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Bordighera: dai, si va al Daniel's!

Bordighera: dai, si va al Daniel's!

"Dai, si va al Daniel's".
Sì, si va. Bastano cinquecento lirette per togliere la sete alla cinquecentina. E pazienza se la spia resta accesa, tanto l'ho coperta con il nastro adesivo.
L'arredamento della cremeria di Bordighera non è cambiato, l'atmosfera invece sì. Un bel banco di legno, la macchina del caffè, il frigo per i gelati e qualche tavolino. Invecchiato e tuttavia più gradevole di quello di tanti altri bar sul corso.
Ma il resto è diverso. Anche l'insegna. E non c'è più un ragazzo alto e magro con i capelli lisci e neri ad accogliere clienti che non sono più quelli di una volta, ragazzi che dopo cena, trecento e passa giorni all'anno, entravano, si sedevano ed ordinavano un espresso. Anche se in realtà volevano passare, da semplici appassionati, la serata accanto a chi viveva in un mondo nel quale si sognava di entrare a far parte.
Serate sempre uguali e sempre diverse. Per un sacco di appassionati di macchine della Riviera dei Fiori le serate passavano seguendo un rituale consolidato: parlando di corse. Di quella appena conclusa, della prossima, di quelle di uno, due, cinque o dieci anni prima.
Dei Rally, del Gran Premio di Monaco.... Pochi soldi e tanta passione, in quella cremeria di Bordighera che si chiamava Daniel's perchè appunto era di Daniele.
Le serate scorrevano sempre fra interminabili partite a chiacchiere fra gente venuta su fra esalazioni di olio ricinato e sogni corsaioli. Ma dietro al bancone adesso ci sono due ragazze: sono anche sul carino andante, ma non sono brave come Daniele Audetto a rilanciare quando i ricordi cominciano a non bastare più per tenere su la conversazione.
Lui dietro al bancone e davanti quelli che, da Ventimiglia ad Imperia avevano già staccato la licenza, quelli che aspettavano solo di avere l'età per poterlo fare, un giovane giornalista già abbastanza esperto da scrivere per Auto Italiana ed uno ancor più giovane che faceva gavetta su qualche foglio locale. Insieme, si organizzavano le trasferte di chi correva e ci si organizzava per non mancare gli appuntamenti più interessanti. In economia. In trenta e passa anni, sono cambiate un sacco di cose. Cresciuti, alcuni dei ragazzi di allora si sono fatti un nome nell'ambiente, Renato Ronco è divenuto la voce automobistica di Tele MonteCarlo, Claudio Berro l'addetto stampa della Ferrari, Luca Pazielli il direttore di produzione di Crono. Un pò meno magro di allora e con qualche filo argentato in testa, Daniele Audetto ha avuto una carriera automobilistica eccezionale.
Lui era eccezionale, unico, inimitabile. Per lanciare il locale e per convincere il padre a sostituirlo ogni volta che andava a correre s'era inventato insieme a Renato Ronco la Scuderia delle Palme. Fra un caffè, un frappè e un gelato si organizzavano le trasferte di piloti, copiloti e tifosi. Con una 500 Lunga presa in prova da un concessionario, sulle strade della Coupe des Alpes; con un pullman noleggiato su quelle del Montecarlo.
Alla vigilia di un Monti Savonesi, tutti insieme appassionatamente, s'era fatto quasi mattino per stabilire se per gli ufficiali rivieraschi del Team Hertz, quelli che correvano con le 125 d'affitto, era più conveniente rendere la macchina a Savona dopo averla fatta lavare per bene o riportarla a Sanremo dove il gestore faceva finta di non veder la polvere e il fango.
Ah, gli anni sessanta....

Guido Rancati
15 novembre 2016

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