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Bordighera: rivive la ''Confraternita di San Bartolomeo Degli Armeni''

Bordighera: rivive la ''Confraternita di San Bartolomeo Degli Armeni''

Anche al rito di chiusura della Porta Santa della chiesa di Sant'Ampelio, a Bordighera hanno partecipato come oramai da tempo alle più importanti celebrazioni liturgiche della nostra città: con le antiche lanterne, ed i vestimenti con i colori bianco e verde, che da sempre la contraddistinguono, i componenti della ricostituenda "Confraternita di San Bartolomeo Degli Armeni".
Sodalizio fondato nel lontano 1487, ma la cui data certa è il 1517, come riportato sull'antico logo, tutt'ora visibile.
Perché far rivivere un'antica Confraternita in oblio oramai da quasi 100 anni?
Forse per il bisogno di un po di spiritualità o forse più semplicemente per aiutare chi è meno fortunato di noi, e farlo con la massima discrezione, come si faceva un tempo, quando i Confratelli nelle cerimonie pubbliche sfilavano incappucciati, in quanto chi riceveva il loro aiuto, non doveva sapere chi fossero i loro benefattori per non essere messo quindi in imbarazzo. Il giorno d'oggi questo non è più possibile, in quanto non si può apparire in pubblico incappucciati, anche se in qualche grande occasione di sacre processioni è concesso.
Quindi è per questo che non sono mai usciti sino ad oggi scritti inerenti a questo nostro riconfermato sodalizio.
La nostra sede, gentilmente concessaci dal Nostro Parroco Abate Don Angelo è sempre l'antica sede originale, l'Oratorio, che ancora ne porta il nome, di San Bartolomeo, nel centro storico che è stato la chiesa parrocchiale, di Bordighera sino al 1617. prima di essere venduta, appunto, alla Confraternita.
Le Confraternite, sono associazioni laiche, di credenti, nate nei primi secoli del secondo millennio per seppellire i morti, curare gli ammalati, aiutare i bisognosi, sia moralmente che materialmente, facendo la dote alle ragazze povere, o raccogliere fondi per riscattare i prigionieri fatti schiavi dai barbareschi, e per aiutare i Parroci ad assistere la comunità che li circondava, con il loro volontariato.
E noi con molta umiltà, vorremmo continuare questa antica tradizione, se pur nel terzo millennio, rivolgendo le nostre attenzioni ai meno fortunati dei giorni nostri che ancora sono molti, con quanto le nostre modeste forze ci permettono di fare.
Dino Taggiasco nel suo libro "Bordighera" narra con la sua consueta ironia un brano che parla appunto di questo antico sodalizio, che vi proporrò come lui stesso ha descritto.
"Non è fuori luogo riportare che la festa di San Bartolomeo veniva solennizzata con molta pompa il 24 di agosto.I nostri giovani si facevano sbarbare ed arricciare a dovere, per recarsi all'Oratorio, dove il Priore aggiudicava il diritto di trasporto della statua, alla squadra maggior offerente. Se per caso l'appalto riusciva favorevole ai forestieri, era una mortificazione, una specie di lutto generale, i bordigotti allungavano dei musi bronciosi che facevano scappare le lagrime. Per fortuna il più delle volte la statua era portata dai nostri, i quali indossavano un camice chiaro ed una mantellina verde. Passavano alteri sotto il dolce peso, ammirati dalle fidanzate e dalle mamme che andavano bisbigliando commosse".
- I sun propriu i cieù beli zuveni du paize de Burdeghia, oè! -
Franco Zoccoli (Priore).

La Redazione
22 novembre 2016

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