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Bordighera: nuovo successo per il Teatro della Tosse con ''BOX 3D''

Bordighera: nuovo successo per il Teatro della Tosse con ''BOX 3D''

Continua a riscuotere approvazione la rassegna teatrale organizzata dal Comune di Bordighera in collaborazione con la Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse.
"La Tosse a Palazzo", nome scelto proprio perchè tutti gli spettacoli sono in programma al Palazzo del Parco di Bordighera, non smette di stupire e divertire gli spettatori e lo show di Alessandro Bergallo, proposto ieri sera, sabato 9 marzo, ne è stata la prova.
Un vero e proprio spettacolo interattivo, durante il quale il pubblico è diventato protagonista insieme all'attore: Bergallo ha anche affermato che alcune idee per lo spettacolo gli sono giunte tramite Facebook, noto social network.
Oltre a realizzare interviste nella sua Genova, infatti, per scrivere la sceneggiatura, l'attore si è avvalso degli scritti inviategli dai suoi contatti. Molti, tra il pubblico, si sono riconosciuti nelle parole lette da Bergallo.
L'attore ha portato in scena l'uomo del XXI secolo, malato di dipendenze impossibili da gestire e da guarire, se non attraverso la scelta di ricadere in dipendenze diverse.
"Siamo nella società del bisogno: ho bisogno! Ho bisogno! Ho bisogno!" ha ripetuto numerose volte Bargallo. Perchè? "Quando le cose vanno male, mi fumo una bella sigaretta. Quando le cose vanno bene, mi fumo una bella sigaretta. Questo mi dà la sensazione di essere padrone degli eventi e invece sono in loro balia!"
Come fare a resistere quando tutto intorno a noi non fa altro che ricordarci che abbiamo bisogno di tutto, anche se l'abbiamo già, e che possiamo averlo, ora, subito, immediatamente? La pubblicità, la televisione, il cinema ci inondano di messaggi che ci fanno sentire insoddisfatti di noi stessi, e al contempo ci offrono la soluzione più semplice: comprare, accumulare, riempirsi di oggetti.
Dopo questa parte dello spettacolo intitolata "Il narciso", Bergallo ha recitato "Facebook", leggendo alcune delle numerose testimonianze, nelle quali si è riconosciuto, ha così concluso: "Dipendo da tutto questo e da molto altro e ora lo so grazie a facebook".
E' stata poi la volta di "Role-play", tecnica utilizzata per ricreare l'occasione in cui si è verificatp un trauma nel soggetto e cercare, quindi, di guarirlo. IL trauma in questione non poteva essere che una delle dipendenze più comuni tra i soggetti di sesso maschile: la masturbazione.
Per "guarire", l'attore ha richiesto l'aiuto di due spettatori che impersonassero sua madre e suo padre: la scena è stata, come si può immaginare, davvero comica. Alcuni tra i presenti sono poi stati chiamati sul palco per essere guariti da una delle loro dipendenze. C'è chi ha parlato di mania di controllo, e chi di shopping: Bergallo ha mostrato qui una grandissima sensibilità nel carpire in pochissimi minuti le caratteristiche dei prescelti e nell'improvvisare battute e spettacolo tout court.
Sul palco, oltre all'abilissimo attore, un muro di scatoloni di cartone, utilizzato da parete sulla quale proiettare spezzoni di film e interviste.
Cartoni nei quali accumulare tutto ciò che non ci serve davvero, ma con cui amiamo circondarci. Forse perchè siamo dipendenti da tutto o forse perchè siamo semplicemente uomini.
Chi volesse inviare i proprio scritti sulle dipendenze che lo attanagliano, può farlo sulla pagina di facebook di Alessandro Bergallo: ne aspetta di nuove per portare avanti lo spettacolo.
Ricordo che i prossimi appuntamenti con il Teatro della Tosse saranno il 15 e il 16 marzo: alle ore 21,00, sempre al PalaParco, sarà presentato "2984".
Per avere maggiori informazioni su questo spettacolo, potete leggere la presentazione sulla nostra testata online.

Alice Spagnolo
10 marzo 2012

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