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Bordighera, Rotonda: la risposta di Corrado Ramella alla replica dell'Amarea

Bordighera, Rotonda: la risposta di Corrado Ramella alla replica dell'Amarea

Gentile Direttore,
ritengo utile intervenire nuovamente giacché troppo cose vengono gettate nel calderone in modo strumentale, senza tenere nel dovuto conto, da un lato, volutamente, il ragionamento di fondo del mio intervento e dall’altro l’obbiettivo vero che dovrebbe essere l’interesse generale, che per me è preminente (in particolare quando si parla di spazi pubblici) e consiste in un intervento rispettoso del vincolo Ronchey, col minor impatto paesaggistico possibile, che dia la maggiore visibilità per la chiesetta di S. Ampelio e consenta la completa fruibilità pubblica.
Ritengo utile intervenire di nuovo soprattutto quando vedo che così facilmente si tende scambiare l'interesse particolare con quello generale, quando si tende a fare un uso strumentale dell'ambientalismo e quando si danno letture di convenienza, come, a mio giudizio, è in questo caso.
Vengo al merito:
1. Credo di avere dato una lettura corretta della vicenda Rotonda e, ribadisco, tesa a fare chiarezza in una vicenda in cui troppi cercano di muoversi secondo le proprie, magari legittime, convenienze. Anche se sul piano tecnico posso avere fatto qualche errore (in realtà l'unico è forse quello di aver detto che lo sbancamento è “per una parte, la parte maggiore” quello relativo all'Amarea, forse era più corretto usare l'espressione “per una buona parte”, in realtà anche la prima espressione risulta avere un suo senso, come spiegherò), e come ho scritto, ho lasciato uno spazio di verifica cui provvederò, riconfermo comunque in toto la mia posizione.
2. Una lettura diversa sui dati tecnici, è possibile, ma verrà approfondita e verificata nella sede tecnica preposta. Invece mi interessa intenderci sul termine sbancamento e sulle sue finalità. Non ritengo sbancamento lesivo dell'integrità del luogo la rimozione di terrapieni (come quello prospiciente la chiesetta o come quello sul piazzale del parcheggio,) o la demolizione di strutture o superfetazioni comunque non facenti parte della struttura originaria del Capo o dello status pre-Casinò, o ancora lo scavo necessario alle fondazioni per l'inserimento di strutture quali l'anfiteatro e il belvedere (siano esse queste o altre più ridotte, come auspicabile). Così come non considero lesivi quegli interventi che comunque siano destinati all'abbassamento della struttura Rotonda e alla riduzione del suo impatto planimetrico, così come imposto giustamente dalla Soprintendenza, e quindi funzionali a mettere in luce e rendere visibile la chiesetta anche dal lato ovest. Cioè quando si agisce con una finalità di interesse pubblico e di valorizzazione di risorse comuni.
3. Ritengo invece lesivi dell'integrità del Capo quegli interventi di sbancamento che, oltre ad essere estremamente onerosi, possono intaccare la struttura del terreno originaria o comunque pre-Casinò e che comunque non vengono realizzati per finalità pubblica, ma per andare incontro ad esigenze particolari, fra questi, forse, alcuni tratti nella parte alta dell’anfiteatro e quello del locale commerciale sottostante. Anche se il privato, in questo caso l'Amarea, anche se soltanto ora, ha dato la disponibilità a rinunciare a tale ampliamento (o ha già fatto marcia indietro?).
Questa è la mia opinione, non quindi l'opinione di un tecnico, ma di una persona che sul piano culturale e politico si occupa di queste tematiche da molto tempo.
4. Non condivido neppure la lettura del volume dello sbancamento a favore del locale commerciale come limitato a 600 m3. Questo è la misura dello spazio progettato e eventualmente utilizzato, ma per realizzarlo credo che lo sbancamento debba essere ben superiore, perché in quel punto l'altezza del capo non è di 3 metri, ma può arrivare a 5-6-7 m., a occhio di cittadino. Purtroppo non mi accontento delle spiegazioni di parte, ma preferisco verifiche tecniche neutre;
5. Inoltre ci tengo a ricordare agli scriventi, che forse non hanno buona memoria, né di quanto da loro stessi presentato, né dell'oggetto della discussione, che le osservazioni presentate dall'Amarea nel gennaio 2015 toccano vari argomenti di legittimo interesse privato (altezze del locale troppo ridotte, possibilità di avere in concessione il locale accessorio, addirittura richiesta di espandere la Rotonda verso Ponente (?!), possibilità di utilizzare per il ristorante il locale cabine...), ma non toccano assolutamente l'argomento dello sbancamento, del problema ambientale o quello archeologico. 
Che poi si chieda di lasciare la Rotonda così com'è (arretrandola un po' a levante), diciamo che questo risulta essere lo scopo evidente degli interventi degli scriventi e spiega molto sulla contrarietà assoluta a ogni riduzione. Addirittura  si arriva a considerare negativamente ”la scelta di rimpicciolire la rotonda e la sovrastante piazza”, e si aggiunge che i progettisti “avrebbero potuto recuperare volumetrie a ponente, espandendo il manufatto” (?!)
Ma noi riteniamo che alla Rotonda, così com'è, o addirittura con una sua eventuale espansione a ponente (!), sia da preferire tutto ciò che va verso riduzione delle altezze e dei volumi; anche se sicuramente il progetto attuale, non ci soddisfa dal punto di vista ambientale e della percezione paesaggistica e potrebbe e dovrebbe essere ulteriormente migliorato;
6. In ultimo volevo ricordare sempre agli scriventi che il grosso delle osservazioni sono state presentate dal sottoscritto in particolare nei confronti del progetto Bosio e successivamente in collaborazione con il gruppo Bordighera in Comune (che in consiglio rappresenta anche SEL) nei confronti del primo progetto Pallanca. E, mi permetto di dire, fortunatamente per la città, queste osservazioni hanno avuto un esito positivo, visto che il progetto è stato ridotto in maniera considerevole e nei limiti del decreto Ronchey. Sempre come promemoria ricordo che comunque ci siamo pronunciati pubblicamente anche sull'ultimo progetto, esprimendo le nostre perplessità, proprio in riferimento allo sbancamento pro Amarea.
Sulla mia attenzione nei riguardi della questione Rotonda ricordo soltanto che essa risale almeno al 1992, alle origini dunque della questione Rotonda; impegno che, mi pare, ha sempre avuto un suo profilo di coerenza, disinteresse e onestà intellettuale. Per quanto attiene alla Conferenza dei servizi, si partecipa ad essa avendone i titoli.
Quindi, per quanto mi sforzi, proprio non riesco a prendere lezioni da chi, a mio giudizio, non sembra avere a cuore, su questa questione e per comprensibili e legittimi motivi, l'interesse pubblico.
Cordialmente.
Corrado Ramella.

La Redazione
15 gennaio 2016



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