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Bordighera: riflessioni, ricordi, amarezze di Carlo Bagnasco e forse ''asilo culturale'' in altra nazione

Bordighera: riflessioni, ricordi, amarezze di Carlo Bagnasco e forse ''asilo culturale'' in altra nazione

Per ricordare un grande pittore dell'800, per non dimenticare i gravissimi torti subiti e l'inizio di collaborazione con una grande realtà internazionale.
Il 25 gennaio del 1927 si spegneva a Bordighera uno dei più grandi pittori dell'800,Pompeo Mariani, artista di fama internazionale, come spesso avevano sottolineato i grandi critici dell'epoca.
Nell'occasione della commemorazione della sua dipartita, è mio desiderio e della mia famiglia comunicare alcune riflessioni.
Dopo la pubblicazione il 2 agosto 2015, dell'articolo su La Repubblica edizione Liguria a cura di Marco Preve,che aveva evidenziato e sintetizzato quello che è stato “l'assalto a Villa Pompeo Mariani”,dopo il servizio televisivo sul TG3 Liguria, edizione serale del 4 agosto 2015, dopo il servizio a noi dedicato da Dagospia, dopo la trasmissione del 4 di novembre 2015 su La7 “La Gabbia”, senza ricordare le decine e decine di articoli pubblicati ed i servizi televisivi a noi dedicati da varie testate giornalistiche ed emittenti televisive italiane e straniere, atti a segnalare la nostra assurda vicenda e la nostra importante attività culturale, vogliamo in questa circostanza, ribadire che si è fatto il possibile e l'impossibile per impadronirsi di Villa Pompeo Mariani e del suo prezioso ed unico contenuto, ma anche per costringerci a cedere contro la nostra volontà tutto quello che per anni avevamo voluto difendere e conservare.
Una vera e propria “associazione a delinquere” si è attivata,con il suo sistema capillare ed efficace.
Ci sono arrivate multe assurde,di ogni tipo,che ci hanno costretti a pagare legali e commercialisti,ci sono stati applicati interessi usurari sia in sede di mutuo,sia in sede di conversione del pignoramento;con fatica,siamo arrivati alla conversione del pignoramento di Villa Mariani, con rate stabilite di 62.000 Euro mensili per la durata di 18 mesi ed addirittura si è arrotondata in eccesso la somma totale da liquidare. Non sono stati notificati ai diretti interessati le convocazioni per poter adire alla conversione del pignoramento di un altro immobile pignorato e così è stata messa in vendita all'asta l'unica casa appartenente a mia sorella,vedova di Alessandro Palazzo,una delle sei vittime,il 2 ottobre 1996 della tragedia della Snam Portovenere.
Senza parlare delle azioni legali,civili e penali attivate nei miei confronti e nei confronti delle persone a me vicine per screditarci e infondere dubbi sulla nostra onestà e credibilità. Azioni attivate da parte di individui che ritenevamo “amici” ed ai quali avevamo raccontato,con piena fiducia,le nostre traversie.
Abbiamo subito un enorme furto all'interno del caveau della Banca MPS di Genova,atto a privarci di quella liquidità, in grado di sopperire alle nostre esposizioni finanziarie del momento ed a finanziare in completa autonomia innumerevoli futuri progetti.
Ad oggi,purtroppo non si sono individuati i responsabili e dove siano finiti quegli importanti beni, tra cui un disegno “capolavoro” di Edgar Degas.
Abbiamo dovuto svendere opere importanti di Pompeo Mariani,degne di figurare vicino ai capolavori di Monet, Renoir, Sargent, Sorolla ed altri importantissimi impressionisti.
Abbiamo subito ogni sorta di offese,umiliazioni e denigrazioni e si è cercato di costringerci ad una resa senza condizioni.
Una vera e propria “guerra” è stata scatenata,senza risparmiare persone deboli ed indifese,ma come ci disse un noto avvocato “Era giusto che avvenisse così”, perchè dovevamo pagare pegno per la grande fortuna avuta, nell'acquisire Villa Pompeo Mariani e le importanti collezioni dell'artista.
In tutte queste vicende poche persone ci sono rimaste vicine e ci hanno aiutato a resistere.
E' stato spiacevole constatare come la Regione Liguria, la Provincia di Imperia ed il Comune di Bordighera non ci siano stati vicini e di conforto.
Credo che si dovrebbe essere orgogliosi di avere sul proprio territorio un bene museale di così grande importanza un Atelier d'artista definito dallo stesso Ministero dei Beni Culturali “uno dei più importanti a livello mondiale”,ed invece in tutta questa vicenda ci si è dimostrati insensibili e distaccati.
Per questo motivo la mia famiglia, la Fondazione Pompeo Mariani ed il sottoscritto hanno chiesto “asilo culturale” ad un altro Paese della Comunità Europea.
Non è mai stata nostra intenzione piegarci ad organizzazioni poco cristalline, per venire in qualche modo “usati”. Vogliamo rimanere liberi ed indipendenti e lavorare e portare avanti i nostri progetti con persone di alto profilo morale e culturale, prive di sentimenti di rancore e di invidia.
Un accorato appello, per finire alla Magistratura, sia civile che penale, affinchè in tempi brevi accerti i responsabili di questo “disegno criminale”, in modo di ritornare in possesso dei nostri beni, di venire risarciti degli enormi danni morali e materiali subiti e di quelle somme di denaro, versate in eccesso,che “ob torto collo”, abbiamo dovuto consegnare, per evitare che Villa Pompeo Mariani fosse venduta all'asta e depredata del suo inestimabile contenuto.
Carlo Bagnasco - Presidente Fondazione Pompeo Mariani.

La Redazione
27 gennaio 2016

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