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Bordighera: i fantastici trenini di Gianni Pirotelli

Bordighera: i fantastici trenini di Gianni Pirotelli

Proprio adiacente al Museo Bicknell, in una serra non più adibita a coltivazioni e vasi di fiori e piante, Giovanni Pirotelli ha dato sfogo ad una passione pluridecennale che lo ha specializzato nella costruzione e nel continuo adattamento della sua piattaforma di trenini elettrici.
Un impianto di tutto rispetto di ben dieci metri per due che l’appassionato, vivaista di professione, ha negli anni consolidato al punto da diventare uno dei più grandi modellinisti della zona. Assieme al fotografo Eugenio Conte ed al cineoperatore Giancarlo Traverso abbiamo visitato il complesso di binari e trenini, di paesaggi e di creazioni, tutte ideate e costruite personalmente da Pirotelli.
Il plastico si presenta in tutta la sua grandezza sotto una serra adattata alla bisogna, costruito su una solida base sulla quale sono state ricavate ogni esempio di scenografie. Montagne e gallerie sotto cui corrono i binari, stazioni e officine per il ricovero dei trenini; una centrale idroelettrica con la diga e il lago artificiale, fiume e cascata. E poi i paesaggi del Far West, con gli indiani, le fattorie con il bestiame, riviste nei minimi particolari, dalla mungitura all’allevamento di ogni tipo di animale.
Sono in definizione una serie di gallerie a spirale come quelle del Col di Tenda per vincere i dislivelli e portare motrici e vagoni da livello zero a quote superiori. Si possono scoprire coltivazioni di grano con la mietitrebbia, il Gran Canyon su cui è stato costruito un ardito ponte di legno ad intreccio, come quelli canadesi che ancora oggi sostengono il passaggio della ferrovia transoceanica. E poi luci dappertutto, anche all’interno delle case rappresentate con cura in ogni minimo particolare, perfino con i personaggi dell’epoca. E poi parchi gioco, campi da calcio, parcheggi, strade e automobili. Minime ma curiose particolarità come il sistema antincendio sui ponti in legno. Foreste, fari e cisterne.
Tutto il plastico è elettrificato a 16 Volt in alternata che viene trasformato in 12 Volt in corrente continua per poter governare con una sorta di Mouse tutte le attività dell’impianto.
Confinante con la serra è attiva una attrezzatissima officina nella quale Giovanni costruisce, mola, tornisce, ognuno dei pezzi da inserire nel plastico. Un’idea, una passione che ha portato ad un risultato impensabile se non lo si visita. Visite che si possono ottenere concordandole con il “Ferroviere” nei momenti che l’attività di vivaista non risulta primaria.
Foto di Eugenio Conte. Riprese di Giancarlo Traverso.

a cura di Giancarlo Pignatta
5 ottobre 2016



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