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Bordighera Alta: l'autunno del nostro scontento - seconda parte

Bordighera Alta: l'autunno del nostro scontento - seconda parte

Dopo la pubblicazione della prima parte:
http://www.bordighera.net/bordighera-alta-lautunno-del-nostro-scontento-prima-parte-n62712
Ecco il seguito:
Abbiamo ripreso una analisi di qualche anno fa, sviluppata attraverso il sentire della piazza, che sarà anche la pancia della situazione, ma che evidenzia esigenze vere e vissute in un contesto delicato come il Centro Storico e abbiamo confrontato quanto è rimasto e quanto poco è cambiato (in meglio) nell’identica zona. Passeremo in rassegna argomenti quali la pulizia, la presenza di animali, di automobili, gli spazi per i giochi dei bimbi, le manutenzioni, il Capo e la Pineta.
2a Parte
- 1. Automobili
In tutto il Centro Storico vige il divieto di ingresso e circolazione, quello per intenderci, caratterizzato dal cartello stradale tondo bianco bordato di rosso che il codice della strada indica come “Divieto d’accesso”. Per le esigenze commerciali ed anche di quelle personali di ognuno di noi, si è autorizzato l’accesso in Piazza e zone limitrofe dalle 06.00 del mattino fino alle 10.00, dopodiché il borgo dovrebbe risultare “off limits”. Dovrebbe! Mentre il traffico in quelle zone risulta continuo e variopinto in tutte le ore della giornata. C’è chi deve andare alla posta e mica ci può andare a piedi. Chi va dal tabacchino a comperare giornale e sigarette con la macchina sotto il sedere. L’altro giorno una signora aveva parcheggiato l’auto davanti alla chiesa per andarsi “a fare la piega”, nel frattempo è arrivato un funerale e lei ha dovuto spostare di corsa l’auto con i bigodi in testa, sotto gli occhi (troppo) tolleranti dei vigili. E’ indispensabile riattivare il funzionamento del dissuasore a fungo all’ingresso della piazza. Solo così si possono evitare gli intralci di un traffico innaturale, inappropriato e pericoloso. Così come sono pericolosi ed inappropriati gli scorazzamenti di motorini nei vicoli che troppo baldi giovinetti effettuano impunemente.
In alcuni momenti l’assedio delle auto al fortilizio diventa insostenibile. Passi carrai inaccessibili, ingressi a vie ostruiti, macchine dappertutto. E’ il problema del Paese, mancante di uno spazio esauriente per il parcheggio delle molte vetture. Ognuno di noi deve fare uno sforzo e accontentarsi di parcheggiare dove non provoca intralci, magari solo perché vuole avere l’auto sotto casa. A questo proposito abbiamo avuto notizie di danneggiamenti procurati alle auto parcheggiate in maniera troppo aggressiva. Non vorremmo che il fenomeno prendesse piede.
1. Quanto scrivemmo allora ha subito alcune varianti. Al cartello d’ingresso in Piazza del Popolo hanno tolto la limitazione dalle 06.00 alle 10.00 con la conseguenza che l’accesso risulterebbe così completamente interdetto, salvo autorizzati. Il fungo dissuasore automatico non è più stato riparato e al suo posto ne è stato impiantato uno barellabile, nel senso che lo si può piazzare o meno, così come pare ad ognuno. Come allora in Piazza si entra e si esce a piacere in tutti i momenti della giornata. A questo punto si dovrebbe, per coerenza, togliere il cartello di divieto d’accesso che rappresenta una imposizione che si può anche non rispettare. Si dovrebbe inoltre potenziare, mantenendole il più possibile libere, le aree di carico e scarico merci, alla Maddalena e davanti alla Canonica, aree molto spesso occupate da veicoli in normali soste. L’assedio da parte delle auto in particolari momenti (d’estate, nei fine settimana e nelle serate gastronomiche nei ristoranti del borgo) si può ovviare costruendo finalmente un adeguato parcheggio sotto il Capo, così come si progetta ogni piano triennale (DUP) senza finanziarlo adeguatamente. A questo proposito invitiamo l’Amministrazione a chiedere a quella di Mentone come ha fatto a costruire un mega parcheggio (430 posti, tre piani sotto il mare) sulla spiaggia delle Sablette, davanti al Castello Aragonese. Opera definita in 18 mesi che verrà inaugurata a Natale. Persiste la pericolosità viabile, particolarmente nel tratto tra il Giro d’Argento e la Piazza del Municipio, con i punti caldi negli attraversamenti pedonali, nel raggiungere il supermercato, nell’inserimento della salita di Via Garnier e nella curva sotto il Cavetu. Nella discesa dei pini tra il Capo e il Municipio, nei momenti caldi è autorizzata la sosta degli autoveicoli sul marciapiede, con la conseguenza che non è difficile osservare mamme con carrozzine mentre le spingono in mezzo alla strada. Questa Amministrazione ha predisposto, accogliendo la richiesta di molti utenti, dei parcheggi dedicati ai residenti sia sotto la scibreta e nell’area dell’ex lavatoio.
- 2. Spazi gioco
Noi avevamo il Capo. Era la nostra palestra, il campo di calcio, l’area dove potevamo sviluppare i nostri giochi: dalle battaglie fra indiani e cow-boy, alle disfide con la pimpirinella, per non parlare del giro del Capo sui pini, ardimentoso audaciometro a cui scelleratamente ci si cimentava. Di sera, in piazza si giocava a “visco vero” o a biglie in qualche terminale di grondaia. Adesso i bimbi, ma particolarmente i ragazzi, non sanno dove giocare. Il Capo è diventato il garage del Paese e nelle piazze dominano i diversi dehors che circonscrivono di molto la ludica operatività dei nostri rampolli. Ci sarebbe il campetto della Parrocchia, la cui regolamentazione però ne limita alquanto l’uso. Qualcuno ha proposto di attrezzare meglio il giardino pubblico di villa San Patrizio, quello di rispetto al Centro Anziani il quale giardino, a dire il vero, risulta molto mal tenuto e difficilmente praticabile al gioco. Bisognerebbe ripensarlo e montare al suo interno i giochi vergognosamente ammassati – inutilizzabili - in Arziglia all’interno dell’indecifrabile giardino Winter.
2. Anche per questo argomento la situazione non è migliorata affatto. Il Capo è il parcheggio che conosciamo se si esclude l’angolo dei bocciofili che però potrebbe essere ripensato e sfruttato meglio. Il campetto di Santa Rosa è un’appendice parrocchiale ad uso delle attività oratoriali, mentre l’attiguo giardino Levratto, quello davanti al Centro Anziani, se meglio sistemato potrebbe venire utile come spazio giochi per bambini piccoli; occorre però attrezzarlo adeguatamente. Questa Amministrazione, lo abbiamo visto, ha recuperato il campo sportivo in Arziglia ma sarà adibito alle attività agonistiche della squadra di calcio bordigotta. Sul Capo, dicevamo, si potrebbe attrezzare meglio l’area dove si gioca a bocce, ad esempio strutturando due regolari campi da gioco riservando così l’area rimanente per una piattaforma polifunzionale (campo per calcetto, palla volo, palla canestro) dove si potrebbero organizzare anche tornei che rianimerebbero la vita in un Borgo che sta conoscendo un mortificante declino. Attualmente i ragazzi si trasferiscono per le varie attività, chi alla Marina, chi a don Bosco, chi a Ospedaletti.
continua...

a cura di Giancarlo Pignatta e Aldo Bacigaluppi
10 novembre 2016

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