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Bordighera: presentato il progetto di restauro della chiesa di Sant'Ampelio

Bordighera: presentato il progetto di restauro della chiesa di Sant'Ampelio

E’ stata la Ex Chiesa Anglicana che ha accolto ieri pomeriggio, sabato 20 aprile 2013, la presentazione dell’ambizioso programma di restauro della Chiesetta di Sant Ampelio ed un folto pubblico di “bordigotti”, e non, ha partecipato con attento interesse, coprendo ogni posto disponibile.
E’ stato affidato a Rodolfo Berro il compito di presentare la conferenza alla quale, tra gli altri, ha partecipato come illustre ospite S.E. Monsignor Alberto Maria Careggio, Vescovo della Diocesi Sanremo-Ventimiglia.
Nelle parole di apertura di don Marco Gasciarino è stato espresso tutto l’amore e la devozione che la cittadinanza di Bordighera ha nei confronti del suo Santo protettore giunto dalla lontana Tebaide “non perché voi mi chiamaste ma perché io vi scelsi come figli”, come si legge nella più antica testimonianza dell’affetto di Sant’Ampelio per i suoi noi.
Don Marco ci ha ricordato come la mano destra del Santo sia libera dal martello di fabbro, ma nella sinistra tenga con gesto di dono il dattero, quale messaggio a lasciar perdere il conflitto ma seminare il bene e la pace.
A seguire le parole della presidentessa del comitato, Renata Olivo, la quale ha voluto sottolineare come il restauro abbia la volontà di conservare nel rispetto ciò che è nella viva memoria dei cittadini, ricordando come Sant’Ampelio sia fortemente legato al nostro destino.
Alla dottoressa Daniela Gandolfi è spettato il compito di ricordare come Nino Lamboglia, fondatore dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, si sia occupato della figura del Santo negli incontri internazionali, portando in evidenza l’importanza della chiesetta nell’antichità.
Ed infine Anna Boatto, docente di architettura dell’università di Genova ha voluto precisare l’importanza che ha il restauro nel trasmettere nel futuro il pensiero del passato e di come sia delicato il compito di conservare il significato originale.
Agli architetti Aldo Panetta e Alessandro Liotta  è stato affidato l’impegno di trovare le soluzioni ideali.
“Il progetto di restauro è come un viaggio, come il viaggio che il Santo ha compiuto dalla lontana Tebaide sino agli scogli della nostra città”. Con questa frase è iniziata la coinvolgente spiegazione di come i due architetti abbiano letto il messaggio che la piccola chiesa ha portato ai giorni nostri e che il restauro vuole lasciare inalterato, ma amplificandolo e rendendolo fruibile ai futuri visitatori.
Partendo dal seme della palma, il dattero, che ha portato in dono agli abitanti, nasce l’idea del sagrato, realizzato in stile romanico con ciottoli di mare, raffigurante nel disegno il dattero centrale e le foglie della palma.
Rispetto e conservazione sono le parole che hanno accompagnato tutta l’esposizione dei lavori, perché in questa direzione deve essere visto il restauro.
Così verrà ripristinato il pavimento, tardo romano e tardo medievale, integrando con pietre della Turbie le parti mancanti. Anche l’acquasantiera sarà realizzata con lo stesso materiale.
Particolare attenzione verrà dedicata all’accesso alla Cripta, ora poco agibile. Al momento per aprire la botola sono necessarie tre persone e la discesa della scala è pericolosa; il nuovo accesso sarà realizzato in cristallo ed acciaio per una gestione semplice e sicura e permetta di vedere in trasparenza la parte sottostante anche quando è chiusa.
Una particolare attenzione è stata dedicata all’illuminazione della Cripta tramite luci a led in modo da mantenere il rispetto del luogo sacro.
Verrà altresì ripristinato l’ingresso alla stessa dagli scogli, ora chiuso, realizzando una porta in mogano, rivestito in piombo dall’esterno.
La maniglia di questa ricorderà nel disegno alcuni incavi che il mare ha scavato negli scogli.
E’ molto interessante questa ricerca di equilibrio con la natura circostante.
Quindi conservazione, così pure nella parte alta, il solaio, che verrà realizzato in ferro e travi di mogano, in modo da non appesantire troppo la struttura e quindi non richiedendo invasivi interventi sulle pareti per sostenerlo.
La sacrestia verrà completamente ridisegnata realizzando, nella parte a nord, un piccolo museo detto “della luce” con lo scopo di raccogliere la storia del Santo e dare anche una veste didattica alla costruzione.
Infine la parte esterna che non avrà bisogno di grandi trasformazioni ed il tetto, realizzato in “coppi” antichi.
Una porta a lato nord sarà l’accesso al Museo della Luce, illuminato da una vetrata con rosone a piombo che riprende nel disegno quello dell’ingresso principale.
La scala interna che dal solaio porta nella navata principale sarà in ferro battuto a ricordo dell’antico mestiere di Sant’Ampelio, il fabbro.
Infine grande attenzione per ciò che concerne l’utilizzo liturgico della chiesa e luce, colore e materia si legheranno in perfetto equilibrio per dare al presbiterio armonia.
L’altare, realizzato in monolite bianco, riprenderà il disegno del dattero e della foglia della palma, mentre a lato la lanterna votiva in ferro battuto reggerà una stadera in cui arde il cero votivo a ricordo della bilancia utilizzata dai pescatori nella vendita del pesce.
Un progetto ambito, curato ed attento. Questo è stato il parere del folto pubblico che ha celebrato con un caloroso applauso il termine della conferenza.
Ed un gustoso rinfresco organizzato ed offerto dall'Associazione “Descu Rundu” ha permesso il piacevole scambio di opinioni.
Finalmente a Bordighera si ricomincia a parlare seriamente di interventi conservativi e migliorativi per le risorse della città ed è un buon segnale che si parta dal rispetto per un simbolo così fondamentale nella nostra storia.
L’anacoreta Ampelio per alcuni, il Santo Ampelio protettore di Bordighera per altri, il simbolo di noi cittadini tutti.
L’impegno e la volontà del comitato a cui appartengono don Marco Gasciarino, Achille Grassi, Renata Olivo presidente, Rodolfo Berro, Giuseppe Bessone, Ferruccio Carassale, Assuntina De Benedetti, Adelmo Moro, Antonella Moro, Romolo Oliva, Claudia Roggero, Renato Ronco, Walter Simonetti e Franco Zoccoli è una risorsa che lascerà nella storia di Bordighera un segno profondo e deve essere lo stimolo corretto e forte per una ripresa di questa città che è una gemma preziosa, patrimonio di tutti.
Nell’elenco delle spese necessarie al restauro è evidente la grande necessità di aiuto che serve per sostenere questa iniziativa ed a questo fine riportiamo gli estremi per chi volesse contribuire con una valida offerta a questo ambito progetto ed entrare in modo attivo nel futuro della amata chiesetta di Sant’Ampelio.
Le offerte potranno pervenire direttamente alla Parrocchia di Santa Maria Maddalena di Bordighera Alta dal lunedì al venerdì orario 10,00/12,00.
Con Bonifico Bancario presso Cariparma Bordighera IBAN IT35A06230 48961 0000 4633 7449
Nel punto raccolta fondi durante le manifestazioni.
Per informazioni: segreteria Parrocchia telefono 0184-261791, e-mail: parrocchiasmariamaddalena@gmail.com

Valerio Moschetti
21 aprile 2013

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