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Bordighera: i Sacri Recinti

Bordighera: i Sacri Recinti

Li chiama così, i cimiteri, Dino Taggiasco nel suo famoso libro su Bordighera degli anni ’30. Ci racconta inoltre che le prime sepolture avvennero in prossimità degli scogli di Sant'Ampelio e che anticamente i cimiteri erano attigui alle chiese. Nel 1470 quando venne fondata Bordighera i morti venivano seppelliti nella chiesa e solo più tardi venne ricavato un camposanto in località Maddalena.
Il Barone Von Kleudgen ha dipinto un bel quadro di quel cimitero che rimane l’unico ricordo di quel luogo.
L’attuale camposanto fu costruito in Arziglia nel 1870. Davanti all’entrata del primo campo una piccola croce di marmo ricorda il primo sepolto – G.B. Pallanca il 27 marzo 1870. Spiccano alcune tombe monumentali: quella della famiglia Moreno, di Hermann Nestel, dei Giribaldi, del General Biamonti, della famiglia Angst, della famiglia Noaro, di Luigi Pelloux, della scrittrice Barbara Barclay, sepolcro quest’ultimo salvato per miracolo nel 1996 da un improvvido “avviso di scadenza”.
A questo proposito sarebbe interessante che da parte del Comune venissero individuate quelle sepolture di personaggi celebri, che hanno dato lustro a Bordighera, per salvaguardarle, mantenerle e valorizzarle anche per il loro indubbio valore storico.
Un discorso a parte occorre fare per quel che riguarda il cimitero degli inglesi. Esso dipende dalla diocesi di Westminster di Londra che se ne occupa con una associazione fiduciaria in loco. Passeggiando all’interno di questo campo (peraltro abbastanza trascurato), sorprendono i molti defunti celebri che hanno vissuto buona parte della loro vita a Bordighera. Da Leopoldo Jung e famiglia al Barone Von Kleudgen con la signora Luise, da Gustavo Zorn, al Luogo Tenente Malcolm Owen Welch, da Walter Stuart Tighe, ad Alice Edwards, dallo scrittore George Mc Donald, all’Ammiraglio John Eliath Pringle e così via.
Recentemente, anche per motivi economici, alcuni spazi tombali sono stati destinati a defunti italiani, privilegio una volta concesso solo al signor Pozzar che per molti anni accudì anche il Cimitero Militare Inglese, attiguo a quello Evangelico.
I defunti ricchi, all’epoca, venivano accompagnati in processione fino al cimitero, i poveri invece venivano collocati nella “Cassa aperta della Misericordia” e accompagnati soltanto fino alla Chiesetta di San Sebastiano (Villa Garnier). Da qui le confraternite dei Bianchi e dei Neri ed il Clero, tornavano indietro mentre i becchini provvedevano, con qualche parente ed amico del defunto, a fargli proseguire l’ulteriore tragitto sopra un carretto sgangherato. Nella fossa il poveretto veniva gettato talvolta senza essere neppure avviluppato in un lenzuolo.
Anni fa l’Amministrazione Comunale deponeva un fiore sulle tombe dei personaggi benemeriti di Bordighera in base ad un elenco che si poteva visionare all’Ufficio Giardini del Comune e che, forse, meriterebbe di essere rivisto ed aggiornato. Nella ricorrenza di novembre inoltre, veniva deposta una corona d’alloro all’interno del Cimitero Militare Inglese alla presenza delle rappresentanze della Chiesa Anglicana e della Colonia Inglese.
Rielaborazione da documentazione raccolta da Ampelio Verrando.

a cura di G.C. Pignatta
2 novembre 2016

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