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Bordighera, ''Giornata della Memoria'': l'intervista a Diego Marangon

Bordighera, ''Giornata della Memoria'': l'intervista a Diego Marangon

Alla ex Chiesa Anglicana, ieri sera, venerdì 22 gennaio, prima dell'inizio dello spettacolo teatrale "In Memoria. Ricordare per non dimenticare", ci siamo intrattenuti con Diego Marangon, il regista.
- Diego, sono alcuni anni che in occasione delle celebrazioni della "Giornata della Memoria", con "Liber Theatrum", porti una tua rappresentazione a Bordighera.
"Con il Comune di bordighera abbiamo iniziato questa bella collaborazione tre anni fa. Quindi questo è il terzo anno consecutivo, ed ogni anno mettiamo in scena uno spettacolo nuovo, cercando di toccare un po' le varie tematiche perchè la Shoah, l'Olocausto sono un tema talmente vasto e più ti ci addentri e più scopri delle sfumature particolari. Il primo anno abbiamo fatto uno spettacolo molto composito che era ispirato all'istruttoria di Weiss sui processi di Norimberga ai generali e ai gerarchi nazisti. Abbiamo proposto un po' la storia vera e propria dai rastrellamenti, dai ghetti al trasporto sui vagoni, alle condizioni nei campi, allo sterminio vero e proprio. L'anno scorso invece abbiamo toccato il negazionismo, questo fenomeno purtroppo presente di chi nega che ci sia stato tutto questo. Quest'anno, invece, abbiamo incentrato l'attenzione proprio sulla memoria, che non venga dispersa, che si conservi perche si eviti che, con una semplice celebrazione, poi durante l'anno non venga piu ricordata. Quindi sul valore della memoria, sull'importanza di questa data, anche perchè l'impulso è quello della Shoah, dell'Olocausto, ma di stermini nel corso degli anni ce ne sono stati sempre, e non solo dai tedeschi, i russi in Ucraina, ma anche in Africa, ed altri".
- Questa sera a Bordighera è la "prima" di questo spettacolo teatrale?
"Quest'anno lo proponiamo qui a Bordighera in prima assoluta, poi lo replicheremo mercoledi prossimo, di mattina, che è il 27 gennaio, "Giornata della Memoria, al Teatro del Palazzo del Parco. Lo spettacolo sarà riservato alle scuole e questa è una bella tradizione che si replica dal primo anno e che i ragazzi hanno sempre apprezzato molto, anche per non dimenticare. Ad esempio l'anno scorso che si parlava di negazionismo, avevamo proiettato, per aprire lo spettacolo, i video che Hitchcock aveva girato a Birkenau e che erano stati secretati per tantissimi decenni. Finalmente l'anno scorso si sono potuti utilizzare e noi li abbiamo utilizzati ed i ragazzi sono rimasti indubbiamente molto colpiti. Dopo questi due spettacoli di Bordighera la terza replica verrà fatta a Ventimiglia sabato 30 gennaio, alle ore 16,30, al Museo Girolamo Rossi, al Forte dell'Annunziata che è un posto molto suggestivo. In quella sede porteremo il pubblico un pò in maniera itinerante nelle secrete del Forte".
- Sono salito sul palco e colpiscono queste foto un po' sfocate nel retroscena.
"Quest'anno abbiamo il piacere di avere la collaborazione di un fotografo che è Saverio Chiappalone di Ventimiglia che ci donerà le sue foto che ha scattato in occasione di una sua visita in un campo di concentramento e le esporremo a Ventimiglia. Qui a Bordighera non si era pensato di farlo ed abbiamo voluto ugualmente metterne alcune nostre che abbiamo scaricato semplicemente da internet. Sono sfocate proprio per sottolineare che la memoria si può disperdere e deve essere continuamente coltivata. Queste foto sfocate sono la rappresentazione di questa memoria che va via, che la tendenza è quella di dimenticare e invece dobbiamo ricordare, assolutamente".
- Quanti attori impegni in questo spettacolo?".
"Questo spettacolo, nella sua struttura completa, quest'anno impegna otto attori ed attrici, ed in piu ci sono io che intervengo con una voce fuori campo, in alcuni momenti".
- E' una novità la voce fuori campo?
"Si, l'anno scorso non c'era la voce fuori campo, diciamo che ogni anno abbiamo cercato di dare una connotazione diversa allo spettacolo. Il primo anno era stato un po come un colossal, c'erano piu di venti attori, quindici ballerinee  noi accoglievamo, ed io mi ero divertito, tra virgolette, a farlo, il pubblico nel foyer, dividendo in file uomini e donne. Questa cosa aveva un po' turbato. Eravano con le divise militari e le maschere antigas. L'anno scorso abbiamo avuto la collaborazione delle ballerine, in minor numero, di Michela Andreoli, che è un abile sostegno. Quest anno avremo una sola ballerina, tranne questa sera all'Anglicana, perche non è stato possibile organizzarci. Ma al Teatro del Palazzo del Parco ed al Forte dell'Annunziata ci sarà, e sarà Erika Cusumano".
- Hai intenzione di ampliare questo spettacolo per l'anno prossimo e di riproporlo?".
"Fondamentalmente si, voglio quasi dire ti infili in un tunnel e non riesci piu ad uscirne. Anzi più ti infili e più ci sono aspetti incredibili. Ad esempio un aspetto che mi piacerebbe toccare è quello degli italiani che, durante la guerra, si pensa spesso che non abbiano fatto nulla di grave. Invece ne hanno combinate anche loro. Quindi dedicare anche uno spettacolo alla situazione italiana, al comportamento nei confronti degi ebrei e quindi alla partecipazione degli italiani e dei fascisti nell'Olocausto è un aspetto che ritengo interessante".
- Grazie Diego, ti lascio allo spettacolo.
"Grazie a voi, di tutto".
Le immagini fotografiche, di Eugenio Conte, sono volutamente sfuocate per dare l'idea della sfumatura nel tempo, del giorno della memoria, affinche non sbiadisca per sempre...e venga sempre ricordato.

Eugenio Conte
23 gennaio 2016



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