dei soggetti è molto difficile. Vorrei fare degli aranci che si stagliano sul mare azzurro, ma non sono ancora riuscito a trovarne come voglio. Quanto al blu del mare e del cielo, riprodurlo è impossibile. Comunque, ogni giorno aggiungo e scopro qualcosa che prima non avevo saputo vedere. Questi luoghi sembrano fatti apposta per la pittura EN PLEIN AIR. Mi sento particolarmente eccitato da quest'esperienza e, dunque, penso di tornare a Giverny più tardi del previsto, anche se la vostra assenza disturba la mia serenità. Riposare accanto a voi è dolcissimo. La mia ispirazione se ne gioverebbe e potrei lavorare ancor meglio. In m etrova un cuore che l'ama, Alice. Claude

 
Lettera a Paul Durand-Ruel
da Claude Monet

Bordighera, 2 febbraio 1884

Caro Durand-Ruel, in quest'istante sta piovendo, cosa fortunatamente assai rara. ne approfitto, dunque, per indirizzarvi queste brevi righe e mettervi un poco al corrente di quello che ho fatto. Come già sapete, soggiorno a Bordighera e devo dire che sto vivendo un'esperienza umana ed artistica ricca e forse irripetibile. La riviera ligure è rischiarata da un sole che modella le forme ed accarezza la natura, e le barche dei pescatori solcano le acque d'un mare verde-blu che non vi posso descrivere a parole. Acqua, fiori e poesia si confondono in un'armonia musicale di colori che i miei occhi non hanno mai incontrato. Sto dunque lavorando nelle condizioni ideali e, proprio oggi, pensavo di dedicarmi agli apetti un pò esotici del posto, ma la pioggia mi ha fermato. Inoltre. per dipingere derti paesaggi bisognerebbe avere una tavolozza di gemme e diamanti. Comunque, sono sicuro di fare delle tele straordinarie. Prometto che vi terrò informato. Claude Monet

 
Lettera a Paul Durand-Ruel
da Claude Monet

Bordighera, 11 marzo 1884

Caro Durand-Ruel, ho deciso di scriverle per informarla della mia situazione. Scusatemi se non vi scrivo più spesso: voglio sempre farlo, ma alla sera sono troppo stanco e rimando la corrispondenza all'indomani. Del resto ho lavorato sodo. Gli inzi sono stati molto faticosi ed inoltre il tempo è stato spesso variabile. Comunque se mi sono dato da fare e ho fatto delle cose non buone, credo ve ne siano anche di valide. Mi trovo a Bordighera ormai da due mesi. I luoghi che mi circondano sembrano un vero e proprio paradiso terrestre: oasi di pace, che conciliano l'ispirazione. Proprio in questi giorni sto terminando un'opera che rende bene questo concetto. Penso d'intitolarla "Ville a Bordighera". Tutto ciò farà forse gridare alla scandalo i nemici dell'azzurro e del rosa, perchè è proprio questo splendore, questa luce di fiaba che tento di rendere, e chi non è stato qui griderà, ne sono certo, all'inverosimiglianza. benchè io sia molto al di sotto de vero tono tutto è "gorge de pigeon et flamme de punch", è mirabile ed io sono stregato da tutto... Il mare è una meraviglia e la campagna è ogni giorno più bella: sono incantato, ma non devo assolutamente lasciarmi sfuggire l'occasione di lavorare il più ,possibile per rendere quanto cero. l'istantaneità. Le cose facili, venute di getto. mi disgustano. Sono dunque preda d'un esasperato bisogno di rendere ciò che provo e mi auguro di non vivere ancora a lungo questo straziante senso di tormentosa impotenza. Spero vivamente di portarle tutta una serie di cose nuove... Le chiedo, però, di non parlare con nessuno di questo viaggio, perchè ci tengo a farlo da solo. Ho sempre lavorato meglio in solitudine, seguendo le mie sole impressioni. Tutto ciò assommerà un bel pò di denaro da restituirle, ma spero di realizzare dei capolavori, perchè il posto mi piace moltissimo. Non penso di poter tornare prima di un mese: ho sempre troppe cose da portare a termine. Non ho fatto delle tele grandi, ma una dozzina di tele da 30 centimetri, cosa già abbastanza considerevole. L'importante è completarle il più possibile, ma tornerò comunque con molte opere. Claude Monet

 
Lettera a Claude Monet
da Alice Hoschedè

Giverny, 21 marzo 1884

Mio amato Claude, finalmente vi porto buone notizie. La salute di mia madre è improvvisamente migliorata. Le cure hanno vinto la febbre e il dottore ha detto che l'arrivo della buona stagione le gioverà ancor più. Il momento di rivedervi dovrebbe esser ormai vicino. Ardo dal desiderio d'abbracciarvi e di godere delle tele che immortalano i luoghi che mi avete meravigliosamente descritto nelle vostre lettere. Ardo dal desiderio di carezze, di gioiose esplosioni d'amorosi incanti e d'attimi di perdizione infinita. Ardo dal desiderio di donarvi la mia anima, gonfia d'amore. A presto, vostra Alice

 

FERNANDO BASSOLI

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