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Bordighera: lettore ''L'effetto porta a porta''

Bordighera: lettore ''L'effetto porta a porta''

Stamane in Comune a Bordighera, durante l'attesa in coda per il ritiro dei contenitori, in funzione del nuovo metodo di raccolta della spazzatura, il cassetto della memoria mi ha richiamato alla mente l'anno 1943-1945.
Allora abitavo a Vallecrosia e facevo la fila per il prelievo degli alimenti, con le tessere annonarie e con il ritaglio del bollino per il ritiro di:
1) Etti uno di pane nero a testa al gg. (quando c'era)
2) Centro grammi di carne a testa alla settimana. (se durante un bombardamento moriva un cavallo, un mulo, un asino o una capra era festa grande)
3) Mezzo chilogrammo di zucchero al mese per tutta la famiglia.
4) Un chilogrammo di farina con la crusca al mese per la famiglia.
5) C'era la borsa nera e ti arrangiavi (tutto illegalmente naturalmente).
L'imballaggio era la "sporta della spesa" e due tipi di carta spessa e ruvida, una azzurra per lo zucchero e le farine e l'altra gialla con un poco di carta velina per la carne.
Il servizio di nettezza urbana era un carretto a mano appositamente adattato con il quale serviva la Via Aurelia e alcune traverse, niente di più. Anche nel dopoguerra non si scherzava sino agli anni 1952/53, penso che ci sia ancora qualcuno che se ne ricordi bene.
Oggi marzo 2016 la fila per "eccesso" di cibo e imballaggi.
Che passi da gigante che abbiamo fatto! Che benessere abbiamo raggiunto! Non lamentiamoci, cerchiamo di collaborare con serenità, va bene così. Con l'esperienza e qualche ritocco ed aggiustamenti vari, tutto andrà per il meglio, tenendo conto anche della questione igenico e sanitaria.
Cordialità.
Luciano Cassini.

La Redazione
3 marzo 2016



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