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Bordighera, Scuderia delle Palme: che avventura!

Bordighera, Scuderia delle Palme: che avventura!

Era il 1966. Sugli schermi cinematografici il film in voga era “Un uomo, una donna”, con Jean Louis Trintignant ed Anouck Aimèe. A Londra nascevano i Pink-Floyd. L’Alfa Romeo presentava la Spider Duetto, la Fiat esponeva la sua 124 spider e l’automobile era una chimera per la maggior parte della popolazione, specialmente per i giovani.
Dai Juke-box Adriano Celentano lanciava la sua canzone innovativa “Il ragazzo della via Gluck”. In Formula 1 Jack Brabham vinceva il suo terzo titolo mondiale, Jackie Stewart vinceva il Gran Premio di Monaco. Il karting permetteva di provare le prime emozioni della velocità e della competizione a basso costo.
Altra canzone del momento era “Bandiera Gialla”, un’affermazione di libertà, di gioia. Intanto Pauli Toivonen conquistava il Rally di Montecarlo con una monumentale Ciroen DS. Ed i Rally incominciavano ad appassionare i ragazzi bordigotti: la vicinanza con Montecarlo, che il Rally lo aveva inventato nel lontano 1911, e con Sanremo, dove nel 1961 il Rally moderno era diventato realtà anche in Italia, contribuiva ad aumentarne il fascino anche in questa nostra fascia di estrema Liguria.
E’ in questo contesto che un gruppo di giovani al bar di Piani Borghetto si incontravano per giocare alla “belotta” o per organizzare qualche gita domenicale nell’entroterra con ciclomotori, motociclette, scooter, e qualche automobile rabberciata (qualche 500, una 600, anche una vecchia Fiat 509 del 1925 ed una Topolino del 1936...).
Il bar è del padre di Daniele Audetto, che ha già provato a partecipare ad un paio di garette di regolarità con l’Alfa Romeo Giulia del padre, il mitico “maresciallo”. E l’animatore di quella combriccola sono io, che da tre anni ho dato concretezza alla mia passione per il motorismo divenendo corrispondente dell’importante rivista Auto Italiana per Liguria, Piemonte e Sud della Francia, con la perla di “inviato” a Parigi per il Campionato Mondiale di karting.
L’occasione di quelle gite domenicali mi ispira l’idea di creare un club, con tanto di tessere e stemma: l’Auto-Moto Club Piani Borghetto. In primavera ne parlo con Daniele il quale mi stoppa dicendomi di aspettare qualche mese: lui sta per aprire una cremeria che sarebbe la sede ideale per il club ed insieme cominciamo a progettare in grande. All’inizio di quel 1966 Daniele ha già partecipato al Rally dei Fiori (così si chiamava allora il Rally Sanremo) come navigatore di Francesco Bascianelli, su una Alfa Romeo Giulietta TI, ed io ho organizzato tutto il piano di assistenza, potendo contare su di una rete di amici meccanici della zona. L’equipaggio conclude la gara al 35° posto ed è una grande soddisfazione per tutti.
Dunque si fa strada l’idea di allargare il progetto e di fondare una vera e propria Scuderia. Il nome è presto trovato: pescando nella tradizione di Bordighera che nei primi anni ’50 aveva organizzato il Rally della Palme (di regolarità) si chiamerà “Scuderia delle Palme”.
In estate Daniele apre la cremeria, il leggendario “Daniel’s”, ed inizia il tam-tam. Appassionati locali e turisti stagionali si dimostrano entusiasti di aderire all’avventura e nell’autunno del 1966 nasce davanti al notaio la Scuderia delle Palme. Bruno Mensi realizza un bellissimo scudetto adesivo da apporre sulle auto e disegna la tessera.
Ed abbiamo anche uno sponsor: la Funel profumi, il cui direttore è il nostro presidente. E’ un successo. Giovani e meno giovani, di Bordighera ma non solo, aderiscono al progetto. Lo scudetto adesivo è ambìto ed esposto sulle fiancate o sul retro delle auto. I clienti che frequentano la cremeria Daniel’s si iscrivono, complice la capacità di convincimento di Audetto, numerosissimi. Ma quel che più ci sorprende è che i praticanti dello sport automobilistico della zona, grazie anche al fatto che il nostro munifico sponsor garantisce iscrizioni gratuite alle gare ed interessanti premi a fine anno, entrano a far parte della nostra Scuderia: da Sanremo, da Imperia, da Albenga...e poi, grazie anche all’entusiastica collaborazione del torinese Pier Matta, un bel gruppo di piloti torinesi di prestigio: Pilone, Regis, Dal Cason si iscrive alla Scuderia che, fin dal primo momento, ha avuto l’appoggio e l’adesione di Gigi Taramazzo, il pilota già affermato che è ben felice di trovare un ambiente che lo rispetta e lo mitizza proprio nella sua Bordighera.
Le iscrizioni aumenteranno fino a sfiorare le 500 unità, fra soci normali, sostenitori e piloti. Noi garantiamo un’assistenza completa, burocratica - la mia attività giornalistica mi consente di rapportarmi direttamente con la dirigenza della Commissione Sportiva Nazionale - per licenze ed iscrizione alle gare, e tecnica, con squadre di assistenza nelle varie competizioni. La collaborazione dei preparatori Vico e Rolando e le esperienze di Cassini, Salvetti e Realini sono preziose.
Con Audetto ci rechiamo anche all’assemblea nazionale della Commissione Sportiva a Torino, e lì facciamo valere le nostre ragioni affinché il rallismo ottenga maggiore attenzione incassando consenso e sorprendendo un ambiente fino ad allora piuttosto ingessato.
La nostra sede, la cremeria Daniel’s, diventa il punto d’incontro di tutti gli appassionati della costa del ponente, ed anche i piloti ufficiali delle Case - Cella, Munari e tutto il fior fiore della rallismo italiano - che capitano in zona per le prove del Rally di Montecarlo o di quello dei Fiori, eleggono a loro ritrovo il Daniel’s. Serate infinite e ricche di racconti e di esperienze, in un ambiente che amalgama sport, jazz ed arte, grazie alle passioni di Daniele condivise da tutti noi. Artisti come Francesco Biamonti, Ennio Morlotti, Guido Seborga, Gianantonio Porcheddu si mescolano a questo gruppo di scatenati dell’auto. Un episodio di aggregazione che attira come una calamita anche chi per il nostro sport non ha specifico interesse. Diventa un volano ed aumentano gli iscritti, ed anche le partecipazioni alle gare. Ai piloti di punta Taramazzo, Pilone, Regis, Dal Cason, e sulla scia del grande amico della Scuderia Leo Cella che è pilota ufficiale della Lancia, si aggiungono parecchi giovani talenti: al Rally dei Fiori del 1967 la Scuderia partecipa con ben 12 equipaggi divisi in due team.
Nel 1969 c’è un episodio significativo: in quell’anno Taramazzo partecipa al Rally con una Porsche 911 preparata dalla Casa appartenuta al Campione Europeo della specialità, il polacco Zasada. E lo stesso Zasada partecipa con una nuova Porsche ufficiale, mentre lo jugoslavo Palikovic gareggerà, in coppia con Audetto, con una terza Porsche preparata a Stoccarda. Il nostro vicepresidente è Wolfgang Bock, titolare di una grande azienda floricola, amico personale dell’ingegner Piech, nipote di Ferdinand Porsche e direttore dell’azienda. Chiediamo allora di poter iscrivere anche Zasada come pilota della Scuderia ed otteniamo l’assenso. Quando vado a presentare la lista dei nostri 12 equipaggi all’Automobile Club di Sanremo il segretario della manifestazione esprime dei dubbi su tale adesione e, spinto anche da Cesare Fiorio che da direttore sportivo della Lancia vede un rischio del suo team per la classifica a squadre, mi chiede la sottoscrizione firmata di Zasada sulla scheda di iscrizione. Firma presto ottenuta, ma...sempre per la stessa ragione mi viene richiesta anche la firma dell’ing. Piech. Nessun problema, ovviamente, e questo lascia di sasso l’organizzatore e Fiorio. La gara ci farà prima fremere di entusiasmo, e poi deludere perché proprio Zasada sbatte quando era al comando del rally e noi con Taramazzo 3° e Palikovic 5°, grazie anche al 15° posto di Ricci, ci dobbiamo accontentare del 2° posto nella classifica a squadre, dietro alla Lancia HF che vince con Kalstroom. Un successo sfumato per pochissimo. Ma ci rifaremo vincendo ben due titoli italiani per Scuderie nella serie delle gare in salita, principalmente per merito di Gigi Taramazzo, ma anche dei tanti ragazzi che partecipano a decine di gare. In totale potremo annoverare nei 6 anni di attività della Scuderia almeno un migliaio di partecipazioni a Rally, gare in salite, pista e regolarità. Pensate che con il nostro marchio ha gareggiato un po' in tutta Europa il pilota torinese Bertolo con vetture di Formula nelle gare in salita, e non solo.
Nel frattempo abbiamo anche movimentato la città organizzando due cacce al tesoro automobilistiche estive e notturne che hanno fatto epoca mobilitando la città intera e tutta la costa dell’estremo Ponente. Ed il successo continuerà anche quando vien meno il supporto dello sponsor: ormai la “Scuderia delle Palme" è un “brand” vincente ed affermato.
Ma la Scuderia ha anche il merito di aver lanciato nelle competizioni tanti nomi e addirittura dei futuri campioni, come il nostro amato Amilcare Ballestrieri, e dei manager di prestigio come Daniele Audetto.
Abbiamo anche sofferto momenti tristi, in quei giorni: la morte di Renato Maccario, uno dei fondatori, in un banale incidente stradale, e quella di Leo Cella, sulla pista di Balocco quando con l’Alfa Romeo Sport Prototipo fu vittima di un terribile incidente.
Questa è la storia di un “fenomeno” a cui allora abbiamo dato vita. Poi, per i nostri impegni professionali di ragazzi ormai maturi - sia io che Daniele proiettati in questo rutilante mondo delle competizioni automobilistiche, ognuno nella sua sfera - la Scuderia ha chiuso l’attività lasciando però una grande memoria ed una grande eredità. Noi pensiamo che Orlando Dall’ava, Silvio e Sergio Maiga, Mauro Mannini, Luca Pazielli, Claudio Berro, Guido Rancati, Franco Fiorucci, Ermanno Gagliolo ed anche Max Blancardi, abbiano acquisito il bacillo delle corse proprio da quella nostra iniziativa un po' “pazza” del 1966: la Scuderia delle Palme.
Per questo abbiamo voluto festeggiare i 50 anni dalla fondazione:
http://www.bordighera.net/intensi-ricordi-e-commozione-alla-festa-del-50-di-fondazione-della-scuderia-delle-palme-n62803

Renato Ronco
14 novembre 2016



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