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Bordighera: riflessioni di lettore dopo 3 mesi di differenziata

Bordighera: riflessioni di lettore dopo 3 mesi di differenziata

Sono ormai trascorsi oltre tre mesi dall'inizio della raccolta differenziata dei rifiuti "porta a porta" a Bordighera: un periodo sufficiente per fare una prima riflessione, da cittadino, sui risultati ottenuti.
Riflessione che si basa sull'osservazione quotidiana, non certo sui dati che per noi comuni mortali non sono disponibili. Leggiamo cifre da record sulle percentuali che sarebbero state raggiunte in un così breve periodo, mentre osserviamo in strada, e in prossimità delle isole ecologiche, un'enorme quantitativo di rifiuti indifferenziati abbandonati al loro destino da cittadini che non hanno capito (ipotesi benevola) o che deliberatamente non collaborano alla corretta differenziazione (ipotesi dolosa).
Ricordo che nelle riunioni ante-rivoluzione erano ribaditi, sempre, due concetti:
- il controllo e la sanzione per gli inadempienti; dopo un primo periodo di "educazione non sanzionata, ma ben evidenziata dall'apposizione di un coloratissimo avviso giallo", si sarebbe passati alle sanzioni;
- il principio ”chi inquina paga”, con il relativo sgravio per chi si comporta correttamente riusando, differenziando e riciclando tutto il possibile; la "tariffa puntuale" avrebbe fatto pagare in ragione dei rifiuti conferiti.
Viene da chiedersi quali provvedimenti sono stati attuati, quali e quante persone sanzionate, quali provvedimenti sono stati presi per gli inadempienti, come e se sono stati individuati. E' evidente a tutti l'imbarazzante situazione di degrado cittadino, con sacchetti ovunque nonostante il rincorrere febbrile degli addetti alla raccolta che con molte difficoltà e tanto impegno provano a tamponare la situazione.
Se i codici non vengono acquisiti, né quelli sui mastelli, né quelli sui sacchi grigi, come è possibile implementare una "tariffa puntuale" che dovrebbe essere calcolata sul numero dei conferimenti e sulla loro puntuale quantificazione?
Insomma "chi inquina non paga", chi raccoglie responsabilmente non viene premiato perché non viene puntualmente rilevato il codice al momento del conferimento. E chi non conferisce affatto, non identificato e richiamato: chissà dove porta i suoi rifiuti: nei comuni limitrofi? Li abbandona a casaccio? Li inserisce nei contenitori di altri rifiuti inquinando la raccolta differenziata? Tutto questo quanto inificia il risultato, falsandolo?
Quantomeno coloro che mai hanno conferito, e ce ne sono molti, potrebbero essere facilmente individuati attraverso la rilevazione “puntuale” dei codici. E allora perché tanta burocrazia nel ritiro dei mastelli e dei sacchetti, con CF e bolletta ? A cosa sono serviti se poi non si utilizzano per rilevare il corretto conferimento ?
Per non parlare del metodo di raccolta: il "lancio del sacchetto nel camion", posto in alto, funzionale al precedente metodo di raccolta con i cassonetti stradali: anche i mezzi utilizzati non sono all'altezza e il personale, prima o poi, si ritroverà a scontarne le conseguenze fisiche.
Le perplessità sono molte, la Tari aumenta, l'ambiente urbano vede moltiplicarsi i cassonetti (più piccoli ma più numerosi di prima e spesso sui marciapiedi), i sacchetti sono ovunque, i comuni limitrofi si lamentano dell'accresciuto carico di rifiuti: è legittimo porsi la domanda se tutto questo è meglio di prima o peggio? Personalmente, nonostante la mia assoluta convinzione che si debba differenziare, recuperare e riciclare il max possibile, comincio a nutrire seri dubbi sul come tutto questo questo è stato tradotto in pratica. Ma mi chiamo Speranza e non posso che essere ottimista.

Luigi Speranza
5 giugno 2016



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