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Bordighera: ''Novella Gloria'' dal Taggiasco - prima parte

Bordighera: ''Novella Gloria'' dal Taggiasco - prima parte

- Tratto dal Libro "Bordighera" Storia e Leggenda - Usi e Costumi di Dino Taggiasco - 1930 - prima parte -
Per scrivere una nuova pagina di Storia Patria, intensa di sacrifici di pianti e di orgoglio, occorre giungere alla Guerra Italo-Austriaca (1915-1918), la più aspra e micidiale di tutti i tempi.
Tutte le classi dal 1874 al 1899 furono chiamate a combatterla.
Ai Martiri Bordigheresi, gloriosamente caduti sul Campo, il nostro popolo ha eretto un monumento sulla Piazza Ruffini, opera del Professor Buzzi Reschini e dei Fratelli Conrieri di Bordighera.
Il monumento fu inaugurato l'11 dicembre 1921 da S. M. la Regina Madre, essendo Sindaco il Cav. Proc. Francesco Biancheri, oratore ufficiale il Dott. Ferruccio Lantini, poi deputato al Parlamento.
Il Comitato era presieduto da S. E. il Generale Donato Etna, che da parecchi anni era ospite di Bordighera, avendo fissata la propria dimora nel Villino Angst.
Nella nostra città, il Gen. Etna partecipò anche all'Amministrazione della Pro Loco ed a comitati di beneficenza; i reduci di guerra lo adoravano come un padre e tutti egli chiamava col nome affettuoso di "figliuoli".
Del Comitato per il Monumento ai Caduti facevano altresì parte il Sig. Antonio Zaffagni, presidente dell'Ospedale; il Tenente Mutilato Cav. Giulio Biancheri Muller, il Capitano Mutilato Rag. Cav. Pietro Molinari, gli ex Ufficiali Ing. Garino e Famà, ed i Signori G. B. Oliva padre del Caduto Tenente Oreste e Chiusano Antonio, padre dei due soldati caduti Ugo e Alfeo.
Passiamo ora in rivista i Figli di Bordighera che caddero da prodi per la più grande Italia:
Primo fra tutti fu il Marinaio Biamonti Sebastiano, che fece parte dell'equipaggio del Turbine.
Tra  i più intrepidi è il tenente Oliva Oreste, la cui salma nell'agosto 1923, dal Cimitero di Gabrie sul Carso, veniva restituita a questa sua Terra natale.
Il 1° novembre 1916, chiuse gloriosamente i suoi atti di eroismo sacrificando la sua preziosa esistenza sul campo. Alla sua memoria venne conferita la medaglia d'argento al valor militare.
Abbiamo quindi il Tenente Lavagna Battista, la cui salma fu pure restituita alla nostra terra, come quelle dei soldati Biancheri Martino e Coromines Carlo, e del marinaio Filip Simone.
Sopra un dirigibile, che si recò per un'incursione in cielo austriaco, lasciò la vita il Tenente di Vascello Salone Carlo.
Colpito da una palla in fronte, mentre usciva dalle trincee  per soccorrere un amico ferito, decedeva il Sottotenente Ansaldi Guglielmo.
Il Sottotenente Zunino Mario, degli Alpini, incontrava eroicamente la morte nell'azione del Mertzli; in Albania era la volta del S. Ten. Bottacco Carlo.
Di bella luce rifulge la figura di un umile caporale dei Bersaglieri, Ferrari Andrea, che prima di essere domato dal piombo nemico, seppe scrivere il suo nome a caratteri d'oro nel libro di guerra. Quantunque ferito alla gola portava avanti il suo plotone e lo conduceva alla conquista della posizione, il 19 agosto 1917.
Gli veniva conferita la medaglia d'argento al valor militare.
Alle famiglie Chiusano ed Arcangeli la Patria chiedeva più dolorosa prova d'amore e di sacrificio, ciascuna di esse dava due giovani figli alla causa della grandezza italica: Chiusano Alfeo, Chiusano Ugo, Arcangeli Gaetano, Arcangeli Felice.
Nelle azioni dell'Alto Isonzo  perivano il soldato  Allavena Giacinto  ed  il Caporale Anfosso Giuseppe. Tra i primi Caduti sono pure il Caporale Moschetti Luigi e il soldato  Bussi Alfredo.
Ma quanti altri figli di questa terra trovarono la morte sul campo della gloria!
Alborno Leopoldo, Blancardi Ernesto, Bonavia Giuseppe, Curti Gerolamo, Fiasco Florido, Garino Ampelio, Garzoglio Nicola, vivranno colla loro sempiterna giovialità in mezzo a noi, la loro giovinezza palpita ancora nel nostro sole. Umili soldati, caddero sulle fangose trincee, ma vivranno, Eroi immortali,nello spirito delle genti e nei marmi degli altari.
Ai Caporali Bergonzo Pietro, Revello Pietro, Sappia Lucangelo, Taggiasco Nicola, Maccario Giovanni, Oliva Antonio, Biancheri Antonio, Bruno Francesco, Biancheri Andrea e Daniele Francesco, venne assegnato il comando del loro plotone e furono esempio ai loro commilitoni persino nella prova suprema.
Anche i marinai Acquarone Cipriano, Anfosso Giuseppe, Guglielmi Vincenzo, Debenedetti Filippo, Ganduglia Marco, Giribaldi Luigi e Pavarino Emanuele mancarono al Sacro Appello.
Quarantaquattro morti in combattimento: sei ufficiali, tredici caporali, sedici soldati e nove marinai, ai quali vanno aggiunti i morti per malattia.
Fra questi primeggia la Dama Infermiera Volontaria della Croce Rossa, Conrieri Lina; abbiamo quindi il Colonnello Medico Viale Dott. Camillo e il Capitano di Vascello Arrigo Camillo.
Journal de Bordighera, 8 novembre 1923 - prima parte.
Ricerche, trascrizioni e materiale fotografico di Ferruccio Poggi.
(le immagini fotografiche di Ferruccio Poggi riguardano il monumento ai Caduti in Piazza Ruffini e la partenza dei volontari bordigotti per la Grande Guerra, salutati dalla folla)

La Redazione
7 gennaio 2013

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